il gioco delle tre carte

  di roberto bellassai  

la sinistra che non c'è più

Hanno vinto le destre, ha vinto Berlusconi, la Lega e Fini, i garanti del clientelismo nel sud d’Italia, ma soprattutto ha vinto il berlusconismo.
Grazie anche al Signor Veltroni, il coraggioso Veltroni, che è andato masochisticamente – petto in fuori – da solo, rafforzando il turbo capitalismo, quel turbocapitalismo dalla velocità e dai ritmi che somiglia a un treno che corre a trecento km all’ora, da cui non si può scendere, ma solo buttarsi con le conseguenze che si possono immaginare.
Questo vale soprattutto per le classi a stipendio fisso, per i pensionati al minimo, i precari e i non garantiti.
Questo è il bozzetto politico "dell’Italietta“ di oggi, dopo le elezioni politiche del 13 e 14 aprile scorsi, in cui la scomparsa dal parlamento della “sinistra“, lista Arcobaleno e Socialisti, è e diviene in questo caso “l’agnello sacrificale“, voluto dai vari “attori“ che si sono succeduti nel tempo, a cominciare da Occhetto, per finire a Veltroni, i quali hanno giocato a liberarsi gradualmente della “sostanza politica“ della sinistra, giocando al gioco delle tre carte.
Da Occhetto a Veltroni ci sono stati i saldi, i saldi del patrimonio politico e culturale della sinistra italiana, e con essa l’alternativa dei valori che potenzialmente ha per tradizione rappresentato.
E’ stato completamente smantellato il rapporto basilare tra vertice e base, tra elettore e candidato, promuovendo il liderismo esasperato, spostando ogni forma di “comunicazione“ sui media.
Si è stabilito gradualmente un autoritarismo politico e sociale in cui il cittadino non ha avuto voce, né possibilità di scambio, né di dialogo.
Infatti, oggi è prevalente il modello sociale del vuoto culturale, del progresso senza cultura, in cui la mediocrità è divenuta regola, norma, fino ad arrivare alla sua rotondità e al suo compimento.
Siamo alla mediocrità rappresentativa, al “fascismo consumistico“,con al centro il mercato e l’azienda.
Berlusconi, Veltroni, la Confindustria, le Banche, i Faccendieri, le Mafie, le Gerarchie Cattoliche, sono i soliti attori – comparse che hannoÊoperato e continuano a operare il restauro sotto l’aspetto economico, politico, culturale e spirituale.
Per me continua ad essere più che mai necessaria per una reale democrazia, una alternativa democratica politica e culturale a questa destra, a questo modello di sviluppo economico, sociale, politico e culturale, che impoverisce sempre di più la vita di ognuno sia in privato che in pubblico.