un grazie e un commento

  di gino bonatesta  

il dibattito su fede e potere

Sono contento, davvero, e la ringrazio sig. Jannitto per il suo intervento.(la fede e il potere pag.6 n.54) Quando si affrontano certi argomenti si ha sempre l’impressione di parlarsi addosso perché, anche se personalmente li ritengo interessanti e attinenti al vivere quotidiano di tutti, si è portati a credere che siano di poco interesse per le altre persone per questo, quando ci si accorge che sono stati letti e “guardati” anche con attenzione, al di là dell’approvazione o della critica che, se costruttiva, è sicuramente meglio di un’approvazione svogliata o di facciata, fa sempre piacere. La foto non commentata: per onestà devo dire di averla vista solo quando mi è stato recapitato il periodico quindi, è stata una scelta redazionale non per questo, col permesso del Direttore, mi esimerò dal commentarla. Lo slogan riportato è generico e generalizza e questo non và bene perché si rischia di buttare il bambino con l’acqua sporca. Se dovessi limitare il mio pensiero ai nomi che lei ha fatto, sig. Jannitto, e ai tanti altri da ricercare che hanno onorato la fede e gestito il potere con onestà, in certi casi fino al martirio, dovrei semplicemente dire che ha ragione e chiudere l’argomento. Così facendo però offenderei la Sua intelligenza perché Lei certamente sa che, la storia del potere (spirituale e temporale) gestito dalla Chiesa Cattolica in nome del Cristo e della fede, non è costellata solo di martiri e onesti (lo spazio e il luogo non consente di approfondire oltre) e se un Papa, dopo duemila anni, ha avvertito il bisogno di chiedere più volte perdono per gli errori e orrori della chiesa nel corso dei secoli qualche motivo ci sarà. Vede sig. Jannitto, io che non sono dottore ma solo un Cristiano deluso da chi, religioso o laico, fa della fede un vessillo da brandire, a volte, come un’ascia di guerra non vorrei che, fra un certo numero di anni, un altro Pontefice dovesse sentire di nuovo il bisogno di chiedere perdono; preoccupazione questa fatta trasparire anche dalle parole di una delle illuminanti interviste del priore della comunità di Bose, Enzo Bianchi, in occasione di una rara presenza televisiva. E che dire del richiamo di Benedetto XVI ai cattolici, anche ecclesiastici, sul pericolo “dell’edonismo dell’immagine” di un comportamento cioè e, non di rado, della gestione di un potere non solo mediatico teso più all’apparire che non all’essere?
Ha ragione don Claudio e lei stesso sig. Jannitto quando rivolgete il pensiero e l’attenzione ai semplici, agli umili, agli “ignoranti” e a quanti vivono, in purezza, nella fede e nella speranza Divina ed è per questi che Fede e Sapere, insieme, dovrebbero recuperare quell’idea di “Bambino” e indirizzarla a un loro miglioramento non solo spirituale ma anche materiale.
E’ stato un vero piacere!