|
le elezioni
regionali in sicilia |
Il cuore del programma di Anna Finocchiaro è semplice
e rivoluzionario: quello di fare funzionare la “macchina” della
Regione.
Trasformare “quell’ammasso di colesterolo burocratico”,
come ebbe a definirla Enzo Bianco, un’amministrazione celere e trasparente,
snellire le procedure e renderle automatiche sottraendole al capriccio
di politici e funzionari, premiare il merito di chi lavora. Per la Sicilia
tutto ciò costituirebbe uno sconvolgimento epocale ed è,
unitamente al controllo degli obiettivi della spesa pubblica non più indirizzata
a produrre consenso ma sviluppo, ciò che le imprese da anni chiedono
per poter crescere e creare lavoro: che la Regione non sia un ostacolo,
una vessazione o, peggio, un parassita imposto dalla politica.
È
un programma che non consola né deresponsabilizza i siciliani ma
dice loro: non sarò io a risolvere i problemi vostri e quelli di
questa regione ma metterò voi in condizione di farlo, eliminandovi
gli ostacoli ed aiutandovi e voi ce la farete perché ne siete capaci
ed io mi fido di voi. Anche questa è una rivoluzione nella cultura
politica di questa terra.
Nessuna televisione, nessuna propaganda elettorale potrà spiegare
tutto questo: perché è troppo semplice e non abbastanza banale
per gli standard della comunicazione di massa e perché la televisione
ed i mass media provocano, oggi più di prima, il rigetto degli elettori.
Forse per l’overdose di politica, e soprattutto di pessima politica,
trasmessa nell’ultimo anno; forse per la perduta credibilità degli
uomini politici in generale; forse per la babele di linguaggi e posizioni
che confonde, ma mai come in questo momento i dibattiti su giornali e televisioni – ed
ancor più la propaganda vera e propria – appaiono non credibili,
suscitano fastidio e persino rigetto. Insomma, non convincono.
Ecco allora che in queste elezioni sarà determinante il passaparola.
Quel muro di stanchezza e di diffidenza che terrà lontane le persone
dai sistemi tradizionali di formazione dell’opinione, potrebbe questa
volta, più che in occasioni passate, essere superato dall’amico
che ci parla, dal collega: la gente si fiderà di chi conosce personalmente
e stima.
Questo varrà a tutti i livelli, nelle competizioni in cui siamo
direttamente impegnati. Per questo vi esorto ad attivare il massimo dei
contatti personali possibili.
Di questo, soprattutto, si alimenterà la campagna elettorale e vincerà chi
avrà dalla sua il maggior numero di persone che, credendo nel suo
progetto, sapranno farsene testimoni e divulgatori.
Perciò penso che questa sia oggi la nostra battaglia.
Perché, in tutti questi anni, insieme abbiamo costruito, intorno
a questo giornale, un luogo vitale di aggregazione ed elaborazione politica.
Con persone differenti, non tutte del medesimo partito o con le medesime
idee ma animate da un tessuto di valori condivisi e da una comune etica
dell’impegno politico. Persone motivate e che in una certa misura
si sono formate attraverso il dialogo ed il dibattito.
Molte persone.
E questo è il nostro momento.
Restituiamo, trasmettiamo a quanti ci sono intorno le cose in cui crediamo,
quelle che abbiamo chiare della battaglia elettorale fra Anna Finocchiaro
e Raffaele Lombardo, fra la Sicilia moderna e normale che possiamo costruire
e quella schiava e medievale in cui vogliono ancora farci vivere.
Le nostre parole sono importanti e noi abbiamo la possibilità ed
il dovere di spenderle tutte e di farlo adesso.
««accendere
un fiammifero vale sovente più che maledire l'oscurità»
(don Tonino Bello) |
|