dal barocco alle baracche

  di roberto bellassai  

il decoro urbano a noto

Al peggio non c'è mai fine nella Città di Noto. Il fondo del "degrado estetico" non si finisce mai di toccarlo. Il cattivo gusto e il degrado diventano il manifesto Istituzionale della Città di Noto.
Amministrazione Comunale, Ufficio Tecnico, Soprintendenza di Siracusa, questi i soggetti Istituzionali a cui da tempo continuiamo a denunciare quanto segue.
Dopo i sessanta e più condizionatori d'aria a vista, lungo Corso Vittorio Emanuele, dopo l'illuminazione "artistica", padelle, fari e faretti, "batterie da cucina ", collocate sulle facciate delle chiese e dei palazzi, dopo le sopraelevazioni - superfetazioni in legno e metallo, sulle terrazze di case e palazzi del centro storico, dopo le antenne paraboliche su via Nicolaci, su Piazza XVI Maggio e davanti alla Porta Reale, a cui si aggiungono dei serbatoi di colore grigio, più un serbatoio di metallo, che spunta in alto sul lato destro della Porta Reale, dopo le "targhe selvagge" della toponomastica,targhe sovrapposte l'una sull'altra o l'una di fronte all'altra, si continua a deturpare Corso Vitt.Emanuele, e le sue Piazze,con "gabbie" e "pedane" davanti a negozi e bar.
Si veda il gabbione che sembra un "Ring", al centro di Piazza Teatro, e le varie pedane rialzate con tavolini e sedie di plastica su Corso Vitt. Emanuele, Via Rocco Pirri, Via Matteo Raeli, o il chiosco di Piazza Municipio, che ogni giorno cresce a dismisura, con vasi sproporzionati al contesto,sedie,giochi e giochini per grandi e piccoli, con banconi sui marciapiedi,biliardi, tendaggi vari con schermo TV, che ingombrano e restringono la Piazza, invadono completamente il marciapiede, creando "barriere architettoniche", a cui si aggiunge un'altra pedana con sedile e tavolini appena montata a due passi dalla Porta Reale.
Noi, pensiamo che una Città d'Arte, quale è Noto, e quindi le Istituzioni preposte, Amministrazione Comunale Ufficio Tecnico e Soprintendenza di Siracusa, debbono stabilire un "Piano estetico" per il centro storico e farlo realmente rispettare, perché non è possibile assistere ogni giorno a una gara continua a chi ha più cattivo gusto, e a chi deturpa di più,in barba al bello, alla bellezza, allo stile e al gusto, di chi ha costruito una Città d'Arte come Noto.
Ci chiediamo e chiediamo: Cosa guardano,cosa fotografano e cosa filmano i Turisti che visitano la nostra Città? Se è prevalente il cattivo gusto, il degrado estetico,la volgarità e l'esibizionismo gratuito! Che senso ha essere stati riconosciuti Città Unesco, patrimonio dell'Umanità, o andare ogni anno alla Fiera di Milano, per vendere le immagini di Noto, fare Convegni sul centro storico e il paesaggio, spaccando il capello in quattro sulla relazione tra centro storico, paesaggio e uomo,se poi, Amministratori, Tecnici e Soprintendenza, non sanno stabilire e fare rispettare le dovute regole del gusto estetico che richiede una Città d'Arte quale è Noto!
…" Una Città tracciata con la riga, il compasso,ma anche con tanta fantasia", per dirla con Cesare Brandi. "Una Città dove salendo le scale del Municipio, non si dovrebbe buttare nemmeno una cicca di sigaretta, per citare Corrado Sofia. Invece,tornano le "lunghe ombre "del passato,di quel passato prima della costruzione della Noto Barocca. Torna lo spirito delle "Baracche",della "Baraccopoli", e quindi si potrebbe dire che non siamo passati dalle Baracche al Barocco,ma dal "Barocco alle Baracche", per parafrasare il titolo di un libro su Noto, di Liliane Dufour.
Il centro storico di Notosi continua a deturparlo con tutti i visti delle varie Istituzioni, si deturpa la spazialità dei luoghi, lo spirito e "l'anima dei luoghi", per dirla con James Hillman. Si continua a deturparlo e a banalizzarlo, anche con il silenzio assordante di Professionisti e Intellettuali locali, che ancora pensano di vivere di rendita culturale,mentre nei fatti, il "degrado estetico" e non solo estetico, diviene di una oggettività che non può essere più ignorato o rimosso, né passare inosservato.