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la lettera
ai giovani siciliani |
Mi rivolgo a tutti i giovani e le
giovani donne siciliane, perché sono una straordinaria risorsa
di intelligenze, capacità e volontà. Sono i nostri migliori
talenti. I nostri ragazzi e ragazze sono costretti a lasciare la Sicilia
per studio o per lavoro e non lo possiamo più permettere.
Per questo voglio stipulare un vero e proprio patto con i giovani siciliani.
Le Università siciliane devono essere in grado di competere in Italia
e in Europa. Per questo voglio incentivare la formazione post-laurea (master,
dottorati, corsi di specializzazione e di ricerca) e lo scambio formativo
fra le Università siciliane e quelle del Mediterraneo.
Alta formazione, eccellenza e innovazione non vengono adeguatamente valorizzate
se non trovano spazio nel mondo del lavoro.
L'Università e la Regione insieme devono trovare i modi per collegare
saperi e saper fare.
E' possibile attivare speciali agenzie di collocamento all'interno delle
Università che mettano in comunicazione i giovani laureati e ricercatori
con la produzione sulla base di convenzioni tra Università e imprese.
Il livello di assunzione dei giovani laureati in Sicilia non raggiunge
la metà della media italiana, ed è meno di un quarto della
media europea. Dobbiamo cambiare.
La selezione e l'assunzione da parte degli enti pubblici dovranno essere
fatte per meriti e competenze con procedure trasparenti e verificabili.
Vogliamo promuovere un piana di sovvenzioni alle imprese che decidono di
assumere giovani laureati e, contestualmente, dobbiamo dare credito all'innovazione.
Favorire la creazione di nuove imprese significa innovare creando nuove
opportunità di lavoro.
Bisogna usare e diffondere strumenti come gli incubatori per le piccole
imprese, agevolazioni come il microcredito per i progetti imprenditoriali
nei settori dell'innovazione tecnologica, dell'economia della conoscenza
e dei servizi per la persona e per le imprese (industria del tempo libero,
creatività, turismo, utilità sociale).
I lavoratori della conoscenza in Europa sono quasi il quaranta per cento
della forza lavoro. Sono la chiave dello sviluppo e devono diventarlo anche
per la Sicilia. L'investimento sulle idee passa anche dall'assegnazione
di risorse.
Penso ai beni confiscati alla mafia che rappresentano una straordinaria
opportunità di sviluppo e sono ancora largamente inutilizzati.
Bisogna snellire le procedure di assegnazione e riservarne una quota cospicua
ai giovani siciliani.
Una regione che da opportunità e libertà di scelta è una
regione in cui non solo si resta, ma si può anche tornare.
Una regione in grado di dare ai giovani i servizi di cui hanno bisogno
per sostenere un libero e uguale accesso alle opportunità, dal tempo
libero alla conoscenza (biblioteche, wireless), dal lavoro alla ricerca
dell'alloggio, è una regione che migliora la qualità della
vita di tutti.
Una regione al centro del Mediterraneo sostiene la mobilità dei
talenti e delle idee e accoglie i talenti dell'Euromediterraneo.
Solo così l'Isola può diventare il luogo in cui i giovani
e le giovani donne di Sicilia possano realizzare i propri sogni.
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