la fede e il potere

  di salvatore jannito  

un commento alla foto pubblicata a pagina 2 del numero scorso del giornale

Egregio Direttore, ad inviare la presente non mi ha spinto l'ampio, e per taluni punti condivisibile, articolo del D.r Bonatesta, in IdeaSolidale, n. 53, p.2, quanto la fotografia posta al centro, che riproduce un cartello contenente una scritta assai singolare: "il corpo vivo del sapere contro il peso morto del potere e della fede".
M'ha meravigliato che la fotografia fosse priva d'un commento, d'una nota, d'una osservazione.
Perché leggere del sapere contro il potere, nulla da eccepire, ma del sapere contro la fede e questa posta alla stregua del potere, e in ambito mortuario per giunta, m'è parso strano alquanto.
M'è subito venuto da pensare, ma proprio subito subito, ad Agostino d'Ippona ed Ambrogio, Francesco d'Assisi ed Anselmo d'Aosta, e, ai giorni nostri, Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira, D. Mazzolari e D. Milani, Giovanni XXIII e D.Giuseppe De Luca, Franco Rodano e Adriano Ossicini, Alcide De Gasperi e Guido Gonella, Paolo VI e mons. Guano, i cardd. Michele Pellegrino e Carlo M. Martini, Aldo Moro e Beniamino
Andreatta e, perché no, l'on Romano Prodi. E quanti altri ci sarebbe da individuare, anche meno noti al grande pubblico, e comunque tutti di sapere alto rigoroso scientifico e di fede suggestiva illuminante edificante, oltre ogni dire.
E queste son tutte persone vive nella coscienza del popolo italiano e della chiesa, oltre che nella gloria del Signore la maggior parte. Molte delle personalità indicate hanno avuto un potere, civile o religioso, ma con quanta saggezza, con quale fede, con che serio intento di servizio l'hanno esercitato!
Certamente queste personalità hanno esercitato un potere, otre ad averne uno in qualsivoglia modo, il potere della fama, della notorietà, del poter parlare sempre e comunque a tutti e ovunque.
Ma che dire della fede dei semplici, degli umili, degli ignoranti, secondo la scienza del mondo, di quelli che, secondo l'insegnamento del mio parroco, D.Claudio Magro, vivono della grazia del Signore, che aspettano tutto solo dal Signore!
Per questi, e soprattutto per questi, è impossibile dire di fede alla stregua del potere.
Per questi motivi, ritengo, la fotografia citata meritava una osservazione, un rilievo, una critica, sorridente, certo, pacata, non emotiva. Non la foto di p. 1 con quei cotali.
Grazie al cielo il nostro Parlamento ha visto ben altre, ed alte, presenze, anche di recente.
Ringraziando per l'attenzione e sperando non aver disturbato, voglia gradire cordiali saluti.