con anna finocchiaro parliamo a tutti i siciliani

  di roberto de benedictis  

le elezioni regionali in sicilia

Quella di Anna Finocchiaro è, a giudizio di molti ed io fra questi, la migliore candidatura che il centrosinistra poteva esprimere per la presidenza della Regione Siciliana. La sua statura politica, l’apprezzamento e l’autorevolezza guadagnate in campo nazionale nel suo ruolo di capogruppo dell’Ulivo al Senato e di dirigente di punta del Partito Democratico, rendono credibile, più di qualunque slogan, l’intenzione che il centrosinistra vuole vincere questa battaglia, impegnando – assieme a Rita Borsellino – il meglio di sé. E che vuole farlo non soltanto contrastando il centrodestra ma proponendo ed affermando un proprio progetto, rendendo la Sicilia moderna e normale, liberandola dall’oppressione della politica clientelare e restituendole un futuro fatto di diritti, di opportunità, di lavoro senza pedaggi.
L’avversario è Raffaele Lombardo. Chi scrive l’aveva previsto e dichiarato pubblicamente all’indomani delle dimissioni di Cuffaro. Perché non poteva essere diversamente, il potere ha le sue regole, necessarie, ferree, non ammette capricci né avventure. Farse, spettacolini da quacquaracqua magari si, come quello inscenato da Micciché, ma se è vero – come è vero – che il centrodestra tiene in pugno la Sicilia attraverso un uso distorto della spesa pubblica ed una ferrea lottizzazione di uomini e cose, la sola persona capace di fare come e peggio di Cuffaro in questa terra si chiama Raffaele Lombardo.
Con Lombardo ed Anna Finocchiaro la Sicilia non ha alibi, è chiamata a scegliere. Noi che abbiamo orrore della cieca capacità di occupazione e controllo che Lombardo potrebbe attuare in ogni angolo dell’isola, del suo ottuso feudalesimo, siamo chiamati al miracolo di far vincere Anna Finocchiaro. Come un dovere, un regalo ai nostri figli, un atto di dignità.
Sbaglieremmo rovinosamente, tuttavia, se pensassimo che a votare per il centrodestra possono essere esclusivamente persone incolte o schiave del bisogno. Ci sono molti siciliani onesti che votano per loro e noi dobbiamo comprenderne le ragioni. Qui non c’è spazio per analizzarle ma bisogna sapere che anche a loro deve essere rivolta la proposta di una Sicilia nuova che con la Finocchiaro vogliamo costruire. Senza una parte di essi, il nostro progetto è destinato a non affermarsi. Ecco perché la Finocchiaro non deve apparire solamente come la candidata del centrosinistra ma la candidata di tutti i siciliani proposta dal centrosinistra. E a tutti i siciliani dobbiamo parlare delle cose concrete e possibili per migliorare la loro condizione di vita, senza rigidità né supponenza. Il fatto che Anna Finocchiaro, per le sue caratteristiche personali e politiche, sia in grado di rivolgersi ed essere apprezzata da tutti i siciliani, non solo quelli della nostra parte, è pertanto un punto di forza su cui dobbiamo saper investire.
Dentro questa battaglia ce ne è naturalmente un’altra, tutta interna al Partito Democratico ma per questo non meno dedicata alla scommessa del cambiare la Sicilia. Se per un verso il PD si propone come il partito nuovo, della partecipazione e del cambiamento, c’è infatti chi, come una parte del nostro gruppo dirigente provinciale, si ostina a procedere come e peggio che nel passato, compiendo scelte in disprezzo delle istanze di rinnovamento che la società esprime e senza alcun confronto all’interno stesso del partito. Questo, semplicemente, non è il Partito Democratico, è il solito cavallo di Troia per gli interessi di pochi. Noi vogliamo essere e vogliamo costruire il vero Partito Democratico: le prossime elezioni serviranno anche a questo.

«la mafia è un business come un altro: con la differenza che ogni tanto spara»
(Mario Puzo)