|
le elezioni
regionali in sicilia |
Quella di Anna Finocchiaro è,
a giudizio di molti ed io fra questi, la migliore candidatura che il
centrosinistra poteva esprimere per la presidenza della Regione Siciliana.
La sua statura politica, l’apprezzamento e l’autorevolezza
guadagnate in campo nazionale nel suo ruolo di capogruppo dell’Ulivo
al Senato e di dirigente di punta del Partito Democratico, rendono credibile,
più di qualunque slogan, l’intenzione che il centrosinistra
vuole vincere questa battaglia, impegnando – assieme a Rita Borsellino – il
meglio di sé. E che vuole farlo non soltanto contrastando il centrodestra
ma proponendo ed affermando un proprio progetto, rendendo la Sicilia
moderna e normale, liberandola dall’oppressione della politica
clientelare e restituendole un futuro fatto di diritti, di opportunità,
di lavoro senza pedaggi.
L’avversario è Raffaele Lombardo. Chi scrive l’aveva
previsto e dichiarato pubblicamente all’indomani delle dimissioni
di Cuffaro. Perché non poteva essere diversamente, il potere ha
le sue regole, necessarie, ferree, non ammette capricci né avventure.
Farse, spettacolini da quacquaracqua magari si, come quello inscenato da
Micciché, ma se è vero – come è vero – che
il centrodestra tiene in pugno la Sicilia attraverso un uso distorto della
spesa pubblica ed una ferrea lottizzazione di uomini e cose, la sola persona
capace di fare come e peggio di Cuffaro in questa terra si chiama Raffaele
Lombardo.
Con Lombardo ed Anna Finocchiaro la Sicilia non ha alibi, è chiamata
a scegliere. Noi che abbiamo orrore della cieca capacità di occupazione
e controllo che Lombardo potrebbe attuare in ogni angolo dell’isola,
del suo ottuso feudalesimo, siamo chiamati al miracolo di far vincere Anna
Finocchiaro. Come un dovere, un regalo ai nostri figli, un atto di dignità.
Sbaglieremmo rovinosamente, tuttavia, se pensassimo che a votare per il
centrodestra possono essere esclusivamente persone incolte o schiave del
bisogno. Ci sono molti siciliani onesti che votano per loro e noi dobbiamo
comprenderne le ragioni. Qui non c’è spazio per analizzarle
ma bisogna sapere che anche a loro deve essere rivolta la proposta di una
Sicilia nuova che con la Finocchiaro vogliamo costruire. Senza una parte
di essi, il nostro progetto è destinato a non affermarsi. Ecco perché la
Finocchiaro non deve apparire solamente come la candidata del centrosinistra
ma la candidata di tutti i siciliani proposta dal centrosinistra. E a tutti
i siciliani dobbiamo parlare delle cose concrete e possibili per migliorare
la loro condizione di vita, senza rigidità né supponenza.
Il fatto che Anna Finocchiaro, per le sue caratteristiche personali e politiche,
sia in grado di rivolgersi ed essere apprezzata da tutti i siciliani, non
solo quelli della nostra parte, è pertanto un punto di forza su
cui dobbiamo saper investire.
Dentro questa battaglia ce ne è naturalmente un’altra, tutta
interna al Partito Democratico ma per questo non meno dedicata alla scommessa
del cambiare la Sicilia. Se per un verso il PD si propone come il partito
nuovo, della partecipazione e del cambiamento, c’è infatti
chi, come una parte del nostro gruppo dirigente provinciale, si ostina
a procedere come e peggio che nel passato, compiendo scelte in disprezzo
delle istanze di rinnovamento che la società esprime e senza alcun
confronto all’interno stesso del partito. Questo, semplicemente,
non è il Partito Democratico, è il solito cavallo di Troia
per gli interessi di pochi. Noi vogliamo essere e vogliamo costruire il
vero Partito Democratico: le prossime elezioni serviranno anche a questo.
«la mafia è un
business come un altro: con la differenza che ogni tanto spara»
(Mario Puzo) |
|