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a stazione
ferroviaria di noto |
Nella Cronica della Città di
Noto,del Sac. Corrado Pugliesi, leggiamo che il 4 Aprile del 1886, viene
inaugurata la Stazione ferroviaria di Noto. “ Un manifesto del
Sindaco del tempo,aveva invitato la Cittadinanza a prepararsi alla festa “.
All’evento, diremmo noi, partecipò l’intera città,
con la presenza delle autorità locali e provinciali.
Da allora è passato più di un secolo e la stazione ferroviaria
c’è ancora, ma nei fatti non ha più quel ruolo che
aveva nel passato o fino a qualche tempo fa.
Oggi si presenta senza la scritta “Noto“ ai due lati in alto
della tettoia della pensilina, con un magazzino senza tetto perché crollato
a causa di un incendio doloso, con i muri della palazzina piena di scritte
offensive e volgari, con bottiglie e lattine vuote sulle aiuole, senza
una sala d’aspetto, senza bagni, la fontanella dell’acqua è senza
rubinetto, non c’è acqua, manca la macchinetta automatica
per fare i biglietti, che fino a qualche tempo fa era in funzione. C’è appena
una bacheca che segnala gli orari dei treni. Se un treno è in ritardo
non c’è nessuno che lo annuncia. A volte la sera, se si torna
con l’ultimo treno intorno alle 21.00, capita pure di trovarsi al
buio completo.
Eppure negli ultimi tempi per incentivare il turismo, oltre alle poche
corse ordinarie, sono state aggiunte altre corse tra Siracusa e Noto, -
il treno Minuetto – più il periodico treno turistico per visitare
il Val di Noto.
Ma tenere una Stazione ferroviaria come quella di Noto, che ha una sua
storia, in uno stato di abbandono e di degrado è da incoscienti
e irresponsabili.
I primi che chiaramente chiamiamo in causa a prendersi le proprie responsabilità sono
le Ferrovie dello Stato, o per meglio dire: Trenitalia. Ma non possiamo
fare a meno allo stesso modo di denunciarlo all’Amministrazione Comunale
di Noto, perché si prenda le sue responsabilità e solleciti
Trenitalia e i suoi dirigenti, affinché la Stazione ferroviaria
di Noto possa avere i servizi basilari e il dovuto decoro civile.
Come si fa a parlare della Città di Noto, di Città Ingegnosa,
di Città d’Arte, di Città Unesco, di Città dei
Diritti Umani – quest’ultima denominazione la leggiamo in due
cartelli metallici collocati da tempo ai lati della palazzina delle Ferrovie – se
poi nei fatti somiglia alle stazioni ferroviarie di alcuni paesini dell’India
del Sud. Solo in questi posti abbiamo visto qualcosa di simile.
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