una struttura in abbandono

  di roberto bellassai  

a stazione ferroviaria di noto

Nella Cronica della Città di Noto,del Sac. Corrado Pugliesi, leggiamo che il 4 Aprile del 1886, viene inaugurata la Stazione ferroviaria di Noto. “ Un manifesto del Sindaco del tempo,aveva invitato la Cittadinanza a prepararsi alla festa “. All’evento, diremmo noi, partecipò l’intera città, con la presenza delle autorità locali e provinciali.
Da allora è passato più di un secolo e la stazione ferroviaria c’è ancora, ma nei fatti non ha più quel ruolo che aveva nel passato o fino a qualche tempo fa.
Oggi si presenta senza la scritta “Noto“ ai due lati in alto della tettoia della pensilina, con un magazzino senza tetto perché crollato a causa di un incendio doloso, con i muri della palazzina piena di scritte offensive e volgari, con bottiglie e lattine vuote sulle aiuole, senza una sala d’aspetto, senza bagni, la fontanella dell’acqua è senza rubinetto, non c’è acqua, manca la macchinetta automatica per fare i biglietti, che fino a qualche tempo fa era in funzione. C’è appena una bacheca che segnala gli orari dei treni. Se un treno è in ritardo non c’è nessuno che lo annuncia. A volte la sera, se si torna con l’ultimo treno intorno alle 21.00, capita pure di trovarsi al buio completo.
Eppure negli ultimi tempi per incentivare il turismo, oltre alle poche corse ordinarie, sono state aggiunte altre corse tra Siracusa e Noto, - il treno Minuetto – più il periodico treno turistico per visitare il Val di Noto.
Ma tenere una Stazione ferroviaria come quella di Noto, che ha una sua storia, in uno stato di abbandono e di degrado è da incoscienti e irresponsabili.
I primi che chiaramente chiamiamo in causa a prendersi le proprie responsabilità sono le Ferrovie dello Stato, o per meglio dire: Trenitalia. Ma non possiamo fare a meno allo stesso modo di denunciarlo all’Amministrazione Comunale di Noto, perché si prenda le sue responsabilità e solleciti Trenitalia e i suoi dirigenti, affinché la Stazione ferroviaria di Noto possa avere i servizi basilari e il dovuto decoro civile.
Come si fa a parlare della Città di Noto, di Città Ingegnosa, di Città d’Arte, di Città Unesco, di Città dei Diritti Umani – quest’ultima denominazione la leggiamo in due cartelli metallici collocati da tempo ai lati della palazzina delle Ferrovie – se poi nei fatti somiglia alle stazioni ferroviarie di alcuni paesini dell’India del Sud. Solo in questi posti abbiamo visto qualcosa di simile.