marhaui

  di luca castello  

memorie di chi non ha nome

Anche Marhaui viene dall’Eritrea.
Un pomeriggio si è seduto accanto a me chiedendomi se conoscevo l’inglese. Aveva voglia di raccontarsi e di ascoltare. Nel suo paese c’è molto lavoro mi ha detto, ma la guerra lo rende povero e il governo perseguita i cattolici, per questo è scappato. Conosceva le condizioni a cui sarebbe stato costretto durante il viaggio, ma l’alternativa era la morte.
Sua sorella vive in Italia ormai da 20 anni, non sa dove si trova ma conserva il suo numero di telefono.
Mi fa domande sulla Sicilia, dove ci troviamo, quanto dista Roma o Milano. Vuole cercare lavoro e stabilirsi qui. Una sera è riuscito a sentire la sorella, che vive a Roma, ed era incredibilmente felice.
Gli hanno spiegato che presto inizieranno le procedure per permettergli di avere un documento italiano.
Quando la polizia l’ha caricato sul pullman per portarlo a Cassibile stava correndo con indosso le poche cose che aveva, si è girato sorridendomi, gli ho gridato “Buona fortuna!”, e lui mi ha risposto “Anche a te!”.