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il testo
della risoluzione delle nazioni unite sulla pena di morte, approvata
il 18 dicembre 2007 |
Erano le ore 11.45 a New York,
le 17.45 in Italia, del 17 dicembre 2007, quando l'Assemblea generale
dell'Onu
ha votato la moratoria contro la pena di morte nel mondo, una risoluzione
che il nostro ministro degli Esteri e vicepremier D'Alema, che rappresentava
l'Italia al Palazzo di vetro, ha definito "di portata storica".
I voti a favore sono stati 104, quelli contrari 54, le astensioni sono
state 29.
Riportiamo il testo della risoluzione.
L'Assemblea Generale,
Guidata dagli scopi e dai principi espressi nella Carta delle Nazioni
Unite,
Richiamando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la Convenzione
Internazionale sui Diritti Civili e Politici e la Convenzione sui Diritti
del Bambino,
Richiamando anche le risoluzioni sulla questione della pena di morte
adottata nell'ultimo decennio dalla Commissione sui Diritti Umani in
tutte le sessioni consecutive, l'ultima essendo la 2005/59, con cui la
Commissione ha esortato gli Stati che ancora mantengono la pena di morte
affinché la aboliscano completamente e, allo stesso tempo, stabiliscono
una moratoria delle esecuzioni,
Richiamando inoltre gli importanti risultati conseguiti dalla ex Commissione
sui Diritti Umani sulla questione della pena di morte, e contemplando
che il Consiglio sui Diritti Umani possa continuare a lavorare su questo
problema,
Considerando che l'uso della pena di morte attacca la dignità umana
e convinti che una moratoria sull'uso della pena di morte contribuisce
alla promozione e allo sviluppo progressivo dei diritti umani, che non
c'è alcuna prova conclusiva del fatto che la pena di morte abbia
un valore deterrente e che ogni errore o fallimento della giustizia,
con l'implementazione della pena di morte, è irreversibile e irreparabile,
Accogliendo le decisioni prese da un crescente numero di Stati nell'applicare
una moratoria sulle esecuzioni, seguita in molti casi dall'abolizione
della pena di morte,
1. Esprime la sua profonda preoccupazione riguardo la continua applicazione
della pena di morte;
2. Invita tutti gli Stati che ancora hanno in vigore la pena di morte
a:
(a) Rispettare gli standard internazionali per fornire clausole che salvaguardino
la protezione dei diritti di coloro che affrontano la pena di morte,
in particolare gli standard minimi, come previsto nell'allegata risoluzione
1984/50 del 25 maggio 1984 del Consiglio Sociale ed Economico;
(b) Fornire al Segretario Generale le informazioni relative all'uso della
pena capitale e l'osservanza delle clausole di salvaguardia della protezione
dei diritti di coloro che devono affrontare la pena di morte;
(c) Restringere in modo progressivo l'uso della pena di morte e ridurre
il numero dei reati per i quali essa è prevista;
(d) Stabilire una moratoria sulle esecuzioni con lo scopo di abolire
la pena di morte;
3. Invita gli Stati che hanno abolito la pena di morte a non reintrodurla;
4. Chiede al Segretario Generale di riferire all'Assemblea Generale nel
corso della sua sessantatreesima sessione riguardo l'implementazione
della presente risoluzione;
5. Decide di continuare la discussione su questa materia durante la sessantatreesima
sessione, sotto lo stesso punto dell'agenda. |
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