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il processo
di responsa-bilità |
Sono un Life-Coach. Gli amici mi
chiedono: “Cosa fai? Cos’è il coaching?” Bene.
Per dire cos’è il coaching voglio dire cosa c’è dietro
e perché è importante. Il Grande Presupposto è che
non esiste un “là fuori” a prescindere da quello che
c’è “quà dentro”. Ovvero, tutti noi NON
viviamo nella realtà, ma nella rappresentazione che di questa
ci facciamo – lo sapevano taoisti e buddisti già qualche
millennio fa; ce lo conferma la fisica quantistica oggi.
Ciò vuol dire che la nostra felicità o la nostra infelicità attuale
non dipende in maniera meccanica dagli eventi “esterni” che
registriamo, ma dalla lettura che facciamo di questi stessi eventi e dalle
risposte che essi attivano in noi. Il punto nodale allora, così come
la chiave del nostro “destino”, è il nostro personale “sistema
operativo mentale”, il quale diventa il reale regista dei film che
ci accadono. Le parole che usiamo, le domande che ci facciamo, i valori
che ci muovono, le metafore che dentro di noi agiscono, le emozioni che
generano, le migliaia di credenze che abbiamo su ogni cosa, molte delle
quali ormai implicite, tutto ciò avrà un ruolo fondamentale
su ciò che ci accade e su come è la nostra vita in un certo
momento.
Ora, se tale premessa ha senso, la cosa stupefacente è come si possa
ritenere possibile creare realtà personali diverse da quella in
cui siamo, senza prendere consapevolezza di cosa struttura la nostra mente.
Il principio è “se penso sempre le stesse cose, farò sempre
le stesse azioni e avrò sempre gli stessi risultati che faranno
sempre lo stesso destino”. Chiaro no?. In altre parole, se mi pongo
degli obiettivi e poi non li raggiungo, forse il motivo non risiederà nelle
condizioni “là fuori” ma in quelle “qui dentro”.
E’ nel qui dentro che uso sempre gli stessi modelli interpretativi
e provo sempre le stesse soluzioni. E’ qui che devo agire innanzitutto.
E’ qui che devo avere consapevolezza, chiarezza, direzione gestita.
E’ qui che devo “ristrutturare” la mia mappa interiore
delle cose esterne. Ed è questo, a mio avviso, il campo d’azione
del coaching.
Formalmente il coaching è una metodologia di supporto straordinariamente
efficace che permette alle persone di darsi e di raggiungere obiettivi,
in ogni campo della loro vita: relazionale, lavorativo, economico, personale
-l’azione verso obiettivi e cambiamenti concreti è l’essenza
e il fine ultimo del coaching.
Ma è chiaro che nel fare ciò, esso mette le persone anche
in un percorso di auto-conoscenza, di consapevolezza e quindi di crescita
interiore che diventa, mi piace pensare, anche crescita spirituale, perché permette
loro di trascendere i limiti di quello che in quel momento sono, per andare
verso nuove modalità di essere e sperimentare, verso nuove opzioni
e nuove scelte. Opzioni e scelte che l’assetto mentale e comportamentale
del momento non permettono di vedere e operare.
Si può anche dire che il coaching toglie le persone da una condizione
di “vittimizzazione” (colpa degli altri, del mondo, della società)
e le mette in un processo di “responsabilità”; cioè:
il mondo è come è, e a fronte di questo mondo tu sei chiamato
alla “responso-abilità”, tu devi cioè aumentare
l’abilità e la qualità della tua risposta; il vento è quello
che è, ma tu puoi imparare a governare le vele, e andare comunque
dritto verso le tue mete, verso la tua vita di appagamento e di equilibrio. – il
che poi, retroattivamente, concorrerà a cambiarlo quel mondo esterno,
giusto?
Quando lavoro con le persone che si lamentano di qualcosa nella loro vita
dico loro: “niente scuse: tutto quello che hai intorno e dentro in
questo momento l’hai portato lì TU, attraverso migliaia di
piccole scelte che di giorno in giorno, attraverso “pensieri, parole,
opere ed omissioni”, hai compiuto...MA, oggi è il primo giorno
del resto della tua vita, e non importa cosa ti ha portato qui dal passato,
non importa del tuo vecchio album di disegni, so solo che OGGI un cambiamento
di rotta è possibile, oggi nuovi disegni sono possibili; OGGI tu
puoi entrare nelle tue strategie mentali e cominciare a creare la tua realtà e
il tuo nuovo destino…Bene, da cosa vuoi partire?”.
Ed è da lì che si parte per un viaggio. Ed è sempre
un viaggio straordinario!
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