qual'è il mio tempo?

  di tati sgarlata  

…c'è un tempo per resistere… un tempo per fermarsi… un tempo per cambiare…

Ho salutato prima con sospetto e poi con gioia la nascita del Partito Democratico, sono infatti arrivato a maturare in ritardo l’idea dell’importanza dell’incontro della tradizione politica dei cattolico democratici con quella dei socialisti per creare un soggetto che riuscisse ad essere una grande forza riformista di sinistra.
Quando ho maturato questa idea ho cominciato a pensare di avere trovato una casa capace di rispondere in maniera più coerente e completa ai miei valori ed ai miei ideali.
E’ molto difficile analizzare quello che è successo nel percorso di costituzione del PD, gli eventuali errori o ingenuità, mi limito a segnalare l’evento più significativo che è stato quello di avere subito la forzatura di non aver potuto partecipare con una nostra caratterizzazione specifica alle Primarie a causa delle vicende regionali che hanno impedito la formazione di più di una lista per Veltroni. A ciò si è aggiunto il fatto di aver deciso solo dopo il 14 ottobre che i risultati delle primarie per le elezioni regionali e nazionali avrebbero deciso anche gli assetti provinciali, un clamoroso caso di istituzione di regole a partita già giocata!
L’esserci ritrovati intruppati in una lista incolore, ha fatto perdere di colore anche noi ed i nostri elettori, i nostri potenziali aderenti al PD, hanno avuto difficoltà ad andare a votare.
Il PD non è un partito nuovo perché c’è scritto nel titolo, il PD è un partito nuovo se:
1) c’è il ricambio della classe dirigente,
2) esprime un modo di fare politica nell’ottica della chiarezza che sia anche contrapposizione di idee e proposte ma con chiarezza e lealtà, senza i tradimenti ed il mercato delle vacche che così tristemente la caratterizza,
3) riesce a prendersi la responsabilità di alcune regole etiche per far sì che i cittadini possano recuperare fiducia nella politica ( costi della politica, interdizione da incarichi a soggetti che hanno compiuto reati e così via).
Invece il PD a Siracusa è nato su presupposti totalmente opposti, la lista Veltroni si è spaccata all’indomani delle primarie alleandosi con la lista Letta e creando uno “strano” asse tra Marziano, Foti, Consiglio, Piscitello e Nicita, asse che ha lasciato fuori dalla porta i tre deputati regionali Ortisi, De Benedictis e Zappulla, l’ex segretario dei DS Bruno e l’area della lista Bindi.
La risposta degli esclusi è stata dura, ma corretta e garbata, in sostanza si è chiesto di far parte a tutti gli effetti della direzione del Partito e di attuare due scelte politiche che indiscutibilmente ed oggettivamente non potrebbero non essere accettate se vogliamo creare un partito con una qualche caratteristica di cambiamento e di novità: uscire fuori dalla giunta municipale di Avola che è governata da un Sindaco di Forza Italia ed evitare che alla provincia venisse eletto capogruppo Roberto Getulio che ha ammesso e patteggiato appena un anno fa circa una pena di un anno e quattro mesi di reclusione per un violento pestaggio da lui perpetrato insieme ad un fratello e ad un cugino.
Mentre scrivo mi rendo conto che è disdicevole mettere all’indice una persona per dimostrare la necessità di un qualche punto di riferimento etico per questo nuovo partito e chiedo scusa all’interessato, ma voglio solo dire con forza che la gente ha bisogno di sapere che nelle cariche istituzionali e di partito ci siano uomini e donne che perlomeno non abbiano commesso reati così gravi.
Non so se è molto o poco quello che chiedo alla Politica oggi, ma so che è quello che mi appare il minimo per potere continuare a parlare di politica per me.
Io penso che stare in un partito governato da soggetti che non percepiscono la delicatezza della questione e che vanno avanti come dei carri armati pur di raggiungere l’obiettivo del Potere e del controllo delle prossime candidature delle importanti elezioni a venire, sia per me impossibile.
Ho passato giorni difficili nei quali ho spesso pensato di fermarmi un po’ e di fare dei gesti eclatanti anche dimettendomi dall’incarico di Assessore che considero incompatibile con tutto il ragionamento fatto.
Ho deciso di resistere perché penso che alla fine verrà trovata una soluzione che darà risposta ai problemi posti, ma se ciò non dovesse accadere convocherò un incontro con gli elettori perché andranno fatte scelte importanti… pur con tutto il bene che voglio ai miei compagni di cammino.

«Nell'era della politica spettacolo, solo gli avvenimenti improvvisi e gli imprevisti hanno qualche spazio. Le cose costruite con pazienza, pietra su pietra, diventano forzatamente banali»
(Romano Prodi)