bassissimi i livelli di istruzione a siracusa

  di roberto alosi  

un adulto su quattro è analfabeta o ha solo la licenza elementare

Meno di un adulto su cinque, esattamente il 22,2% dell’intera popolazione siracusana inferiore ai 65 anni, possiede la licenza elementare o è analfabeta. Tra adulti in piena attività di lavoro tra i 20 e i 45 anni, possiede la licenza di scuola media soltanto il 35.5%. Il numero complessivo dei giovani diplomati sotto i 35 anni di età si attesta al 43,4% mentre quello dei meno giovani (dai 35 anni in su) è pari a meno della metà (28,8%). L’indice complessivo di giovani laureati di età inferiore ai 35 anni è pari al 8,3% che se sommati al 43,4 % di loro coetanei in possesso di diploma raggiunge un modesto 51,7% di popolazione siracusana in possesso di un titolo di istruzione superiore. Incrociando i dati di scolarizzazione con le rilevazioni degli sbocchi occupazionali emerge che solo il 5,7% delle assunzioni fatte nel 2006 hanno richiesto la laurea, il 28,1% il diploma e il 23,5% la qualifica professionale. Sono questi i dati emersi da uno studio incrociato condotto sulle ultime rilevazioni Censis e dell’Unione delle Camere di Commercio.
“ I livelli di scolarizzazione rilevati nella nostra provincia – dichiara Roberto Alosi, Segretario Generale della FLC CGIL – esprimono una allarmante marginalizzazione culturale, sociale ed economica del nostro territorio. Ancora una volta un’inesorabile deriva in termini di competitività, sviluppo ed occupazione di qualità rischia di caratterizzare e paralizzare la nostra provincia. L’ampio bacino presente di analfabetismo primario e di ritorno e la scarsissima richiesta occupazionale di personale laureato esprimono una patologia del sistema appiattito su una ricerca occupazionale di basso profilo incapace di rilanciare innovazione, qualità e alta specializzazione. I costi sociali di una scadente economia della conoscenza si scaricano sull’ intera collettività impoverita nelle sue prerogative produttive e nell’esercizio di adeguati diritti di cittadinanza. Per far fronte ad una situazione sempre più critica, occorre riprendere insieme un ragionamento che rilanci, nel nostro territorio, la centralità delle politiche di istruzione, università e ricerca e che incroci le dinamiche di un mercato del lavoro che appare, oggi, asfittico e assai poco ricettivo rispetto agli alti livelli di istruzione.”