la nostra solidarietà a marina di michele

     

Il quotidiano “Libertà” ha pubblicato il 18 novembre u.s. una lettera del portavoce di Agire Solidale che di seguito riportiamo. Con questo intervento L’associazione ha voluto sostenere il lavoro giornalistico di Marina De Michele, oggetto nei giorni precedenti di un attacco vergognoso e pretestuoso. La redazione di “Idea Solidale” esprime tutta la propria solidarietà alla giornalista de “Il Ponte”, che con le sue inchieste ha sollevato questioni rilevanti che attendono ancora di essere chiarite.

Gentile Direttore,
nei giorni scorsi sulle pagine di “Libertà” è stata pubblicata una lettera, a firma di Ezio Scariolo, che ripropone in modo alquanto discutibile, la questione assai seria della gestione del servizio idrico a Siracusa. Come forse ricorderà, alcuni mesi orsono, “l’associazione “Agire Solidale” ha promosso su questo tema un pubblico dibattito, ove è stato possibile confrontare punti di vista differenti e chiarire i vari passaggi di una vicenda certamente complessa. Dinanzi ad una lettera come quella pubblicata sul Suo giornale, viene da chiedersi a chi giovi depistare la discussione, sostituendo alle argomentazioni gli insulti. Perché di questo si tratta: di un attacco personale al lavoro di una giornalista, Marina De Michele, da tempo impegnata in un’inchiesta che ha l’obiettivo di documentare i vari passaggi di questa intricata vicenda.
Una vicenda che investe la gestione di un bene pubblico essenziale. L’interesse dei cittadini è dunque quello di avere una informazione corretta, che non lasci dubbi sulla regolarità delle procedure adottate e che salvaguardi l’interesse pubblico. Gli interrogativi posti dagli articolati pubblicati da Marina De Michele non mi pare abbiano ancora trovato pronta e convincente risposta. E non sarà certo l’abusata e antica strategia della gratuita denigrazione ad inquinare le acque e a distoglierci dall’attenzione che la questione merita.
Francesco Ortisi

«Sono un uomo con i limiti della mia generazione. Ma non ho mai detto quello che non volevo dire, anche se non ho detto sempre quello che volevo dire»
(Enzo Biagi)