questione generazionale

  di domenico cacopardo  

il dibattito sui bamboccioni

Esiste in Italia una "Questione generazionale"? Ovvero: esiste un problema di rapporti tra generazioni, adulti - giovani, che poi viene declinato in vario modo, comprese le esternazione sui "Bamboccioni"?
Io credo di si. E, per dirla subito in maniera chiara, ritengo che la responsabilità sia principalmente e fondamentalmente degli adulti. Gli adulti, infatti, ci siamo ormai scelti un ruolo, che è una maschera, tra l’incosciente ed il patetico, il ruolo dei "coccoloni". Gli adulti siamo diventati oramai elargitori di "coccole" oltre ogni buona creanza psicologica, educativa e sociale. Il tutto per una tragica ragione: "vigliaccheria morale". Ovvero l'incapacità di assumersi fino in fondo la responsabilità del confronto-conflitto generazionale. Un confronto-conflitto che è sempre stato la molla del passaggio di consegne normale tra generazioni. E' un caso che oggi, specie in Italia, il ricambio sia quasi totalmente bloccato?
Sull'affermazione del ministro Padoa Schioppa relativa ai giovani che non vogliono crescere e che restano a lungo "bamboccioni", si è molto discusso e polemizzato nelle ultime settimane. Anche se l'analisi che il ministro fa sulla condizione dei giovani nella nostra società è condivisibile per molti aspetti, credo, tuttavia, che egli commetta un errore di fondo: non si accorge che per affrontare il problema che solleva, non dei giovani "bamboccioni" bisogna occuparsi, bensì innanzitutto degli adulti "coccoloni". Sono gli adulti, infatti, che non riescono, e non vogliono, smettere di coccolare i giovani e di tenerli cosi in una condizione di prolungata, surreale, artificiosa e rovinosa fanciullaggine. Perchè? Per vigliaccheria morale.
Le ultime due generazioni di adulti siamo praticamente incapaci di accettare il confronto-scontro generazionale che da sempre è stato il salutare viatico che ha accompagnato il passaggio all'età adulta. E così ci rifugiamo in una morale delle "coccole" che produce "bamboccioni".
Un mio amico, col quale ci siamo ritrovati a commentare le esternazioni del ministro P. Schioppa e soprattutto a parlare del rapporto giovani-politica, mi ha raccontato questa sorta di apologo tratto da sue conoscenze dirette.
- Una volta (era l'epoca dei sessantottini), un giovane disse al padre: "Papà, con te non si dialoga, si spara". Eppure quel padre era un illuminato, un uomo di grande cultura, (il preside M., purtroppo immatu-ramente scomparso). Cosa non andava? E' possibile ricondurre sempre tutto semplicisticamente al solito edipico conflitto gene-razionale?
A me sembra che si possano essere non una, ma tante altre cause, o meglio concause, fra cui non è da trascurare l'antico vezzo di attribuire ad astratti "altri" la responsabilità, ma nel linguaggio dei segni, "gli adulti" è, forse inconsciamente, un messaggio deresponsabilizzante che ricorda l'evangelico "sepulchris dealbatis" -
Sono d'accordo. Infatti non serve assolutamente evocare conflitti edipici generazionali, ne deresponsabilizzare alcuno riferendoci ad astratte categorie, come "gli adulti". E' vero: il rischio di essere, o apparire "Sepolcri imbiancati" è sempre incombente ed è uno degli atteggiamenti sociali più diffusi ai nostri giorni.
Tuttavia nel sottolineare un aspetto della condizione che caratterizza il rapporto della stragrande maggioranza dei giovani con la politica: il rifiuto o, quando va meglio, l'indifferenza, mi chiedo: Perchè? Perchè ai nostri giovani, che come sempre è stato per i giovani, posseggono grandi energie, entusiasmi e passioni, manca proprio l'entusiasmo e la passione per la politica?
Io vedo per noi adulti una grande responsabilità: quella di far molto, consapevolmente ed inconsapevolmente, per "anestetizzare" le passioni dei nostri giovani, compresa, innanzitutto, la passione politica. E lo stiamo facendo somministrando loro, a dosi massicce, quel "disonorevole cinismo" con il quale noi adulti abbiamo finito con il convivere troppo a buon mercato.
E' proprio in questo che consiste quell' essere "sepulchris dealbatis" che contraddistingue gli infiniti "messaggi deresponsabilizzanti" che continuamente lanciamo ai giovani.
Perchè i nostri ragazzi e i nostri giovani non hanno interesse per la politica?
Domanda sbagliata. Sappiamo bene che non è dalla Politica che i giovani si allontanano; ma è da "questa politica" (quella che in questi decenni gli adulti stanno recitando) che fuggono schifati. E forse a ragione.
“ Bisogna sporcarsi le mani per dimostrare di averle pulite… Resterebbe da vedere quanto la politica stia danneggiando la voglia di molti giovani di essere messi alla prova senza griglie improprie, mentre si lascia loro solo l’alternativa tra adeguarsi o espatriare… Così che poi non si può rinfacciare a quanti si adeguano di comportarsi come noi li abbiamo allevati, spesso con disonorevole cinismo” (Pier Luigi celli)