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il dibattito
sui bamboccioni |
Esiste in Italia una "Questione
generazionale"? Ovvero: esiste un problema di rapporti tra generazioni,
adulti - giovani, che poi viene declinato in vario modo, comprese le
esternazione sui "Bamboccioni"?
Io credo di si. E, per dirla subito in maniera chiara, ritengo che la responsabilità sia
principalmente e fondamentalmente degli adulti. Gli adulti, infatti, ci
siamo ormai scelti un ruolo, che è una maschera, tra l’incosciente
ed il patetico, il ruolo dei "coccoloni". Gli adulti siamo diventati
oramai elargitori di "coccole" oltre ogni buona creanza psicologica,
educativa e sociale. Il tutto per una tragica ragione: "vigliaccheria
morale". Ovvero l'incapacità di assumersi fino in fondo la
responsabilità del confronto-conflitto generazionale. Un confronto-conflitto
che è sempre stato la molla del passaggio di consegne normale tra
generazioni. E' un caso che oggi, specie in Italia, il ricambio sia quasi
totalmente bloccato?
Sull'affermazione del ministro Padoa Schioppa relativa ai giovani che non
vogliono crescere e che restano a lungo "bamboccioni", si è molto
discusso e polemizzato nelle ultime settimane. Anche se l'analisi che il
ministro fa sulla condizione dei giovani nella nostra società è condivisibile
per molti aspetti, credo, tuttavia, che egli commetta un errore di fondo:
non si accorge che per affrontare il problema che solleva, non dei giovani "bamboccioni" bisogna
occuparsi, bensì innanzitutto degli adulti "coccoloni".
Sono gli adulti, infatti, che non riescono, e non vogliono, smettere di
coccolare i giovani e di tenerli cosi in una condizione di prolungata,
surreale, artificiosa e rovinosa fanciullaggine. Perchè? Per vigliaccheria
morale.
Le ultime due generazioni di adulti siamo praticamente incapaci di accettare
il confronto-scontro generazionale che da sempre è stato il salutare
viatico che ha accompagnato il passaggio all'età adulta. E così ci
rifugiamo in una morale delle "coccole" che produce "bamboccioni".
Un mio amico, col quale ci siamo ritrovati a commentare le esternazioni
del ministro P. Schioppa e soprattutto a parlare del rapporto giovani-politica,
mi ha raccontato questa sorta di apologo tratto da sue conoscenze dirette.
- Una volta (era l'epoca dei sessantottini), un giovane disse al padre: "Papà,
con te non si dialoga, si spara". Eppure quel padre era un illuminato,
un uomo di grande cultura, (il preside M., purtroppo immatu-ramente scomparso).
Cosa non andava? E' possibile ricondurre sempre tutto semplicisticamente
al solito edipico conflitto gene-razionale?
A me sembra che si possano essere non una, ma tante altre cause, o meglio
concause, fra cui non è da trascurare l'antico vezzo di attribuire
ad astratti "altri" la responsabilità, ma nel linguaggio
dei segni, "gli adulti" è, forse inconsciamente, un messaggio
deresponsabilizzante che ricorda l'evangelico "sepulchris dealbatis" -
Sono d'accordo. Infatti non serve assolutamente evocare conflitti edipici
generazionali, ne deresponsabilizzare alcuno riferendoci ad astratte categorie,
come "gli adulti". E' vero: il rischio di essere, o apparire "Sepolcri
imbiancati" è sempre incombente ed è uno degli atteggiamenti
sociali più diffusi ai nostri giorni.
Tuttavia nel sottolineare un aspetto della condizione che caratterizza
il rapporto della stragrande maggioranza dei giovani con la politica: il
rifiuto o, quando va meglio, l'indifferenza, mi chiedo: Perchè?
Perchè ai nostri giovani, che come sempre è stato per i giovani,
posseggono grandi energie, entusiasmi e passioni, manca proprio l'entusiasmo
e la passione per la politica?
Io vedo per noi adulti una grande responsabilità: quella di far
molto, consapevolmente ed inconsapevolmente, per "anestetizzare" le
passioni dei nostri giovani, compresa, innanzitutto, la passione politica.
E lo stiamo facendo somministrando loro, a dosi massicce, quel "disonorevole
cinismo" con il quale noi adulti abbiamo finito con il convivere troppo
a buon mercato.
E' proprio in questo che consiste quell' essere "sepulchris dealbatis" che
contraddistingue gli infiniti "messaggi deresponsabilizzanti" che
continuamente lanciamo ai giovani.
Perchè i nostri ragazzi e i nostri giovani non hanno interesse per
la politica?
Domanda sbagliata. Sappiamo bene che non è dalla Politica che i
giovani si allontanano; ma è da "questa politica" (quella
che in questi decenni gli adulti stanno recitando) che fuggono schifati.
E forse a ragione.
“
Bisogna sporcarsi le mani per dimostrare di averle pulite… Resterebbe
da vedere quanto la politica stia danneggiando la voglia di molti giovani
di essere messi alla prova senza griglie improprie, mentre si lascia loro
solo l’alternativa tra adeguarsi o espatriare… Così che
poi non si può rinfacciare a quanti si adeguano di comportarsi come
noi li abbiamo allevati, spesso con disonorevole cinismo” (Pier Luigi
celli)
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