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la protezione
civile chiede il rispetto della sentenza della corte europea |
Stop ai quattro inceneritori in
Sicilia,
la Protezione civile chiede il rispetto della sentenza della Corte europea
Guido Bertolaso, il numero uno della Protezione civile, ha inviato il 24/9/07
all’Agenzia regionale dei rifiuti e per conoscenza al Governatore
Cuffaro, una nota avente per oggetto “l’esecuzione della sentenza
della Corte di giustizia europea che, il 18 luglio scorso, ha condannato
la Repubblica italiana perché l'amministrazione siciliana ha dato
scarsa pubblicità al bando relativo alla realizzazione dei 4 inceneritori
in Sicilia, evitando di utilizzare la Gazzetta ufficiale dell'UE. Bertolaso
precisa che la sentenza «è inappellabile» e che la mancata
applicazione «potrebbe esporre lo Stato a una successiva condanna
da evitare senz'altro anche in considerazione dei danni all'erario nonché all'immagine
del Paese, e le conseguenze di un'eventuale condanna per inadempimento
sarebbero imputate esclusivamente in capo all'Agenzia per i rifiuti».
Pertanto è necessario bandire una nuova, gara per i 4 detti inceneritori,
che va svolta secondo le norme europee sugli «appalti di servizi» e
non secondo quelle sulle semplici concessioni, applicate dal commissario
delegato Cuffaro. La nota Bertolaso Comincia a preoccupare anche Felice
Crosta, presidente dell'Agenzia per i rifiuti, il quale ammette che la
costruzione dei termovalorizzatori è sostanzialmente bloccata dichiarando
che «sappiamo che i lavori procedono a rilento. Sì, siamo
in una fase di stallo, in attesa di una comunicazione della commissione
europea. Stiamo cercando una soluzione che ci permetta di salvaguardare
il percorso intrapreso. Non possiamo escludere nulla, neanche un nuovo
bando. Ma il problema non è andare avanti con questi operatori o
con altri, è evitare una richiesta di risarcimento danni da parte
dei concessionari del servizio: quella sì, avrebbe effetti pesanti
per l'amministrazione». Anche durante l'audizione del 12 ottobre
scorso di Cuffaro davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sui
rifiuti, ha confermato lo stop della costruzione dei 4 inceneritori, attribuendone
il «danno creato alla Sicilia dalla posizione del ministro dell'Ambiente,
Alfonso Pecoraro Scanio, che ha impedito la realizzazione dei termovalorizzatori». «Dopo
la presa di posizione di Bertolaso, la Regione deve redigere un nuovo piano
dei rifiuti», dice Angelo Lo Maglio componente della Commissione
d’Inchiesta. La nota di Bertolaso continua con «Quanto agli
eventuali profili sanzionatori, derivanti dall'inadempimento della sentenza
del 18.7 07, pare opportuno rammentare a codesta Agenzia regionale che,
ai sensi della L.27-12-2006 n. 296, art. 1, co. 1216, lo Stato ha diritto
di rivalersi sui soggetti responsabili delle violazioni degli obblighi
derivanti dalle sentenze rese dalla Corte di giustizia delle Comunità europee,
ai sensi dell'articolo 228, paragrafi 1 e 2 , del Trattato istitutivo della
Comunità europea. Ne deriva che le conseguenze di un'eventuale condanna
per inadempimento della sentenza del 18.7.07 sarebbero imputate esclusivamente
in capo all'Agenzia regionale». Quanto paventato da Bertolaso sulle
sanzioni all’Italia, trova riscontro in una sentenza del 18 luglio
2007 pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea contro la Repubblica
federale di Germania per un fatto analogo: l’appalto relativo allo
smaltimento dei rifiuti della città di Brunswick (Germania) non
pubblicizzato nella UE e sanzionato con sentenza del 10 aprile 2003. La
Germania non avendo adottato i provvedimenti derivanti da detta sentenza,
ai sensi dell’art.Ê228ÊCE, è stata condannata
con sentenza del 18.7.07 ad una penalità pecuniaria di EURO 126.720
per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dei provvedimenti necessari
per conformarsi a quest’ultima sentenza e sino all’attuazione
provvedimenti imposti.
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