crolla l'ecosistema a siracusa

  di paolo tuttoilmondo  

il report sulla qualità ambientale pubblicato sul sole 24 ore

La città di Siracusa perde ancora posizioni nel Rapporto Ecosistema Urbano 2008 di Legambiente, il XII rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di Provincia realizzato in collaborazione con il Sole 24 Ore, collocandosi al 98° posto (su 103).
Lo scorso anno la nostra città si era piazzata al 97° posto, peggio di così in Sicilia solo Caltanissetta e Ragusa.
Raccolta differenziata ferma al 2,8% (in Italia solo due comuni fanno peggio!); 610,9 kg/anno per abitante (quasi 2 kg al giorno!) di rifiuti prodotti (581 kg/anno, 1,591 al giorno, il dato dell'anno scorso); grave spreco di risorse idriche (il 51 % dell'acqua immessa in rete si disperde); alta concentrazione di nitrati nell'acqua (24,2 mg/1); Pm10 alle stelle (concentrazioni medie annue di gran lunga superiori al limiti di legge); uso rarissimo di mezzi pubblici per i trasporto urbano con soli 21 Viaggi/Abitante/anno (sestultima tra le città medie), a fronte di ben 64 auto private circolanti ogni 100 ab.; cronica assenza di Eco-managment e di politiche energetiche; nemmeno un metro di pista ciclabile lungo le strade urbane; assenza di verde pubblico (1,18 mq/ab. di e verde pubblico fruibile e 18,86 di aree verdi per ettaro di superficie comunale).
A rendere il quadro ancora più sconfortante vanno aggiunte la progressiva perdita di aree verdi in virtù del piano regolatore da poco adottato (che premia il partito del cemento a scapito della vivibilità) e il totale disinteresse dell'attuale amministrazione verso qualsiasi forma di intervento nelle politiche energetiche (negli edifici comunali si continua a consumare in abbondanza energia non rinnovabile). Insomma i problemi storici della città - gestione dei rifiuti, gestione dell'acqua e qualità dell'aria - come ogni anno puntualmente sono venuti al pettine. Anno dopo anno, Siracusa è sempre più insostenibile, caotica e inquinata.
Eppure la città che vogliamo è possibile. Immaginarla non è difficile, basta mettere insieme la bellezza e la qualità del nostro centro storico e dei nostri beni monumentali e paesaggistici, invidiati in tutto il mondo, con l'innovazione tecnologica e con la coesione sociale, ingredienti principali della nozione odierna di benessere.
Per queste ragioni chiediamo che, a partire dal Consiglio comunale, le istituzioni della Città prendano atto della situazione, ne discutano (magari in una seduta "aperta" del Consiglio) e adottino al più presto le misure necessarie ad affrontare questo degrado.
Confrontandosi con tutti quei soggetti, come la nostra associazione, da anni, si battono per migliorare la qualità della vita nei quartieri e per le strade. Occorre che la vivibilità della Città diventi un tema centrale. Da subito.