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| di francesco ortisi | ||
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agire solidale verso un nuovo modello organizzativo |
E’ opinione consolidata che
la nostra sia una società fortemente segnata dall’individualismo
e dalla frammentazione; che ciascuno viva sempre più entro il
cerchio ristretto degli interessi personali, della famiglia, degli amici;
come se il legame sociale, che unisce gli individui di una comunità,
o quello generazionale, che annoda i fili nel tempo, fossero stati logorati
e recisi da un rinnovato culto dell’effimero e di sé. La
disaffezione alla politica e la crisi della partecipazione sono state
presentate all’opinione pubblica ora come conseguenze ora come
cause di tale nuova condizione generale. Eppure non sono mancati in questi
anni segnali in controtendenza: i “Girotondi”, le primarie,
le consultazioni sindacali, le grandi manifestazioni di piazza. Si tratta
di episodi o le analisi che ci sono state proposte in questi anni sono
frutto di un abbaglio? Non voglio (né posso) avventurarmi in ipotesi
sociologiche. Ciò che mi interessa dire nasce dal piccolo osservatorio
di “Agire Solidale”, su cui abbiamo riflettuto nell’assemblea
del 21 ottobre. Anche noi viviamo una dicotomia: le nostre iniziative “esterne” hanno
sempre registrato consensi e apprezzamenti: la presenza del pubblico
ha sempre premiato i nostri sforzi. D’altro canto, però,
le assemblee dei soci sono frequentate da un numero ridotto di “attivisti”,
faticosamente chiamati a raccolta. Ovviamente, ciò non accade
solo in “Agire Solidale”, ma nella quasi totalità delle
esperienze associative. Perché succede questo? Avanzo una ipotesi.
A me pare che la partecipazione alla vita ”interna” dell’associazione
sia di fatto ostacolata dal modello organizzativo che abbiamo adottato.
Il nostro modello organizzativo, in sostanza, non promuove la partecipazione,
la uccide; o perlomeno, la sfianca, e lentamente la esaurisce. Cosa ha
significato per i più “partecipare” alle riunioni
di “Agire Solidale”, se non assumere la posizione di spettatore-ascoltatore
con diritto ad intervenire su un tema in discussione? Chi aderisce ad
una associazione cerca altro. |