una storia comune

  di francesco ortisi  

un incontro per fare il punto sui dieci anni di storia di agire solidale

Cari amici,
scrivo questa lettera per rivolgervi, a nome di Agire Solidale e del suo gruppo di coordinamento, l’invito a partecipare ad un incontro cui da tempo pensiamo e che consideriamo particolarmente importante. Spiego di che si tratta: Agire Solidale entra nel suo 10° anno di vita. Non so quanti fra voi ricordino l’assemblea di Palazzo Vermexio nella quale Peppe Lumia (invitato da Riccardo Gionfriddo) venne a presentarci questa nuova associazione sorta con l’intento di affiancare e stimolare il processo di trasformazione che avrebbe condotto il PDS a dar vita ai Democratici di Sinistra. In quegli anni (1998 – 2000) Agire Solidale vide la luce in tre città siciliane: Palermo (ove agiva il gruppo che faceva naturalmente capo a Lumia); Messina (che ebbe come promotore Giovanni Giunta, già assessore alle politiche sociali tra il ’94 e il ’98 nel comune peloritano); e infine Siracusa (dove l’esperienza della giunta Fatuzzo, sconfitta alle elezioni, cercava di coagularsi in un progetto politico che le consentisse nuove prospettive). Ma il tentativo di dare una dimensione regionale all’esperienza di Agire Solidale era destinata a tramontare in poco tempo: con la nascita dei DS, a cui Agire Solidale aveva ufficialmente partecipato come soggetto co-fondatore, le esperienze palermitana e messinese si avviarono ad un sostanziale tramonto. Ben altra, come sappiamo, è stata invece la nostra vicenda. A Siracusa Agire Solidale, fin dal suo atto di nascita (e ancor più dopo la costituzione dei DS) ha cercato faticosamente di connotarsi come un luogo di aggregazione di varie sensibilità e "appartenenze" interne allo schieramento politico del centro-sinistra. La qualità delle iniziative pubbliche e il costante impegno organizzativo hanno determinato una crescente visibilità dell’associazione (amplificata negli ultimi 5 anni dal mensile “Idea Solidale”, tenacemente voluto e promosso da Michele Accolla). L’associazione si è impegnata su temi di ampio respiro (giustizia, informazione, pace, sviluppo locale, lotta alla mafia, processo di unificazione europea), invitando personalità di rilievo del panorama nazionale e contribuendo così ad animare il dibattito politico nella nostra realtà locale. In questi anni si è anche tentato di dare ad Agire Solidale una dimensione provinciale, facendo circolare alcune delle iniziative promosse e con adesioni significative provenienti da Augusta, Avola, Lentini, Sortino, Palazzolo Acreide, Floridia; in verità questo tentativo non ha raggiunto risultati duraturi: solo a Palazzolo Acreide si è in effetti consolidata un’esperienza associativa che opera in raccordo col gruppo di Siracusa, e questo grazie all’impegno costante di Nuccio Gibilisco che ha promosso iniziative qualificate (soprattutto in collaborazione con la Fondazione Fava), aggregando un gruppo di giovani, oggi coordinati da Alessio Blancato. Anche a Lentini opera un gruppo nato dall’esperienza di Agire Solidale, ma in realtà non esiste un raccordo tra l’associazione lentinese e il coordinamento di Agire Solidale. Anche il tentativo compiuto alcuni anni fa con la costituzione di Agire Solidale a Sortino è rapidamente tramontato.
Questo, in drastica sintesi, il percorso sin qui compiuto. Ma veniamo al dunque, alla sostanza del nostro invito. In tutti questi anni molte persone si sono avvicinate ad Agire Solidale, condividendone il cammino per tratti più o meno lunghi, collaborando alle iniziative ed assumendo in non pochi casi anche responsabilità all’interno dell’associazione. Molte presenze significative e qualificate, che hanno arricchito il confronto interno e amplificato l’azione esterna dell’associazione. Eppure in non pochi casi questo rapporto di collaborazione e di partecipazione si è interrotto. Per motivi vari e forse non sempre del tutto chiari.
Ecco, ripensare alla nostra storia, al cammino compiuto ci ha indotti a lanciare un invito: vorremmo che coloro i quali hanno partecipato alla vita interna di Agire Solidale si ritrovassero insieme per discutere di questa esperienza associativa, dei suoi punti di forza, delle sue debolezze e, soprattutto, del suo possibile futuro. Con questo invito, amici, vorremmo chiedervi di tornare per un giorno insieme a riflettere sul senso che un’esperienza associativa come la nostra può avere in uno scenario politico in agitazione (e fors’anche in trasformazione) come quello in cui oggi ci troviamo ad operare. Un giorno insieme (il 21 ottobre) per ascoltarci e raccogliere stimoli utili ad indirizzare i nostri passi.
Ritrovarsi a discutere può essere per tutti noi una buona occasione.
Vi chiediamo di esserci.