l'università sotto casa

  di maria luce alfieri  

il dibattito sul proliferare delle università di provincia

Appartengo a quella categoria di cittadini (e per fortuna tanti) che ha accolto con gioia il decreto Mussi sperando che finalmente le pseudouniversità aperte nella provincia di Siracusa (Paiolo, Avola, Noto, Augusta, ecc.) venissero chiuse. Purtroppo a Siracusa si è al di fuori delle leggi nazionali e anche in questo caso i politicanti di turno hanno avuto la meglio riuscendo a preservare i diplomifici di laurea che hanno istituito, senza preoccuparsi della non cultura che offrono alle nuove generazioni con la politica dell'università sotto casa.
Non basta trovare quattro aule e professori che vengono ogni tanto a tenere una lezione per dire che questa è università.
E non mi si venga a dire che una laurea in giurisprudenza presa a Priolo abbia lo stesso valore di quella presa in sedi universitarie serie!
Il risultato è una squalifica della laurea in sé. (Oggigiorno, poi, ogni diploma oltre le scuole superiori è diventato laurea, si è tutti laureati non importa poi come, dove, con quale preparazione professionale ecc. : l' importante è che tutti si è "Dottori")
Andare all'università per un giovane non significa solo intraprendere un percorso di studi per un proprio futuro professionale (?), ma iniziare un'esperienza comunque arricchente al di là degli studi intrapresi. Per molti giovani di provincia, in passato, è stata un'occasione di crescita culturale, di uscire da orizzonti ristretti del proprio paese ed aprirsi a nuove esperienze per molti altri é stata un'occasione di maturazione personale, un'opportunità per misurarsi con proprie capacità di autonomia e di gestione giornaliera della propria vita, lontano da casa e, spesso, da genitori troppo protettivi che entrano in crisi se i figli crescono e non hanno più bisogno di loro.
Questi cari signori "dell'università sotto casa" hanno derubato i giovani di questa fondamentale opportunità di crescita.
Il risultato è che chi ha possibilità economiche e genitori lungimiranti da capire che se il figlio vuole prendersi la laurea, ad es. in Giurisprudenza è meglio che si laurei a Bologna o a Catania piuttosto che a Priolo, avrà la fortuna di intraprendere un percorso formativo serio. Chi non ha possibilità economiche o ha genitori che noin sanno staccarsi dai figli, pagherà un caro prezzo e dovrà accontentarsi di quanto offre "il mercato dell'università sotto casa". Alla fine i due ragazzi avranno lo stesso titolo di laurea ma penso che il prestigio ed il valore sia enormemente differente. E non è neanche giusto che chi ha frequentato un'università seria deve veder equiparato il proprio titolo di laurea a quello preso in queste pseudo-università.
Non trovo che ciò giovi alla crescita culturale del Paese. Perché non sostenere invece i giovani che hanno difficoltà economiche per poter andare all'università fuori sede, con borse di studio, incentivi e agevolazioni varie? L'università è ormai diventata un parcheggio Ma una popolazione che vuole il parcheggio a tutti costi sotto casa, il parcheggio davanti al negozio anche in doppia o tripla fila ma l'importante che sia davanti al negozio, poteva non volere a tutti i costi "il parcheggio università" sotto casa?
Mi viene un'idea: perché non facciamo l'università anche a Fontane Bianche? La Cultura è stata uccisa. Grazie signori della politica.
Chiedo al Ministro Mussi di verificare di persona quanto avviene in provincia di Siracusa.