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il dibattito
sul proliferare delle università di provincia |
Appartengo a quella categoria di
cittadini (e per fortuna tanti) che ha accolto con gioia il decreto Mussi
sperando che finalmente le pseudouniversità aperte nella provincia
di Siracusa (Paiolo, Avola, Noto, Augusta, ecc.) venissero chiuse. Purtroppo
a Siracusa si è al di fuori delle leggi nazionali e anche in questo
caso i politicanti di turno hanno avuto la meglio riuscendo a preservare
i diplomifici di laurea che hanno istituito, senza preoccuparsi della
non cultura che offrono alle nuove generazioni con la politica dell'università sotto
casa.
Non basta trovare quattro aule e professori che vengono ogni tanto a tenere
una lezione per dire che questa è università.
E non mi si venga a dire che una laurea in giurisprudenza presa a Priolo
abbia lo stesso valore di quella presa in sedi universitarie serie!
Il risultato è una squalifica della laurea in sé. (Oggigiorno,
poi, ogni diploma oltre le scuole superiori è diventato laurea,
si è tutti laureati non importa poi come, dove, con quale preparazione
professionale ecc. : l' importante è che tutti si è "Dottori")
Andare all'università per un giovane non significa solo intraprendere
un percorso di studi per un proprio futuro professionale (?), ma iniziare
un'esperienza comunque arricchente al di là degli studi intrapresi.
Per molti giovani di provincia, in passato, è stata un'occasione
di crescita culturale, di uscire da orizzonti ristretti del proprio paese
ed aprirsi a nuove esperienze per molti altri é stata un'occasione
di maturazione personale, un'opportunità per misurarsi con proprie
capacità di autonomia e di gestione giornaliera della propria vita,
lontano da casa e, spesso, da genitori troppo protettivi che entrano in
crisi se i figli crescono e non hanno più bisogno di loro.
Questi cari signori "dell'università sotto casa" hanno
derubato i giovani di questa fondamentale opportunità di crescita.
Il risultato è che chi ha possibilità economiche e genitori
lungimiranti da capire che se il figlio vuole prendersi la laurea, ad es.
in Giurisprudenza è meglio che si laurei a Bologna o a Catania piuttosto
che a Priolo, avrà la fortuna di intraprendere un percorso formativo
serio. Chi non ha possibilità economiche o ha genitori che noin
sanno staccarsi dai figli, pagherà un caro prezzo e dovrà accontentarsi
di quanto offre "il mercato dell'università sotto casa".
Alla fine i due ragazzi avranno lo stesso titolo di laurea ma penso che
il prestigio ed il valore sia enormemente differente. E non è neanche
giusto che chi ha frequentato un'università seria deve veder equiparato
il proprio titolo di laurea a quello preso in queste pseudo-università.
Non trovo che ciò giovi alla crescita culturale del Paese. Perché non
sostenere invece i giovani che hanno difficoltà economiche per poter
andare all'università fuori sede, con borse di studio, incentivi
e agevolazioni varie? L'università è ormai diventata un parcheggio
Ma una popolazione che vuole il parcheggio a tutti costi sotto casa, il
parcheggio davanti al negozio anche in doppia o tripla fila ma l'importante
che sia davanti al negozio, poteva non volere a tutti i costi "il
parcheggio università" sotto casa?
Mi viene un'idea: perché non facciamo l'università anche
a Fontane Bianche? La Cultura è stata uccisa. Grazie signori della
politica.
Chiedo al Ministro Mussi di verificare di persona quanto avviene in provincia
di Siracusa.
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