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il nuovo film
di franco battiato |
Venerdì 27 luglio c.a., al
Festival Internazionale del Cinema di frontiera di Marzamemi, in un incontro – dibattito “chiacchere
sotto il fico” con Franco Battiato, - Battiato partecipava al Festival
con l’ultimo suo film che poi non ha presentato, dal titolo: Niente è come
sembra - intervistato dal critico Sebastiano Gesu e dal regista Nello
Correale, con cui si sono affrontati alcuni temi e problemi che il cinema
di oggi presenta, sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello
monopolistico, detenuto per l’ 80% dall’impero USA. Poi si è passati
a delle domande specifiche e a volte personali sul cinema di Franco Battiato
che su alcuni episodi della sua vita artistica; dopo è stato invitato
il pubblico presente a formulare delle domande.
Ho iniziato con una considerazione: “La seguo da molto tempo e trovo
che Lei, culturalmente e spiritualmente sia aperto ai significati e ai
significanti, ma tempo fa ho letto su Liberation Times delle lettere di
un suo amico, Sarjano – Carlo Silvestro, a cui Lei non ha mai risposto,
indirizzate non al cavaliere dell’Intelletto, né al musicista
F. Battiato, ma al “corpo rigido” di F. Battiato”, poi è seguita
la domanda: “Attualmente il suo corpo è in armonia con la
sua mente, i suoi pensieri, le sue emozioni, oppure no?” Risposta
di F. Battiato: “Il corpo ha i peli, i peli sono fastidiosi….
Il corpo ha le sue funzioni pratiche, per esempio serve a suonare il piano….”.
Francamente – pensavo di avergli dato il là e averlo sollecitato
nello stesso tempo ad una risposta adeguata ai suoi mezzi, invece, la risposta
data è stata deludente, sia per me che per alcune persone presenti
all’incontro dibattito.
Avrebbe potuto parlare del corpo fisico passivo, sfruttato, dipendente
dal modello consumistico, del corpo impolitico insomma, o del corpo fisico
vitale, ribelle, sovversivo, che sfugge alle manipolazioni e che si appropria
di tutti i passaggi culturali e spesso si trova in perfetta sintonia con
le emozioni, le idee, il pensiero politico e la spiritualità… Oppure,
dei vari altri corpi dei quali siamo potenzialmente costituiti, invece
ha risposto come risponderebbe un “prete di campagna”.Tutto
ciò si contraddice e stride fortemente con il messaggio del “dilatamento” della
spiritualità di cui parla con la sua musica, con le sue canzoni
e ora con i suoi film. Allora un dubbio mi viene, un dubbio che apre delle
crepe molto vistose, che in fondo le critiche fatte da Sarjano – Carlo
Silvestro al “corpo rigido” di F. Battiato, sono molto fondate.In
breve – Sarjano C. Silvestro, sosteneva che F. Battiato, a causa
della forte repressione sessuale anche per via della sua infanzia e giovinezza
vissuta nel Sud, capitale del maschilismo, a Riposto, in Sicilia, abbia
imparato a mortificare il corpo, negato la coscienza del sangue e sia fuggito
dal suo corpo, andando tutto nella testa. Pensavo che F. Battiato si fosse “bruciato”,
che si fosse liberato dalle “passioni tristi”, che si fosse
disfatto magari non del tutto del proprio “concetto di soggetto”,
invece mi sembra che sia pieno di doppiezze e chiusure che non m’aspettavo.
Considerazione ad alta voce: Nel trasmettere, nel comunicare è basilare
avere la consapevolezza personale e armoniosa tra corpo, mente e emozioni,
specie per un artista, altrimenti ci si limita a dire con la sola mente,
con la sola testa, che è poi un grosso limite, sarebbe come divenire
un ripetitore meccanico che di conseguenza non trasmette, né comunica
nulla, perché in questo caso il corpo sottrae, il corpo fisico non
armonico, sottrae quello che la mente afferma e dice a parole.
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