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In nome di quale oscura necessità politica
il governo Prodi ha regalato a Totò Cuffaro il proprio assenso
per il più devastante piano di rifiuti mai pensato per la Sicilia?
In nome di quale ecumenismo istituzionale i ministri Pecoraro Scanio
e Livia Turco hanno apposto la loro firma su un accordo che prevede la
costruzione in Sicilia dei quattro più grandi termovalorizzatori
d'Europa? Sembra serio aver barattato il nostro consenso per l'impegno
verbale del governatore Cuffaro a riportare la Sicilia ai livelli di
decenza europea nella raccolta differenziata? Oggi si sfiora a malapena
il 5 per cento nell'Isola. A fronte di norme europee e nazionali che
fissano limiti sette volte più alti. E senza una raccolta selettiva
a monte, negli inceneritori rischia di arrivare una quantità indifferenziata
di rifiuti, dai derivati del cloro ai metalli pesanti. La conseguenza
(conseguenza chimica, non politica) è la produzione di diossina
in quantità omicide.
Buttiamo giù queste poche righe sapendo che per ogni tentativo di
impostare un ragionamento sui termovalorizzatori, c'è sempre qualcuno
pronto a rispondere che non si può solo dire "no" (no
al ponte, non ai bruciatori, non alle trivellazioni nella Val di Noto...),
trasformando così ogni legittima preoccupazione in una caricatura.
E ci sembra d'un doroteismo imbarazzante la dichiarazione del ministro
Pecoraro che prima firma e poi ritira la mano dicendo che il suo dicastero "non
condivide affatto il piano rifiuti della Regione Sicilia": ma allora,
perchè ha firmato? C'è qualcuno, per quanto distratto, che
non sappia che quei megabruciatori sono assolutamente sproporzionati rispetto
alla produzione di rifiuti della Sicilia? Che il capitolato d'appalto imporrà comunque
alla Regione una quantità minima di rifiuti da conferire ai termovalorizzatori
per non incorrere in disastrose penalità? Che il prezzo pagato per
tonnellata di rifiuti bruciata sarà il più alto d'Italia?
E ancora: è possibile che presidente del Consiglio e ministri ignorino
che a Bruxelles è pendente un procedimento di infrazione contro
l'Italia, visto che buona parte di quei bruciatori è stata progettata
su aree "SIC", ovvero territori protetti dal vincolo comunitario
per ragioni naturalistiche e paesaggistiche? Non ci sfiora alcuna preoccupazione
sul fatto che l'intera rete dei trasporti siciliana, penalizzata dalla
più lenta rete ferroviaria d'Europa, sarà paralizzata dal
traffico di mezzi pesanti che dovranno portare ogni giorno migliaia di
tonnellate di rifiuti nei quattro angoli dell'isola? Se la mobilitazione
contro il piano dei rifiuti di Cuffaro (ripeto: questo piano dei rifiuti,
non l'idea in sé di ricorrere alla termovalorizzazione) ha determinato
la costituzione spontanea di decine di comitati - da Palermo ad Augusta,
da Paternó a Casteltermini - una ragione ci dovrà pur essere.
Non parliamo di ragioni emotive, di pancia, di pelle, di egoismo municipalistico:
ci riferiamo al meticoloso lavoro di analisi e di documentazione che i
comitati hanno portato avanti, a Bruxelles e in Sicilia, per capire - cifre
alla mano - quale danno produrrà alla salute pubblica e all'economia
siciliana questo follia dei megainceneritori. Anni di lotte e di studi,
di militanza civile e di proposta politica sono stati spazzati via da quella
firma romana. E suona come una beffa il compiacimento di Totó Cuffaro
che da Palermo incassa il placet del governo di centrosinistra e ci fa
sapere che, ad adiuvandum, verrà sottoscritto "un importante
protocollo di legalità per evitare le infiltrazioni criminali".
Detto da Cuffaro è una garanzia.
l'assenso
del governo nazionale al piano dei rifiuti di cuffaro
«Destra
e sinistra? La prima, è figlia legittima degli interessi egoistici
dell'oggi. La seconda, è figlia legittima degli interessi
di quelli che non sono ancora nati»
(Vittorio Foa) |
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