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Su La Sicilia del 21 giugno scorso,
si legge a pag.7 un articolo di Tony Zermo, uno di Paolo Mangiafico ed
un’intervista a Felice Crosta di Lillo Miceli sugli inceneritori
che ci lasciano esterrefatti per le inesattezze e per le posizioni di
parte in essi assunte. Zermo afferma che gli inceneritori in Italia ed
Europa esistono da 20 anni, ma sconosce che negli USA, dove sono stati
costruiti negli anni ’60 facendo i nostri stessi errori, non se
ne costruiscono più da 20 anni, ed hanno adottato la raccolta
differenziata (di certo non vivono in mezza alla spazzatura come in Campania)
e definendo l’incenerimento da epoca dei dinosauri.
Zermo afferma che “le ultime versioni (degli inceneritori) si sono
dimostrate affidabili”, ma in base a quali dati scientifici? I dati
scientifici noi li abbiamo prodotti al Ministero dell’Ambiente e
della Sanità ed all’Assessorato Regionale all’Ambiente
e dimostrano il contrario. Dal Ministero e dall’Assessorato solo
generiche dichiarazioni verbali che gli inceneritori sono innocui (si guardano
bene dal metterlo per iscritto). Tanto in Italia non paga mai nessuno:
esempio i mesoteliomi pleurici da amianto e per ultimo il mercurio dove
Syndial, anche se risarcisce lo fa a titolo “di ristoro per le famiglie” escludendo
ogni propria responsabilità. Eppure in entrambi i casi esiste una
vastissima letteratura scientifica che li inchioderebbe, ma i processi
solamente in Italia finiscono nel nulla o neppure iniziano dopo lunghe
istruzioni.
Lo sa lo Zermo che anche le versioni “affidabili” sono sprovviste
di filtri capaci di bloccare le nanoparticelle, responsabili delle peggiori
patologie? I filtri bloccano fino a particelle di 10µ (10 millesimi
di millimetro), le nanoparticelle sono 0,1/0,2µ (ciò a causa
dei 1200°C del tanto decantato post-combustore), né ci sono
attualmente leggi che ne impongano la misurazione.
Lo Zermo afferma che “Se non ci fossero” gli inceneritori “non
sapremmo liberarci dai rifiuti”; è una menzogna! Infatti esiste
la raccolta differenziata e sono operanti in tutta Europa sistemi di trattamento
che non impiegano l’incenerimento come i TMB (Trattamenti Meccanici
Biologici), che operano a temperature intorno ai 70°C (non ai 1200°C
degli inceneritori) alle quali temperature le diossine ed i benzofurani
non si possono formare, che non producono i 300 kg di ceneri pericolose
per tonnellata di rifiuti inceneriti, che non producono nanoparticelle
e non immettono in atmosfera le pericolosissime ceneri volanti e milioni
di tonnellate di CO2 alla faccia del protocollo di Kyoto.
Lo sa lo Zermo che la costruzione di un TMB si realizza in metà del
tempo necessario alla costruzione di un inceneritore e che costa 10 volte
in meno rispetto ad un inceneritore?
Ancora lo Zermo sostiene che il sovradimensionamento dei 4 inceneritori
siciliani potrebbe far “sorgere il sospetto che si vogliano smaltire
in Sicilia anche i rifiuti di altre Regioni”, ma questo “porterebbe
vantaggi alla comunità locali e alle casse della Regione”.
Ma a noi siciliani è chiaro che senza dubbio aumenteranno le patologie
respiratorie croniche, i tumori e le malattie cronico-degenerative così come
sta succedendo dove ci sono altri inceneritori e zone altamente industrializzate
e che aumenterà il deficit di cassa della già tanta disastrata
Sanità siciliana.
Infine lo Zermo “dimentica” di riferire che gli inceneritori
siciliani sono stati autorizzati a bruciare, oltre ai rifiuti urbani anche
rifiuti speciali, come da clausola voluta dal Cuffaro nel marzo 2006, aggiunta
al contratto stilato tre anni prima fra ATO e gestori degli inceneritori.
Il Mangiafico invidia i cittadini di Augusta che col loro inceneritore “griffato” dall’architetto
giapponese Kenzo Tange, uno degli studi di architettura più importanti
del mondo (progetto e griffatura naturalmente a carico di chi conferirà la
spazzatura) “sarà meta di turisti” come avviene in Austria
dove l’inceneritore “rappresenta l’orgoglio di Vienna”,
a Barcellona, a Copenaghen, a Brescia come dire altro che Megera Iblea,
Hangar, forti Garcia e Vittoria, qui abbiamo l’inceneritore più griffato
d’Europa e ne siamo orgogliosi, ma si dimentica di dire che questi
sono stati costruiti prima del 2004, quando ancora non erano conosciuti
gli studi internazionali sugli effetti devastanti del nanoparticolato e
si parlava solo e genericamente di diossine. A proposito, secondo gli ultimi
dati della comunità scientifica, si stima che, al momento, sono
conosciuti circa il 10% delle sostanze prodotte ed emesse dagli inceneritori.
Infine dall’intervista di Lillo Miceli al “superdirigente Felice
Crosta”, per intenderci quello che percepisce dalla regione Sicilia
per il suo lavoro 1.500 euro al giorno, braccio destro di Totò Cuffaro,
abbiamo appreso che la raccolta differenziata in Sicilia sarà il
20% entro il 2007 per arrivare al 30% nel 2008, al 50% nel 2009 e al 60%
nel 2010. Ma c’è qualche cittadino disposto a credere che
lo stesso Crosta, che dopo 7 anni di superdirigenza (sempre con 1.500 €/giorno)
non è riuscito a portare la raccolta differenziata in Sicilia oltre
il valore medio del 5,5% ora ci riuscirà? O davvero credono che
ai Siciliani si possono raccontare le frottole che vogliono?
gli
autori sono rispettivamente presidente e componente dell'equipe sanitaria
di 'decontaminazione sicilia'
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