formazione? no grazie, sono sazio!

  di luca castello  

 

Bentornati signori e signore al nostro consueto appuntamento con la rubrica “Indecisi e Sconclusionati”. L’oggetto della nostra inchiesta di oggi sono gli italiani e il loro eterno dilemma: “Come salvare i giovani dalla distruzione”. In cosa consista realmente la “distruzione” che insegue da sempre i nostri ragazzi ancora non riusciamo a dirlo con esattezza (sarà di certo compito di qualche quiz televisivo, o di un film con Riccardo Scamarcio, trovare una risposta a quest’inquietante interrogativo), possiamo semplicemente ipotizzarlo: l’ignoranza? L’illegalità? La pigrizia? Le gocciole al cappuccino?(puoi selezionare col telecomando la risposta che ritieni esatta).
Bisogna in qualche modo intervenire! Ecco le forze istituzionali dispiegare i loro potenti mezzi in quest’impresa degna di nota: corsi extra-curricolari, manifestazioni, cortei, convegni, interviste, pratiche esorcistiche e stage d’antropologi scaduti, in un’apoteosi dell’immaturità: non da parte dei giovani ma degli adulti.
Ho partecipato il mese scorso a Roma ad una “Giornata di Formazione alle Camere”, durante la quale ho avuto l’occasione di incontrare la Commissione Parlamentare Anti-Mafia. Riflettendo, durante l’incontro, tra una frase fatta e un luogo comune, distribuiti ad arte nel discorso preparato la sera prima che ero costretto a sentire, mi sono venute in mente alcune simpatiche coincidenze. Essendo un ospite ho dovuto aspettare che anche gli altri studenti intervenissero con le loro domande prima di poter porre le mie. Notando innanzitutto che le domande poste dai miei coetanei calabresi erano palesemente state preparate dai loro insegnanti, ed erano state consegnate al Presidente il giorno prima, per fare in modo che potesse disporre anche lì qualche simpatico dato ottimistico da spiattellare all’opinione pubblica adolescenziale, posso avere la presunzione di sottolineare il fatto che ne io ne gli altri siracusani ci siamo prestati a questa farsa, non solo non consegnando le domande, ma preparandole sul momento, un po’ in funzione delle lacune che i nostri interlocutori lasciavano tra un simpatica battuta e un imbarazzante cambio d’argomento e un po’ perché siamo degli pseudo-intellettuali irrimediabilmente pigri.
Ho pensato innanzitutto all’illusione che ci ostiniamo a vivere: quello di un momento potenzialmente forte per la lotta all’illegalità; pura chimera nei meandri dei misfatti quotidiani ad opera, non dei giovani da “formare”, ma degli adulti “formatori” (basti pensare ad alcuni caratteristici dirigenti scolastici) La mia anarchicamente fervida immaginazione fermenta e giungo alla conclusione che qualcosa non funziona. Abbiamo sbagliato l’oggetto della formazione: non i giovani, ma gli adulti, la classe politica è quella da formare, è la politica stessa che alimenta l’illegalità, come possiamo pretendere che la sconfigga? Siamo precipitati in un pantano dal qual non possiamo risollevarci senza un ricambio totale della dirigenza nazionale. Ho rivisto l’altro giorno Forgione in televisione (aveva portato con se la sua barba da acculturato, la sua voce fastidiosa, il suo accento indefinito e il suo sorriso di circostanza) guardandolo pensavo a quanta vergogna proverei nel presiedere una commissione parlamentare all’interno della quale ci sono dei pregiudicati, ma si sa: “a poltrona donata non si guarda l’imbottitura”. È l’espressione della sconfitta del buonsenso, della pubblica morale, della democrazia, e della politica (se ci fosse ancora stato bisogno di una dimostrazione). Non vedo nessuna reale presa di posizione, né tantomeno la speranza di sconfiggere uno stato parallelo che funziona meglio di quello ufficiale. Servono forze nuove (scusate ma l’odiato accostamento di questi due termini era necessario per rendere la mia idea) che non lascino spazio alla corruzione e al clientelismo, che lavorino seriamente, con passione da entrambi gli schieramenti (ammesso che siano ancora due). La sconfitta della criminalità rappresenta una molla anche nel settore dell’occupazione, degli appalti pubblici, del turismo, contro la dispersione scolastica; è l’unico serio investimento che possiamo permetterci per il futuro. In questo naturalmente Forgione concordava con me, ma non esistono seri provvedimenti che lascino sperare in un reale riscontro delle mie speranze. La formazione di una coscienza sociale, che porti avanti una comunità formata da giovani e adulti allo stesso tempo, che necessita di investimenti sugli uni e sugli altri. Quello che vedo intorno a me conferma solo l’incoerenza della classe politica, l’amore per le cerimonie inutili e per i privilegi facili che vedo nelle nostre istituzioni. Ci resta un’ultima speranza, che questa classe politica, visti i valori e le tradizioni che porta avanti, non riesca a formare quella che la rimpiazzerà: magari le cose potranno cambiare. Seguirà il meteo. Arrivederci alla prossima puntata. Buona serata.

retorica e poco altro nell'idea che debbano formarsi solo i giovani e non gli adulti