![]() |
|
|
| di nuccio gibilisco | ||
|
|
Si guarda ad Atene, per aprire alla sperimentazione e alla ricerca di metodi e pratiche per migliorare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. La gente si è sempre dimostrata intelligente quando ha avuto un’opportunità o la possibilità di farlo. Nei “sondaggi informati” sperimentati e studiati da James Fishkin e Robert Luskin da circa 15 anni, si parte dall’idea di fondo, che viene direttamente dell’antica Grecia, quella che i cittadini comuni possono essere ben informati sulle questioni che di volta in volta si vanno ad affrontare, e che essi sono disposti a mettere da parte l’interesse privato a vantaggio dell’utilità comune, che sono interessati a partecipare piuttosto che a delegare, poi con una chiara separazione tra la competenza degli esperti e il buon senso politico e infine la convinzione che i cittadini comuni siano persone intelligenti. Questi i pilastri del sondaggio informato. Molte delle persone che hanno partecipato agli esperimenti reali, come la scelta del candidato sindaco del Partito Socialista Greco nella cittadina di Marosi, il 4 giugno del 2006, o quella della scelta della politica sanitaria nella Regione Lazio del dicembre scorso, hanno testimoniato il loro entusiasmo perché messe nelle condizioni ideali di decidere, tutti hanno la sensazione di far parte di un progetto che mira a migliorare la democrazia. Questo dovrebbe far riflettere, e non poco, i partiti del centro sinistra che hanno messo in moto le primarie, senza proseguire nella via della partecipazione democratica, unica strada che potrebbe invertire la rotta della distanza sempre più grande tra cittadini e politica. Adesso andiamo a vedere cosa dicono le cronache su quello che è successo giorno 3 dicembre 2006 a Roma: alcuni cittadini della regione Lazio si sono sentiti protagonisti per un giorno della vita politica; una giornata che ha apre, a giudizio di molti, grandi orizzonti per rinvigorire e rinsaldare i legami tra cittadini e mondo politico. Per decisioni difficili, molte volte impopolari, o quando si toccano temi controversi, in un sistema di comunicazione della politica in Italia, e non solo, che oggi predilige la superficialità all’approfondimento, le asserzioni alle argomentazioni, gli slogan alle discussioni, si possono aprire nuovi orizzonti. Il 3 dicembre a Roma sono stati convocati 119 cittadini laziali, un campione rappresentativo per età, sesso, fascia di reddito e comune di residenza, hanno accettato l’invito dell’assessore al bilancio della regione e si è dato vita al primo sondaggio informato in Italia, inventato da Fishkin, il metodo apre, in questo caso, le porte del palazzo di governo ai cittadini comuni e si chiede loro di leggere con attenzione del materiale informativo sulla sanità e su temi di finanza etica, e di valutarne i pro e i contro. Un impiegato, una casalinga, una studentessa, un libero professionista a discutere di bond etici, di poliambulatori, di spesa sanitaria. Sono rimasti seduti, e dopo aver letto il materiale preparato per loro, hanno raccontato le loro esperienze personali, discutendo tra di loro, anche animosamente, guidati da un moderatore. Dopo in una sala convegno, i partecipanti, hanno fatto domande agli esperti della Regione e all’assessore, pretendendo risposte puntuali ed esaurienti. Dopo di nuovo in gruppo a discutere, e tirando le somme di quanto ne sapevano di più, riflettendo su come la loro opinione era cambiata dalla mattina. Non è stato un incontro tra cittadini e decisori, ma l’applicazione di un metodo al servizio della democrazia, già studiato da 15 anni e applicato in molte parti del mondo. I cittadini membri del campione erano già stati contattati dall’ISPO per rispondere a un tradizionale sondaggio e avevano risposto su delle domande sui temi in questione; alla fine della giornata hanno risposto allo stesso questionario i risultati hanno misurato come l’opinione cambia se prima della risposta a una domanda c’è informazione, discussione, e soprattutto se c’è l’intenzione di voler conoscere l’opinione dei cittadini, e di volerli mettere a conoscenza della realtà politica e amministrativa. Cosa volete che ne sappia, io non mi intendo di queste cose, aveva detto una signora la mattina. La stessa signora durante la giornata si è espressa senza timori, e di fronte agli esperti ha formulato le proprie domande, e ascoltato con attenzione le risposte degli esperti. Ecco dimostrato che timidezza e diffidenza, hanno lasciato il posto alla voglia di partecipare ad un processo che ha messo i cittadini al centro dell’attenzione. L’indifferenza verso la politica si è trasformata in partecipazione. Con questo metodo hanno concluso gli studiosi, si coinvolgono le persone che abitualmente si sentono lontane dalle decisioni pubbliche, e guardano con diffidenza i politici, un metodo questo che li porta ad avere una opinione attiva e partecipe. Alla fine l’82% ha dichiarato che parteciperebbe di nuovo a una simile iniziativa. Ora associazioni come Agire Solidale, che hanno nel loro dna la ricerca e lo stimolo della partecipazione attiva dei cittadini, che desiderano che i cittadini siano decisori consapevoli del oro futuro, devono far tesoro da questo esperimento. Il nostro scopo è quello di fare sempre più passi avanti verso i cittadini, abbiamo questo strumento innovativo e scientificamente fondato, io penso che va sfruttato, dobbiamo studiarne le sue applicazioni nel nostro ambito di competenza, per crescere e migliorarsi, osando su questa strada. in grecia una sperimentazione per migliorare la partecipazione politica |