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| di roberto de benedictis | ||
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Le recenti elezioni amministrative
hanno confermato la prevalenza del centrodestra nella nostra regione
e – con qualche eccezione e qualche recupero – uno stato
di salute assai precario dei partiti dell’Unione. Ma ad aggravare
il quadro, dal mio punto di vista, è la medicina che i rutelliani
della Margherita siciliana (gli onorevoli Piscitello, Piro, Latteri ed
altri) si sono affrettati a proporre ufficialmente il giorno dopo: il
centrosinistra in Sicilia è strutturalmente debole e quindi dobbiamo “aprire” ad
un’alleanza con l’UDC e l’MpA perché solo così potremo
vincere. Anche dalle mie parti, i DS, taluni dirigenti affermano che “vincere è meglio
di perdere e questo è un modo…”. Nulla di nuovo, nella
terra del trasformismo. Gli ha fatto eco, fra gli altri, l’Assessore
Leanza, braccio destro di Lombardo ed uomo di punta dell’MpA, dichiarando
che “in Sicilia il grande centro esiste ed è forte (…);
con MpA, UdC e Margherita può essere una cosa possibile nella
misura in cui UdC e Margherita abbiano il coraggio di pensare che non
ci sono i capi a Roma ma che la sola priorità è la Sicilia.” Io
che non nulla in comune con Cuffaro e con Lombardo, miei avversari politici,
dissento totalmente da questa ipotesi. Mettendo per un attimo da parte
ogni ragione etica, che per certuni lascia il tempo che trova, ne dissento
per ragioni politiche. Quella proposta mi appare infatti una scorciatoia
suicida proprio per la debolezza strutturale del centrosinistra, che è il
dato di partenza che condivido. Il rimedio mi suona grosso modo così:
poiché ho gambe molli e nessuna voglia di faticare per irrobustirmele,
salgo a cavallo di chi le ha più forti e camminerò anch’io
spedito. Ovviamente, dove mi porta lui. Certo, se non si hanno idee,
se una direzione vale l’altra, va benissimo anche così.
Capisco bene, infatti, che la cosa non ha nessuna importanza per chi
ambisce solamente a stare seduto, comunque e con chiunque. Da importanti
dirigenti politici nazionali, mi sarei aspettato invece una riflessione
ed una proposta in ordine a quel ritardo strutturale. Per esempio: c’entra
qualcosa, in questo voto, la percezione di indifferenza del governo Prodi
(di cui voi siete maggioranza in Parlamento) verso la Sicilia ed i siciliani?
C’entra qualcosa la confusione in quella Babele che è oggi
l’Unione? Ed ancora: io non ricordo che, negli anni recenti, i
deputati di cui sopra siano intervenuti con proposte o argomenti nel
merito dei problemi inerenti la vita dei cittadini. Dichiarazioni su
strategie, alleanze, aperture, maggioranze, minoranze, questo si, ma
alla gente che vota quanto interessa? A Caltagirone, pur sempre Sicilia,
il centrosinistra vince da anni perché ha saputo costruire, attraverso
istituzioni ed enti in grado di dare risposte ai cittadini ed una classe
dirigente attenta e capace, un rapporto proficuo e credibile con l’elettorato,
utilizzando bene le occasioni di governo che gli sono state date. (Le
prossime elezioni del Consiglio e del Presidente della Provincia di Siracusa
diranno se anche qui saranno stati utilizzati bene 10 anni di ininterrotto
governo). Insomma, non credo che ci sia altra risposta che quella di
riallacciare legami con la società siciliana attraverso una presenza
più diffusa dei partiti nella comunità (meno elitaria,
meno autoreferenziata) con risposte concrete alle domande concrete dei
cittadini. E credo, nonostante tutto, che il Partito Democratico serva
a questo. A patto di vigorosi cambi di direzione. le elezoni amministrative in sicilia |