la storia siamo noi

  di sara parisi  

 

“La storia siamo noi” recita una famosa canzone di Francesco De Gregori, siamo noi, gente comune, a decidere le sorti del mondo, “siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere” ad eleggere chi, tra i tanti candidati, sarà più degno di rappresentarci. Ma noi, giovani d’oggi, cosa sappiamo di politica? Giro e rigiro tra le mani una vecchia foto ingiallita del Presidente Pertini, “un grand’uomo” sento sempre dire quando si parla di lui…già, ma cosa fece di così grande? Le uniche immagini che affiorano alla mia mente sono quelle del 1982, anno in cui l’Italia vinse i Mondiali, quando scese dall’aereo insieme ai nostri calciatori alzando la coppa verso il cielo. Per il resto, cos’altro ha fatto? Quali strategie politiche ha seguito? È proprio questo il punto: noi, giovani d’oggi chiamati già a votare, non lo sappiamo! Siamo totalmente disinformati, abbiamo scarse conoscenze perfino a proposito del nostro assetto politico, ma ancor di più ignoriamo quello dei Paesi esteri. Eppure siamo tutti bravi quando viene il momento di giudicare l’arretratezza dei Paesi orientali, in molti dei quali sussistono ancora forme di governo disumane, come la tirannia. L’educazione civica, cioè l’insegnamento dei vari aspetti politici, economici e giuridici della vita associata è diventata una materia pressoché inesistente, addirittura ridicola è stata definita dall’ex ministro Berlinguer. Questo perché in Italia si spendono migliaia di miliardi per l’insegnamento di materie, anche secondarie, e non altrettanti, invece per l’insegnamento delle principali strutture politiche e giuridiche della vita democratica, come ha giustamente affermato il giornalista Merit. Inoltre, nel nostro Paese si continua ad affidare l’educazione civica non a degli esperti del settore, ma a professori di storia e di materie letterarie che la ignorano, non avendola neppure loro studiata a scuola. È forse questa una strategia utile al nostro governo, che trovando degli elettori disinformati può inculcare meglio le proprie idee o è più probabilmente una mancanza di attenzione da parte della nostra società, troppo impegnata a soddisfare la propria sete di egocentrismo per concentrarsi nella risoluzione di problemi veramente importanti? L’educazione civica non deve essere la “cenerentola” delle altre materie, rischiando di cadere nel banale e nel qualunquismo, ma deve servire a spronare i giovani a diventare grandi come soggetti individuali e sociali, capaci di ridare linfa alla democrazia partecipata. A proposito della formazione civile dell’alunno, data dalla scuola e dagli insegnanti, credo che una tappa fondamentale sia anche lo studio della storia, ormai ridotta soltanto alla conoscenza di date ed avvenimenti principali. Non si approfondisce più il pensiero del tempo, non si cercano di capire le circostanze e le motivazioni che hanno portato a determinate scelte ed alla formazione civile dell’uomo, è diventata ormai una materia noiosa ed invece dovrebbe darci nuovi stimoli per costruire il presente. Se Mazzini potesse leggere quello che c’è scritto su di lui negli attuali libri di storia, sicuramente rimarrebbe molto deluso: tante notti passate insonni per realizzare l’Unità d’Italia riassunte in poche pagine!
E che fine hanno fatto gli ideali, i sogni, le aspirazioni che lo hanno spinto a tutto questo?
Non hanno più importanza? Credo che la scuola dovrebbe lavorare proprio su questo, ma per riuscirci non basta far comprare pesantissimi libri a giovani disinformati, ma è necessario anche organizzare dei corsi di formazione per gli insegnanti, che avrebbero bisogno di maggiori certezze.
In questo modo, conoscendo meglio i vari sistemi politici, noi, che facciamo la storia, saremo in grado di creare un mondo migliore e di ricordare con gioia i risultati ottenuti in passato…e ti potrai così ritrovare in una stanza luminosa, accanto alla tua vecchia radio, mentre guardi le foto di un passato che non c’è più, ma che ricordi con gioia, ti riconoscerai molto più giovane in quel giornale che parla di te, delle tue lotte, delle tue conquiste, delle libertà ottenute e sarai veramente te stessa, in tutto il tuo essere vera e viva, riconoscendo, finalmente, le grandi azioni di quel vecchio Presidente Pertini che ti sorride ancora da quella foto ingiallita.

la politica vista dai giovani