la cronaca e 'la sicilia'

  di roberto de benedictis  

 

Con una legge votata da tutto il centrodestra all’ARS (Gianni, Confalone, Cappadona e Gennuso compresi) in Sicilia, a causa dell’enorme “buco” nella spesa sanitaria, pagheremo l’IRPEF e l’IRAP più care d’Italia: sarà piombo sulle ali di una regione che assomiglia sempre di più ad un’anatra zoppa. Un risultato talmente prevedibile, anzi largamente previsto per legge, che lo stesso Cuffaro ha cominciato un anno fa a sollevare la polemica contro il governo Prodi nel tentativo di attribuire al centrosinistra le conseguenze del disastro finanziario in cui la sanità siciliana è stata fatta precipitare da chi l’ha gestita, cioè esclusivamente dal suo governo regionale.
Fin dalla sua rielezione, Cuffaro ha imboccato infatti con chiarezza la sua nuova strategia di comunicazione: servile e lieto nei confronti di Berlusconi, un minuto dopo la sua sconfitta ha cominciato ad elencare i guasti della Sicilia tradita dal centrosinistra, addebitandoli a Prodi. Gli è complice, in questa meticolosa opera di disinformazione, La Sicilia di Mario Ciancio, nelle sue pagine regionali. Il caso in oggetto è uno dei tanti che si potrebbero portare ad esempio. Per la sua rilevanza, tuttavia, credo utile rappresentare le due verità: quella dei fatti e quella descritta da un articolo de La Sicilia del 22 aprile 2007, semplicemente riportato a fianco.
L’obbligo del controllo e del contenimento della spesa sanitaria in ciascuna Regione e il principio del “chi sfora paga”, fu statuito con il governo Berlusconi nell’accordo Stato-Regioni dell’8 agosto 2001. In esso si fissò un tetto alla spesa sanitaria per ciascuna regione e queste si impegnarono a “mantenere la stabilità della gestione, applicando misure di contenimento della spesa” che potranno riguardare anche “l’applicazione di un’addizionale IRPEF o altri strumenti fiscali previsti dalla normativa”. Quell’accordo è stato confermato e precisato in varie altre norme ed in tutte le finanziarie del governo Berlusconi, in particolare la legge 311/2004 e la legge 266/2005, che esplicitamente prevede che si applichino ”nella misura massima prevista dalla vigente normativa, l’addizionale all’IRPEF e le maggiorazioni dell’aliquota dell’IRAP”. La finanziaria 2007 del governo Prodi altro non fa che confermare questo meccanismo.
In Sicilia infatti, dove Stato e Regione coprono rispettivamente il 57,5% e il 42,5% del totale della spesa sanitaria, invece che una migliore gestione il governo Cuffaro ha sempre conseguito disavanzi record in un sistema fuori controllo: 380 milioni di euro nel 2002, 460 nel 2003, 720 nel 2004, 645 nel 2005 e 710 nel 2006. L’applicazione ai limiti massimi dell’addizionale regionale IRPEF (+1,4%) e dell’aliquota IRAP (5,25%) sono un’automatica conseguenza dell’obbligo di copertura del disavanzo 2006.
Tali misure costituiscono certamente un disastro ed una vergogna ma del tutto scorretto e fuorviante è attribuirne la responsabilità al governo Prodi dicendo che “la Regione aveva già chiuso i conti pregressi (…) ma è stata bocciata dal governo centrale”, scrivendo di “deficit della sanità conseguente alla scure del Ministero dell’Economia” o, ancora (fingendo di non sapere di che cosa si parla) raccontando che tutto questo è “determinato dalla maggiore compartecipazione al Fondo Nazionale imposto alla Regione dal governo centrale” per concludere invocando “una crociata siciliana per bloccare la scure del governo centrale”…!

alcune verità sulla questione della spesa sanitaria in sicilia