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Con una legge votata da tutto il
centrodestra all’ARS (Gianni, Confalone, Cappadona e Gennuso compresi)
in Sicilia, a causa dell’enorme “buco” nella spesa
sanitaria, pagheremo l’IRPEF e l’IRAP più care d’Italia:
sarà piombo sulle ali di una regione che assomiglia sempre di
più ad un’anatra zoppa. Un risultato talmente prevedibile,
anzi largamente previsto per legge, che lo stesso Cuffaro ha cominciato
un anno fa a sollevare la polemica contro il governo Prodi nel tentativo
di attribuire al centrosinistra le conseguenze del disastro finanziario
in cui la sanità siciliana è stata fatta precipitare da
chi l’ha gestita, cioè esclusivamente dal suo governo regionale.
Fin dalla sua rielezione, Cuffaro ha imboccato infatti con chiarezza la
sua nuova strategia di comunicazione: servile e lieto nei confronti di
Berlusconi, un minuto dopo la sua sconfitta ha cominciato ad elencare i
guasti della Sicilia tradita dal centrosinistra, addebitandoli a Prodi.
Gli è complice, in questa meticolosa opera di disinformazione, La
Sicilia di Mario Ciancio, nelle sue pagine regionali. Il caso in oggetto è uno
dei tanti che si potrebbero portare ad esempio. Per la sua rilevanza, tuttavia,
credo utile rappresentare le due verità: quella dei fatti e quella
descritta da un articolo de La Sicilia del 22 aprile 2007, semplicemente
riportato a fianco.
L’obbligo del controllo e del contenimento della spesa sanitaria
in ciascuna Regione e il principio del “chi sfora paga”, fu
statuito con il governo Berlusconi nell’accordo Stato-Regioni dell’8
agosto 2001. In esso si fissò un tetto alla spesa sanitaria per
ciascuna regione e queste si impegnarono a “mantenere la stabilità della
gestione, applicando misure di contenimento della spesa” che potranno
riguardare anche “l’applicazione di un’addizionale IRPEF
o altri strumenti fiscali previsti dalla normativa”. Quell’accordo è stato
confermato e precisato in varie altre norme ed in tutte le finanziarie
del governo Berlusconi, in particolare la legge 311/2004 e la legge 266/2005,
che esplicitamente prevede che si applichino ”nella misura massima
prevista dalla vigente normativa, l’addizionale all’IRPEF e
le maggiorazioni dell’aliquota dell’IRAP”. La finanziaria
2007 del governo Prodi altro non fa che confermare questo meccanismo.
In Sicilia infatti, dove Stato e Regione coprono rispettivamente il 57,5%
e il 42,5% del totale della spesa sanitaria, invece che una migliore gestione
il governo Cuffaro ha sempre conseguito disavanzi record in un sistema
fuori controllo: 380 milioni di euro nel 2002, 460 nel 2003, 720 nel 2004,
645 nel 2005 e 710 nel 2006. L’applicazione ai limiti massimi dell’addizionale
regionale IRPEF (+1,4%) e dell’aliquota IRAP (5,25%) sono un’automatica
conseguenza dell’obbligo di copertura del disavanzo 2006.
Tali misure costituiscono certamente un disastro ed una vergogna ma del
tutto scorretto e fuorviante è attribuirne la responsabilità al
governo Prodi dicendo che “la Regione aveva già chiuso i conti
pregressi (…) ma è stata bocciata dal governo centrale”,
scrivendo di “deficit della sanità conseguente alla scure
del Ministero dell’Economia” o, ancora (fingendo di non sapere
di che cosa si parla) raccontando che tutto questo è “determinato
dalla maggiore compartecipazione al Fondo Nazionale imposto alla Regione
dal governo centrale” per concludere invocando “una crociata
siciliana per bloccare la scure del governo centrale”…!
alcune
verità sulla questione della spesa sanitaria in sicilia |
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