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Avevo creduto di essere in un partito
di ispirazione socialista, e mi ritrovo in un partito moderatamente di
sinistra e solo a giorni alterni.
Sono e rimango ottusamente un socialista del XXI secolo.
Credo nella libertà e Nell’uguaglianza, nella pace e nell’educazione.
Credo nella politica, o a quel che rimane dopo aver assegnato le poltrone.
Credo nelle regole e nel loro doveroso rispetto.
Credo che “la politica debba rendere omaggio alla morale”.
Credo nella necessità del cambiamento, nell’assoluta condivisione
e rispetto delle Istituzioni.
Credo fortemente nelle possibilità delle nuove generazioni.
Il Pd punterà tutto sui giovani e le donne. A parte la banalità del
concetto in sé, perché le ultime elezioni politiche due giovani
validi quali il segretario regionale siciliano e il presidente nazionale
della Sg sono stati candidati in posti di assoluta ineleggibilità?
Ma ora, non è più il momento di recriminazione sulla costituzione
del partito democratico.
Oggi è tempo di cambiare strada.
Nella oramai certezza di questa deriva centrista, noi tutti, uomini e donne
autenticamente di sinistra abbiamo la responsabilità verso noi stessi
e le future generazioni di garantire in Italia l’esistenza di un
partito socialista europeo.
Sarà un nuovo progetto, difficile, impegnativo e pieno di insidie,
ma così entusiasmante da darci la forza di realizzarlo con tutte
le energie e passione di cui siamo capaci.
Credo occorra mettere in campo tutte quelle forze deluse, profondamente
deluse, da una politica che di sinistra ha ben poco. Sognavamo un partito
socialista che avviasse una serie di profonde riforme riguardo ad esempio
il lavoro. Modificare radicalmente la legge 30 era ed è una priorità per
le nuove generazioni. Sognavamo un partito che si opponesse con forza ed
intelligenza alle attuali ottuse politiche americane.
Sogniamo un grande soggetto socialista nel quale far confluire non solo
tutti i delusi ma, e soprattutto, tutti coloro che vogliono lavorare per
fare della sinistra una forza di governo.Una forza di governo che guardi
ai lavoratori piuttosto che a confindustria, una sinistra che lotti contro
le disuguaglianze, che faccia della “morale” la propria bandiera,
che applichi e cerchi di far applicare i Diritti Umani, considerando ogni
individuo una persona. Vorremmo un partito che, qui in Sicilia, delinei
profondamente e chiaramente la linea di demarcazione tra mafia e antimafia.
Non sono più tollerabili “zone grigie” nelle quali,
anche la politica, si insinua facilmente.
Occorre riformare il capitalismo italiano o meglio quel che ne resta. Capitalismo
senza capitali, che inficia grandi compagnie di bandiera come Alitalia,
Ferrovie dello Stato, Telecom. Riguardo Telecom ipotizzare un coinvolgimento
berlusconiano senza che la sinistra tutta insorga è inammissibile.
Occorre spiegarsi su grandi temi nazionali e regionali. Le trivellazioni
in val di Noto, i termovalorizzatori, l’ambiente in generale sono
priorità su cui essere chiari e precisi.
Questo vogliamo costruire, noi facinorosi, noi che ripudiamo la guerra
e che vorremmo un futuro per noi e la nostra generazione.
Questo sogniamo. Questo faremo.
la critica al progetto del partito democratico
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