a sinistra per il nostro futuro

  di vincenzo quadarella  

 

Avevo creduto di essere in un partito di ispirazione socialista, e mi ritrovo in un partito moderatamente di sinistra e solo a giorni alterni.
Sono e rimango ottusamente un socialista del XXI secolo.
Credo nella libertà e Nell’uguaglianza, nella pace e nell’educazione.
Credo nella politica, o a quel che rimane dopo aver assegnato le poltrone.
Credo nelle regole e nel loro doveroso rispetto.
Credo che “la politica debba rendere omaggio alla morale”.
Credo nella necessità del cambiamento, nell’assoluta condivisione e rispetto delle Istituzioni.
Credo fortemente nelle possibilità delle nuove generazioni.
Il Pd punterà tutto sui giovani e le donne. A parte la banalità del concetto in sé, perché le ultime elezioni politiche due giovani validi quali il segretario regionale siciliano e il presidente nazionale della Sg sono stati candidati in posti di assoluta ineleggibilità?
Ma ora, non è più il momento di recriminazione sulla costituzione del partito democratico.
Oggi è tempo di cambiare strada.
Nella oramai certezza di questa deriva centrista, noi tutti, uomini e donne autenticamente di sinistra abbiamo la responsabilità verso noi stessi e le future generazioni di garantire in Italia l’esistenza di un partito socialista europeo.
Sarà un nuovo progetto, difficile, impegnativo e pieno di insidie, ma così entusiasmante da darci la forza di realizzarlo con tutte le energie e passione di cui siamo capaci.
Credo occorra mettere in campo tutte quelle forze deluse, profondamente deluse, da una politica che di sinistra ha ben poco. Sognavamo un partito socialista che avviasse una serie di profonde riforme riguardo ad esempio il lavoro. Modificare radicalmente la legge 30 era ed è una priorità per le nuove generazioni. Sognavamo un partito che si opponesse con forza ed intelligenza alle attuali ottuse politiche americane.
Sogniamo un grande soggetto socialista nel quale far confluire non solo tutti i delusi ma, e soprattutto, tutti coloro che vogliono lavorare per fare della sinistra una forza di governo.Una forza di governo che guardi ai lavoratori piuttosto che a confindustria, una sinistra che lotti contro le disuguaglianze, che faccia della “morale” la propria bandiera, che applichi e cerchi di far applicare i Diritti Umani, considerando ogni individuo una persona. Vorremmo un partito che, qui in Sicilia, delinei profondamente e chiaramente la linea di demarcazione tra mafia e antimafia. Non sono più tollerabili “zone grigie” nelle quali, anche la politica, si insinua facilmente.
Occorre riformare il capitalismo italiano o meglio quel che ne resta. Capitalismo senza capitali, che inficia grandi compagnie di bandiera come Alitalia, Ferrovie dello Stato, Telecom. Riguardo Telecom ipotizzare un coinvolgimento berlusconiano senza che la sinistra tutta insorga è inammissibile.
Occorre spiegarsi su grandi temi nazionali e regionali. Le trivellazioni in val di Noto, i termovalorizzatori, l’ambiente in generale sono priorità su cui essere chiari e precisi.
Questo vogliamo costruire, noi facinorosi, noi che ripudiamo la guerra e che vorremmo un futuro per noi e la nostra generazione.
Questo sogniamo. Questo faremo.

la critica al progetto del partito democratico