ecosistema scuola 2007

  di michele accolla  

 

Prato è la città italiana con le scuole migliori dal punto di vista della sicurezza degli immobili e della qualità dei servizi offerti agli studenti. Raggiungono l’eccellenza anche Asti, Parma, Bergamo, Biella, Forlì, Livorno, Macerata e Siena. Un exploit dei Comuni del nord e del centro, tra i Comuni del sud, si piazza bene solo Vibo Valentia (15ma) .
Anche quest'anno la Sicilia conquista la maglia nera tre le regioni italiane.
Queste le classifiche stilate nel rapporto annuale di Legambiente sulla sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi.
Ecosistema Scuola è il rapporto annuale che Legambiente pubblica, ormai dal 2000, sulla base di una ricerca condotta sui 103 capoluoghi di provincia. Da tre anni la ricerca coinvolge anche le scuole superiori di 33 province.
Agibilità statica, prevenzione incendi, manutenzione, ma anche risparmio energetico, fonti rinnovabili, aree verdi, cibi biologici e raccolta differenziata dei rifiuti: sono alcuni degli aspetti di un’indagine dettagliata sulla qualità, la vivibilità e la sicurezza del patrimonio immobiliare delle scuole.
I dati sono raccolti attraverso autocertificazioni dei Comuni e delle Province coinvolte, con la somministrazione di un questionario o interviste telefoniche con gli assessorati competenti e vengono poi incrociati utilizzando coefficienti di importanza attribuiti alle singole categorie, determinando così dei punteggi sulla base dei quali sono stilate la diverse graduatorie.
Nella graduatoria del livello di qualità dell’edilizia scolastica negli 83 comuni capoluogo che hanno partecipato alla ricerca, bisogna scendere fino al 41° posto per trovare la prima delle città siciliane, Caltanissetta, le altre seguono, Siracusa al 61° posto, Trapani al 69°, Palermo al 72°, Enna al 77° e Catania al 79°.
Messina ha fornito dati incompleti, mentre Agrigento e Ragusa figurano nella lista dei comuni ‘bocciati’ per non aver fornito i dati richiesti.
Rispetto ai risultati del rapporto 2006, solo Siracusa segna un significativo progresso nella graduatoria passando dal 74° al 61° posto, mentre tutti gli altri comuni peggiorano la loro posizione, ad eccezione di Catania, stabile al 79° posto, in coda alla graduatoria.
Nella graduatoria delle buone pratiche, che mette in evidenza i servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche e l’avvio di pratiche ecocompatibili, Caltanissetta occupa la 50a posizione, Siracusa la 60a, Trapani la 69a, Palermo la 72a, Enna la 78a e Catania la 82a e penultima posizione.
Nella graduatoria del rischio, che mette in testa i comuni in cui il livello di attenzione sull’edilizia scolastica è più basso, Messina figura la 5° posto, Palermo al 19°, Enna al 29°, Trapani al 30°, Siracusa al 37°, Catania al 58° e Caltanissetta al 75° posto.
I parametri che sono stati presi in considerazione per definire il livello di qualità dell’edilizia scolastica, sono l’anagrafica e le informazioni generali sugli edifici, l’anno di realizzazione, la destinazione d’uso originaria, la presenza di spazi per le attività sportive e di aree verdi, la necessità di interventi di manutenzione, la presenza delle certificazioni previste dalle norme e gli elementi strutturali;
Per definire le buone pratiche, sono stati considerati i servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche e l’avvio di pratiche ecocompatibili, la disponibilità del servizio scuolabus, il finanziamento progetti educativi, l’introduzione di pasti biologici nelle mense scolastiche, la promozione della raccolta diffe-renziata dei rifiuti, ‘utilizzo di fonti d’illuminazione a basso consumo energetico e di fonti d’energia rinno-vabile o altre forme di risparmio energetico.
Per definire il livello di rischio, è stata presa in considerazione la presenza di fonti d’inquinamento interno (amianto, radon), la presenza di fonti d’inquinamento esterno (atmosferico, elettromagnetico, acustico, pericolo incendi ed esplosioni,…).
Riguardo le scuole superiori, quindi di competenza delle Amministrazioni Provinciali, alcuni dati, raffrontati a quelli della corrispondenza media nazionale, evidenziano il ritardo della nostra regione riguardo le strutture scolastiche.
In generale il patrimonio immobiliare delle scuole italiane è vecchio: il 54% degli edifici è stato costruito prima del 1974 (anno in cui la legge ha definito i criteri di edilizia antisismica), e in Sicilia la percentuale sale al 65%, dato particolarmente significativo in un territorio a forte rischio sismico.
Meno del 16% delle scuole siciliane è in possesso del certificato di prevenzione incendi.
Il rapporto di Legambiente va oltre la denuncia e lancia la proposta di un'"alleanza per il futuro".
Di fronte all’emergenza energetico – climatica, oggi al centro del dibattito mondiale, l’attenzione della gente e delle amministrazioni responsabili del territorio è ancora da conquistare e c’è bisogno di diffondere pratiche ed atteggiamenti virtuosi.
La scuola rappresenta, con i suoi oltre 42.000 edifici disseminati su tutto il territorio nazionale, il luogo in cui si incontrano l’emergenza energetica, le opportunità messe a disposizione dalle politiche governative e il cambiamento dei comportamenti concreti.
Legambiente propone perciò una “alleanza per il futuro” tra scuole, Amministrazioni Locali, Ministeri e Aziende del settore, basata su sette campi d’azione per fare un deciso passo avanti nella direzione della qualità, della sostenibilità e della sicurezza degli edifici scolastici:
1. Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
con l'installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda, di impianti fotovoltaici per la produzione di energia e acquisto, per il fabbisogno rimanente, di energia certificata proveniente da fonti pulite.
2. Efficienza energetica
utilizzando caldaie a condensazione o centrali di microgenerazione, valvole termostatiche sui termosifoni per regolare il riscaldamento, l'isolamento termico degli infissi, e la sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle fluorescenti compatte che danno un risparmio dell'80%.
3. Risparmio di risorse
attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti, l'uso di materiali riciclati per le attività scolastiche, dei riduttori di flusso ai rubinetti e lo scarico differenziato nei wc, e il recupero delle acque piovane.
4. Impianti e materiali
con l'uso di materiali isolanti termici e acustici, l'esclusione dei prodotti per l'edilizia contenenti sostanze nocive, l'attenzione alla salubrità dell'aria attraverso la realizzazione di tetti ventilati, vespai areati e drenaggi.
5. Sicurezza
con il rispetto degli adempimenti previsti dalle norme previste dalla legge 626, acquisizione della certificazione di agibilità statica e di quella igenico-sanitaria.
6. Salubrità e qualità ambientale
con la cura dell'arredamento degli interni con attenzione ai criteri della bioarchitettura, il monitoraggio della qualità dell'aria, l'eliminazione dell'amianto e la messa in sicurezza, la realizzazione o l'ampliamento delle aree verdi di pertinenza dell'edificio, la diffusione di cibi biologici, e lontananza da sorgenti d'inquinamento.
7. Organizzazione
con individuazione della figura dell'energy manager, l'organizzazione di reti di scuole per realizzare al meglio le azioni necessarie, il coinvolgimento di studenti e famiglie per diffondere comportamenti virtuosi dentro e fuori dalla scuola.

il rapporto annuale di legambiente sullo stato delle strutture scolastiche in italaia