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Prato è la città italiana
con le scuole migliori dal punto di vista della sicurezza degli immobili
e della qualità dei servizi offerti agli studenti. Raggiungono
l’eccellenza anche Asti, Parma, Bergamo, Biella, Forlì,
Livorno, Macerata e Siena. Un exploit dei Comuni del nord e del centro,
tra i Comuni del sud, si piazza bene solo Vibo Valentia (15ma) .
Anche quest'anno la Sicilia conquista la maglia nera tre le regioni italiane.
Queste le classifiche stilate nel rapporto annuale di Legambiente sulla
sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e
dei servizi.
Ecosistema Scuola è il rapporto annuale che Legambiente pubblica,
ormai dal 2000, sulla base di una ricerca condotta sui 103 capoluoghi di
provincia. Da tre anni la ricerca coinvolge anche le scuole superiori di
33 province.
Agibilità statica, prevenzione incendi, manutenzione, ma anche risparmio
energetico, fonti rinnovabili, aree verdi, cibi biologici e raccolta differenziata
dei rifiuti: sono alcuni degli aspetti di un’indagine dettagliata
sulla qualità, la vivibilità e la sicurezza del patrimonio
immobiliare delle scuole.
I dati sono raccolti attraverso autocertificazioni dei Comuni e delle Province
coinvolte, con la somministrazione di un questionario o interviste telefoniche
con gli assessorati competenti e vengono poi incrociati utilizzando coefficienti
di importanza attribuiti alle singole categorie, determinando così dei
punteggi sulla base dei quali sono stilate la diverse graduatorie.
Nella graduatoria del livello di qualità dell’edilizia scolastica
negli 83 comuni capoluogo che hanno partecipato alla ricerca, bisogna scendere
fino al 41° posto per trovare la prima delle città siciliane,
Caltanissetta, le altre seguono, Siracusa al 61° posto, Trapani al
69°, Palermo al 72°, Enna al 77° e Catania al 79°.
Messina ha fornito dati incompleti, mentre Agrigento e Ragusa figurano
nella lista dei comuni ‘bocciati’ per non aver fornito i dati
richiesti.
Rispetto ai risultati del rapporto 2006, solo Siracusa segna un significativo
progresso nella graduatoria passando dal 74° al 61° posto, mentre
tutti gli altri comuni peggiorano la loro posizione, ad eccezione di Catania,
stabile al 79° posto, in coda alla graduatoria.
Nella graduatoria delle buone pratiche, che mette in evidenza i servizi
messi a disposizione delle istituzioni scolastiche e l’avvio di pratiche
ecocompatibili, Caltanissetta occupa la 50a posizione, Siracusa la 60a,
Trapani la 69a, Palermo la 72a, Enna la 78a e Catania la 82a e penultima
posizione.
Nella graduatoria del rischio, che mette in testa i comuni in cui il livello
di attenzione sull’edilizia scolastica è più basso,
Messina figura la 5° posto, Palermo al 19°, Enna al 29°, Trapani
al 30°, Siracusa al 37°, Catania al 58° e Caltanissetta al
75° posto.
I parametri che sono stati presi in considerazione per definire il livello
di qualità dell’edilizia scolastica, sono l’anagrafica
e le informazioni generali sugli edifici, l’anno di realizzazione,
la destinazione d’uso originaria, la presenza di spazi per le attività sportive
e di aree verdi, la necessità di interventi di manutenzione, la
presenza delle certificazioni previste dalle norme e gli elementi strutturali;
Per definire le buone pratiche, sono stati considerati i servizi messi
a disposizione delle istituzioni scolastiche e l’avvio di pratiche
ecocompatibili, la disponibilità del servizio scuolabus, il finanziamento
progetti educativi, l’introduzione di pasti biologici nelle mense
scolastiche, la promozione della raccolta diffe-renziata dei rifiuti, ‘utilizzo
di fonti d’illuminazione a basso consumo energetico e di fonti d’energia
rinno-vabile o altre forme di risparmio energetico.
Per definire il livello di rischio, è stata presa in considerazione
la presenza di fonti d’inquinamento interno (amianto, radon), la
presenza di fonti d’inquinamento esterno (atmosferico, elettromagnetico,
acustico, pericolo incendi ed esplosioni,…).
Riguardo le scuole superiori, quindi di competenza delle Amministrazioni
Provinciali, alcuni dati, raffrontati a quelli della corrispondenza media
nazionale, evidenziano il ritardo della nostra regione riguardo le strutture
scolastiche.
In generale il patrimonio immobiliare delle scuole italiane è vecchio:
il 54% degli edifici è stato costruito prima del 1974 (anno in cui
la legge ha definito i criteri di edilizia antisismica), e in Sicilia la
percentuale sale al 65%, dato particolarmente significativo in un territorio
a forte rischio sismico.
Meno del 16% delle scuole siciliane è in possesso del certificato
di prevenzione incendi.
Il rapporto di Legambiente va oltre la denuncia e lancia la proposta di
un'"alleanza per il futuro".
Di fronte all’emergenza energetico – climatica, oggi al centro
del dibattito mondiale, l’attenzione della gente e delle amministrazioni
responsabili del territorio è ancora da conquistare e c’è bisogno
di diffondere pratiche ed atteggiamenti virtuosi.
La scuola rappresenta, con i suoi oltre 42.000 edifici disseminati su tutto
il territorio nazionale, il luogo in cui si incontrano l’emergenza
energetica, le opportunità messe a disposizione dalle politiche
governative e il cambiamento dei comportamenti concreti.
Legambiente propone perciò una “alleanza per il futuro” tra
scuole, Amministrazioni Locali, Ministeri e Aziende del settore, basata
su sette campi d’azione per fare un deciso passo avanti nella direzione
della qualità, della sostenibilità e della sicurezza degli
edifici scolastici:
1. Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
con l'installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua
calda, di impianti fotovoltaici per la produzione di energia e acquisto,
per il fabbisogno rimanente, di energia certificata proveniente da fonti
pulite.
2. Efficienza energetica
utilizzando caldaie a condensazione o centrali di microgenerazione, valvole
termostatiche sui termosifoni per regolare il riscaldamento, l'isolamento
termico degli infissi, e la sostituzione delle lampadine a incandescenza
con quelle fluorescenti compatte che danno un risparmio dell'80%.
3. Risparmio di risorse
attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti, l'uso di materiali riciclati
per le attività scolastiche, dei riduttori di flusso ai rubinetti
e lo scarico differenziato nei wc, e il recupero delle acque piovane.
4. Impianti e materiali
con l'uso di materiali isolanti termici e acustici, l'esclusione dei prodotti
per l'edilizia contenenti sostanze nocive, l'attenzione alla salubrità dell'aria
attraverso la realizzazione di tetti ventilati, vespai areati e drenaggi.
5. Sicurezza
con il rispetto degli adempimenti previsti dalle norme previste dalla legge
626, acquisizione della certificazione di agibilità statica e di
quella igenico-sanitaria.
6. Salubrità e qualità ambientale
con la cura dell'arredamento degli interni con attenzione ai criteri della
bioarchitettura, il monitoraggio della qualità dell'aria, l'eliminazione
dell'amianto e la messa in sicurezza, la realizzazione o l'ampliamento
delle aree verdi di pertinenza dell'edificio, la diffusione di cibi biologici,
e lontananza da sorgenti d'inquinamento.
7. Organizzazione
con individuazione della figura dell'energy manager, l'organizzazione di
reti di scuole per realizzare al meglio le azioni necessarie, il coinvolgimento
di studenti e famiglie per diffondere comportamenti virtuosi dentro e fuori
dalla scuola.
il
rapporto annuale di legambiente sullo stato delle strutture scolastiche
in italaia |
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