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Il Centro Antiviolenza Telefonodonna “La
Nereide”onlus, presieduto da Ethel Puzzo, che era presente insieme
a moltissime donne, ringrazia Silvana Ognissanti, Responsabile Dipartimento
Pari Opportunità Cgil, per la sua relazione rivolta a sensibilizzare
sempre più i problemi legati alle donne. Silvana Ognissanti in
occasione della giornata dell’8 Marzo, presso l’Istituto
Enrico Fermi, ci ha sapientemente ragguagliato sul tema “Come cambia
la vita delle donne”. Dalla Sua relazione si evince che:
<<“
Il Novecento è stato un secolo di grandissimi eventi e di mutamenti
tali, da risultare del tutto inimmaginabili già solo nel secolo
precedente.Due guerre, il fascismo, le grandi lotte operaie, l’abbandono
delle campagne e la nascita delle periferie operaie hanno trasformato l’Italia
in modo profondo. Ma il mutamento più grande si è verificato
nella vita delle donne.
Troviamo le donne povere ed analfabete di inizio secolo, ma anche quelle
cui è stato conferito il Premio Nobel (Grazia Deledda, nel 1926,
e Rita Levi Montalcini, nel 1986).Troviamo le donne che hanno fatto la
storia di questi cento anni nel mondo del lavoro, della cultura, della
politica, della scienza, dello spettacolo, dello sport, donne famose come:
Maria Montessori (che rivoluzionò il metodo tradizionale di insegnamento,
rifondandolo sul rispetto del bambino e sulla rinuncia ai metodi repressivi
e costrittivi, ed è anche la prima italiana laureatasi in Medicina
e Chirurgia), Sibilla Aleramo (scrittrice e pioniera del femminismo), Giulia
Occhini (la dama bianca), Franca Viola ( la coraggiosa ragazza di 18 anni
rapita e stuprata da un guappo, ma che rifiuta di sposarlo proprio per
non evitargli la condanna), Angela Casella ( la madre coraggio), Lina Merlin
(la parlamentare socialista licenziata dal suo impiego di insegnante per
non aver voluto giurare fedeltà al regime e ricordata inoltre per
la legge sulla chiusura delle case di tolleranza), Irene Camper (campionessa
di scherma), Nilde Iotti, Margherita Hack; ma anche tante donne senza nome,
emigranti, operaie, contadine, mondine. Le donne attraverso i loro cambiamenti
hanno contribuito a trasformare radicalmente la società e in particolare
il rapporto tra i sessi.La politica del fascismo nei confronti delle donne
vede la donna essenzialmente come forza riproduttiva e individua nella
sfera domestica il suo luogo «naturale». Lo scoppio della seconda
guerra mondiale vanifica l'attuazione delle leggi del 1938, tese a espellere
definitivamente le donne dal mercato del lavoro, poichè queste si
troveranno nuovamente a sostituire gli uomini occupati al fronte.Nel 1945
con la legge 23, si estende il voto alle donne, ponendo fine, così,
ad un'esclusione di lunga durata e rendendo alle italiane la piena cittadinanza
politica.Dal 1950 fino agli anni 70 e oltre, aumenta progressivamente il
tasso di scolarizzazione femminile con conseguenze notevoli per quanto
riguarda la diminuizione delle disparità tra i sessi. La politica
coinvolge donne di ogni età, donne che hanno stima di sé,
come singola e come donne in generale. Comincia a soffiare un vento che è alla
base, poi, del 68 e degli anni del femminismo.Lo slogan infatti, che sintetizza
lo spirito degli anni Settanta è: «Vogliamo il pane e le rose».
Uno slogan questo, che è soprattutto un nuovo modo di guardare alla
società: il pane, cioè la rivendicazione del diritto al lavoro
e di un salario equo nelle lotte dell'autunno caldo. sostenibile e alla
politica. Si rivendica, così, il coinvolgimento delle donne in politica.Il
passaggio dagli anni Sessanta ai Settanta è caratterizzato anche
dal massiccio ingresso delle donne nel terziario e nel pubblico impiego,
che cresce del 35%.E’ in questo contesto che viene introdotto per
la prima volta in Italia, (siamo ancora negli anni 70!) per merito di Laura
Balbo, parlamentare della sinistra e specializzata in Pari Opportunità.
Si sono raggiunti invero, numerosissimi e fondamentali traguardi per il
mondo femminile quali: la parità salariale, il divorzio, la tutela
della maternità, la legge sugli asili nido, sul diritto di famiglia,
sulla parità nel lavoro, la legge sull’aborto, sulle pari
opportunità, sulla violenza sessuale, la regolamentazione del lavoro
notturno durante la maternità, per arrivare infine alla legge sui
congedi parentali del 2000.Concludo con una riflessione e un confronto
con i tempi attuali: “All’inizio del secolo il destino delle
donne era il matrimonio e la maternità; oggi, invece le giovani
donne (e l’evoluzione dei costumi lo permette) preferiscono, e anche
possono, terminare gli studi e trovare un posto di lavoro prima di fare
un figlio.Cambiano i costumi, ma la vita delle donne è ancora difficile.”>>
una
iniziativa nella giornata dell'8 marzo |
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