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| di francesco ortisi | ||
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Ho una proposta semplice da lanciare.
E lo faccio dalle pagine del nostro giornale, perché è il
modo più diretto per raggiungere tutti quelli che da anni seguono
le attività di “Agire Solidale” e partecipano alle
nostre iniziative. E’ una piccola proposta che nasce da alcune
considerazioni cui farò cenno fra qualche riga, dopo aver detto
di che si tratta. L’idea è questa: sostenere il commercio
equo e solidale, impegnandosi personalmente ad acquistare per un anno
intero il caffè della nostra bottega del terzo mondo. E’ un
gesto semplice e concreto per favorire l’espansione di un modo
di produrre che incarna i principi ai quali s’ispira il nostro
impegno politico; è un gesto per sostenere concretamente e attivamente
la straordinaria esperienza della bottega del terzo mondo, che la cooperativa “Francisca
Martin” e il gruppo “Ad gentes” da circa quindici anni
portano avanti nella città di Siracusa. In Italia esistono oggi
circa 500 botteghe solidali; i prodotti del commercio equo e solidale
cominciano a trovare spazio anche negli scaffali della grande distribuzione;
il volume d’affari complessivo di questo settore è in costante
e progressiva espansione. Quella che solo 10 anni fa sembrava essere
l’iniziativa di pochi inguaribili utopisti rappresenta oggi una
concreta opportunità di lavoro e di sopravvivenza per decine di
migliaia di famiglie, per centinaia di cooperative che nei paesi poveri
del mondo trovano il sostegno in una rete di distribuzione e commercializzazione
diffusa sempre più in modo capillare. Anche il Parlamento italiano
si è accorto del fenomeno, per questo è in via di elaborazione
una proposta di legge che punta al riconoscimento di un marchio di garanzia
per i prodotti del commercio equo e solidale. Molta strada è stata
fatta. Ciascuno di noi può sostenere questo processo. La mia proposta è che “Agire
Solidale” lanci la campagna “Caffè solidale”,
per raddoppiare in un anno il fatturato-caffé della bottega di
Siracusa, promuovendone così l’attività. La campagna è rivolta
innanzitutto a noi, iscritti e simpatizzanti di “Agire Solidale”,
ma può poi tradursi in una serie di iniziative promozionali su
tutto il territorio provinciale. Vorrei anche dire, senza enfasi, che
abbiamo tutti il bisogno di ritrovare il gusto dei gesti semplici e concreti.
Troppo spesso lamentiamo la distanza che esiste tra il dire e il fare;
scontiamo tutti la difficoltà di dare concretezza ai valori in
cui crediamo; riportare al livello del vivere quotidiano l’orizzonte
delle scelte ideali è un modo per tentare di colmare questa distanza.
E’ una regola buona per tutte le occasioni possibili: riscoprire
il gusto per le azioni e per i gesti quotidiani, associando la consapevolezza
globale alla politica locale e al vissuto personale. L’impegno,
ad esempio, per una politica che punti al risparmio energetico non può essere
disgiunta dal riconoscere che il rispetto del protocollo di Kyoto passa
anche dalla lampadine di casa mia. Non è una politica minimalista; è una
politica a tutto campo, che non dimentica la dimensione individuale dell’agire,
che prepara i grandi cambiamenti affidandosi anche ai piccoli e quotidiani
gesti di testimonianza. una campagna per il consumo solidale |