|
|
Il 27 Gennaio 2007 presso la Provincia
regionale Siracusa si è svolto un incontro pubblico per presentare
ed esaminare i risultati di una ricerca sulla qualità della vita
familiare e professionale della donna che lavora, effettuata dal Dipartimento
Pari Opportunità della CGIL di Siracusa. Ha introdotto la relazione
Silvana Ognissanti – Responsabile Dipartimento Pari Opportunità.
Massiccia la partecipazione soprattutto di donne. Un caloroso ringraziamento
la Ognissanti l’ha rivolto alle partecipanti: Adriana Prazio del
Telefonodonna, Ethel Puzzo, Pinella Miano e Maria Grazia Ficara del comitato
Pari Opportunità della Provincia Regionale Siracusa, per aver
aderito all’invito.. Apprezzato l’intervento del Presidente
Bruno Marziano e dei relatori: Italo Tripi segretario Regionale CGIL,
Paolo Lentini (API) e Simona Falsaperla dell’Assindustria.
“Un dialogo tra Istituzioni, Associazioni datoriali e sindacato”,
perché si cerchi di trovare insieme le soluzioni alle problematiche che
sono emerse dalla ricerca. L’idea di effettuare un’indagine sulle
condizioni delle donne che lavorano, e ancora più specificatamente sulla
loro reale possibilità di conciliare lavoro e famiglia, nasce l’otto
Marzo del 2005 da alcune riflessioni avviate all’interno del Coordinamento
Donne della CGIL, un gruppo dirigente sensibile, preparato, aperto e sempre attento
nei confronti delle tematiche femminili. Una ricerca effettuata tramite un questionario,
dal titolo specifico “Tu donna che lavori” che con 53 domande mirate
(vertenti gli aspetti socio-demografici, quelli del lavoro e della condivisione,
della salute, dei diritti e delle tutele), ha permesso di entrare nel mondo vero
delle donne che lavorano e che fanno quotidianamente i conti con la famiglia,
i figli, una casa da gestire, i negozi, le scuole, gli sportelli, i trasporti.
Sono stati distribuiti 6000 questionari nel variegato mondo del lavoro. Un’impresa
durata più di un anno: Ne sono pervenuti 1104. L’intero lavoro di
ricerca, di lettura e di elaborazione dei dati è frutto di una stretta
collaborazione tra il dipartimento delle Pari Opportunità della CGIL rappresentato
da Silava Ognissanti e l’Ufficio delle Pari Opportunità della Provincia
Regionale il tutto avvalendosi del prezioso ausilio professionale della sociologa
Enza D’Antoni e di Lidia Bellia resp. Reg.le che ha fornito dati statistici.
Un lavoro di rete, quindi che ha unito esperienze diverse, ma con un unico obiettivo:
favorire attraverso le informazioni raccolte un cambiamento culturale concreto
e promuovere le pari opportunità. Il campione preso in considerazione è quindi
costituito da 1104 unità. Donne che lavorano nel pubblico, nel privato,
in forme precarie e a volte irregolari. In relazione all’età, il
campione si colloca tra i 36 e i 45 anni, seguito dalla fascia tra i 26 e i 35
e dai 46 ai 55. Per quanto riguarda il titolo di studio, il maggior numero di
donne risulta in possesso del diploma di scuola media superiore, seguito dalla
laurea e infine dalla licenza media inferiore.
Relativamente al settore economico, le lavoratrici intervistate risultano essere
concentrate soprattutto nei settori della Pubblica Amministrazione (Ministeri,
Enti Locali, Sanità, Istruzione, Servizi Sociali) e nel privato (in particolare
Commercio e Industria); un numero minore nel settore dei Trasporti, delle Telecomunicazioni,
dell’Agricoltura e del Credito.
Riguardo alla retribuzione mensile, i dati in possesso evidenziano che questa è prevalentemente
compresa tra i 500 e i 1500 euro: ed infatti il 37% del campione guadagna tra
i 500 e i 1000 euro, il 39% tra i 1000 e i 1500 euro. Abbiamo poi un (% al di
sotto dei 500 euro ed infine soltanto il 4% con oltre 1500 euro.
Sul rapporto donna – lavoro e sulle connessioni tra genere e lavoro molte
sono le richieste delle donne. Dall’indagine emerge una figura di donna
emancipata, che lavora non solo per integrare il reddito familiare, ma anche
per la propria gratificazione professionale.
Forte è la richiesta di misura di sostegno, quali: servizi sociali e sanitari
efficienti, trasporti e servizi pubblici adeguati, scuole e nidi a tempo pieno,
politiche per l’infanzia, per gli anziani, per i disabili; ma anche part-time
e flessibilità.
Oggi, è necessario ridare attualità e operatività alle Isituzioni
di Parità e agli organismi di Pari Opportunità e a tale proposito
diventa determinante però, che le politiche di genere vengano inserite
nella programmazione dell’ente locale, e quindi in tutte le politiche del
territorio. Pari opportunità da un lato. E politiche di genere dall’altro,
possono aiutare non solo ad individuare e a prendere coscienza delle reali problematiche
inerenti le donne tutte nella nostra società, ma anche a trovare concretamente
risposte e soluzioni adeguate.
E’ stato ricordato infine il Piano degli orari della città” avviato
nel 2000 dall’Amministrazione Comunale di Siracusa, proprio al fine di
rendere più compatibili gli orari di lavoro con quelli delle scuole, degli
asili, degli sportelli, dei negozi, dei trasporti, dei servizi pubblici in generale.
Chiediamo al Sindaco di Siracusa che il Piano “Tempi e Orari della città” venga
ripreso e realizzato.
Obiettivo di questo incontro è quello di costruire Un patto tra Istituzioni,
parti sociali, sindacato, donne e uomini.
Il 2007 è stato proclamato “Anno Europeo dei Diritti e Pari Opportunità”-
unico obiettivo: favorire un cambiamento culturale concreto e migliorare le condizioni
delle donne in tutti gli aspetti.
un
dialogo tra istituzioni, imprese e sindacato |
|