segnavia

  di salvo baccio  

 

In una bella traduzione di Simon Leys (Adelphi) torno a gustare “I detti di Confucio”.
Nella Cina Feudale e trurbolenta di 2500 fa Confucio non fu confuciano come Marx non fu marxista e Cristo non fu mai forse ortodossamente cristiano.
Lungi dall’essere un maestro di ritualismo politico come si è erroneamente interpretato per secoli, Confucio amava l’apprendere ancor più che l’insegnare.
Dotato di grande discernimento politico non ricevette in vita che incarichi amministrativi di second’ordine.
Un suo detto: "Mettetemi insieme a due persone a caso, avranno certamente qualcosa da insegnarmi".
Le loro qualità mi faranno da modello e i loro difetti mi saranno di ammonimento.
Spirito laico non rinunciò a inchinarsi ai principi trascendenti dei voleri del Cielo, facendosi così anticipatore di quella fede e autodisciplina senza dogmi che è il taoismo.
Saltiamo quantisticamente ai giorni nostri per salutare il recente libro del noto giornalista Corrado Cartia “Vermexio Racconta”.
Si tratta di una puntuale e documentata cronaca politica della vita e dei personaggi della amministrazione siracusana dalla nascita della repubblica ai giorni nostri.
Nella presentazione, l’amico storico Salvo Adorno ne parla come di un apassionato amarcord siracusano.
Dal canto mio, avendo collaborato professionalmente tempo fa con Dino Cartia, posso testimoniare della sua passione civile per la città ed il suo partecipe contributo a iniziative di concreta e viva continuità con la memoria di due concittadini illustri come Elio Vittoriani e Salvo Randone.

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