per il partito democratico, le ragioni di una scelta

     

 

Tra poche settimane si avvierà, a partire dalle unità di base, la sessione congressuale dei DS che dovrà decidere sulla nascita del Partito Democratico.

Anche se il dibattito non accende le passioni, come ci saremmo augurati in un passaggio politico così importante e delicato, siamo coscienti delle difficoltà e della necessità di superare e stemperare le tensioni e i disagi che il confronto ha fin qui generato.

Riconosciamo le insufficienze emerse in questi anni, ai vari livelli, nella gestione del nostro partito, dove non sempre si è saputo corrispondere all’esigenza di apertura e coinvolgimento del mondo dell’associazionismo e della società civile nel processo di avvicinamento al Partito Democratico, con il rischio che la sua nascita possa essere esclusivamente e fortemente caratterizzata dall’incontro dei ceti politici dei due principali partiti, i DS e la Margherita, piuttosto che dalle diverse culture politiche della sinistra.

Condividiamo pertanto molte delle preoccupazioni e delle osservazioni mosse al percorso con cui si sta giungendo all’avvio del processo costitutivo del Partito Democratico ma lo facciamo rivendicando il ruolo e l’impegno con cui in questi anni, dall’interno dei DS, abbiamo cercato di espandere il senso di questo percorso nella direzione dell’originario progetto ulivista.

Le nostre storie personali e politiche, le esperienze nel mondo associativo che caratterizzano l’impegno di molti di noi, ci rendono convinti oggi della necessità di costruire non soltanto un nuovo soggetto, bensì una cultura politica che incroci le nuove sensibilità, i nuovi attori della società, che interpreti le nuove realtà per costruire, da sinistra, risposte adeguate alle esigenze della modernità, anche attraverso nuove forme organizzative.

Oggi esistono, su alcuni temi in particolare, importanti differenze tra quanti intendono costituire il PD ma riteniamo che proprio queste richiedano uno spazio condiviso per l’elaborazione di soluzioni di sintesi, laddove possibile. Pensiamo cioè che alle esigenze di una società complessa come la nostra possa darsi migliore rappresentazione all’interno di un contenitore comune che ne valorizzi anche la complessità e la elabori tentando di rispondervi non, come è oggi, mediante la contrapposizione tra pensieri differenti in un quadro politico frammentato e vincolato da visioni e formazioni politiche fortemente identitarie.

Siamo inoltre convinti che gli ideali del Socialismo non siano e non debbano considerarsi tramontati, bensì declinati in modo nuovo rispetto alle odierne esigenze della società.
È con tali premesse che, anche chi fra di noi ha militato per anni nell’area della sinistra del partito, non rinnega quei valori e quell’esperienza ma coglie le attese degli elettori del centrosinistra che chiedono una modernizzazione, oltre che una semplificazione, dell’attuale quadro politico ed una possibilità in più di parteciparvi dentro un partito veramente nuovo.

Per queste ragioni, posti davanti al nodo che il congresso è chiamato a sciogliere e le opzioni che si confronteranno, interrogati fra il far nascere il PD o il contrastarlo, davanti al rischio che il PD possa effettivamente generarsi come la chiusa sommatoria di ceti dirigenti e proprio in virtù della nostra esperienza di apertura politica verso la società tutta, riteniamo nostro dovere assumerci la responsabilità di partecipare al processo costitutivo del PD, anche per sostenervi quei valori e quel metodo che consideriamo irrinunciabili.

Ed in particolare, affinché nel Partito Democratico:

- il lavoro sia al centro dell’impegno politico, per valorizzare tutti i lavori, vecchi e nuovi, per tutelare le condizioni in cui operano i lavoratori e la loro dignità. E soprattutto per dare lavoro a chi oggi, non avendolo, rischia di non essere ascoltato né rappresentato;

- sia difesa la laicità dello Stato, senza dogmatismi di alcun genere, tutelando la libertà delle persone, intesa come responsabilità piuttosto che come mera esaltazione della cultura individualistica;

- l’esercizio della politica venga allargato secondo il principio della condivisione nelle scelte, anche sperimentando nuove possibilità del rapporto tra partecipazione e decisione;

- si dia spazio al contributo di tutti soggetti della partecipazione politica di cui è ricca la società, anche nel nostro territorio, aprendosi alle componenti non organicamente presenti nelle organizzazioni partitiche;

- sia dato riconoscimento e ruolo alle giovani generazioni, a cominciare dalle realtà locali e provinciali, contro ogni autoconservazione ed autoreferenzialità dei ceti dirigenti;

- sia affermata e consolidata a regola la pratica delle elezioni primarie nella scelta dei candidati a sindaco e presidente delle province e per le competizioni di tipo maggioritario e di coalizione.

Infine, manifestiamo un profondo rispetto ai tanti compagni che in questo momento ritengono di dover fare scelte diverse dalle nostre ed ai quali ci lega la condivisione di un lungo impegno comune, certi che continuano ad unirci quei valori e quella tensione civile che ancora ci vedranno combattere insieme per una società più giusta e solidale.

1. Roberto De Benedictis
2. Gaetano Sgarlata
3. Domenico Richiusa
4. Salvatore Adorno
5. Armando Rossitto
6. Michele Accolla
7. Augusto Aliffi
8. Sebastiano Aliotta
9. Ettore Ambrogio
10. Armando Anzaldo
11. Angelo Amara
12. Arianna Ambrogio
13. Nino Attardo
14. Alessandro Boscarino
15. Francesco Branciamore
16. Fabrizio Brignone
17. Carmelo Carpinteri
18. Ignazio Caruso
19. Salvatore Chiaramida
20. Francesco Circhetta
21. Diana Cortese
22. Francesco Di Lorenzo
23. Sebastiano Di Maria
24. Roberto Fai
25. Simona Falsaperla
26. Davide Faraci
27. Fabio Fazzina
28. Antonello Ferrara
29. Antonio Ferrarini
30. Riccardo Gionfriddo
31. Maria Rosa Iovino
32. Giuseppe Lantieri
33. Walter Lutri
34. Giuseppe Marziano
35. Carmelo Melita
36. Carmela Modica
37. Francesco Ortisi
38. Maria Gloria Rametta
39. Giuseppe Rosano
40. Claudio Torneo

il documento di adesione al progetto del partito democratico in previsone del congresso ds di siracusa