il porto turistico di siracusa

  di domenico richiusa  

 

Come avrete appreso dagli organi di stampa che hanno dato ampio risalto alla notizia, lo scorso 18 Gennaio il Consiglio Comunale di Siracusa ha ratificato l’accordo di programma che permetterà la realizzazione del Porto turistico di Siracusa e di tutto ciò che è stato previsto a contorno e cioè di una grossa struttura alberghiera a cinque stelle e di tutta una serie di opere infrastrutturali di contorno.
Nell’esaminare il carteggio relativo alla proposta di cui in oggetto la mia attenzione si è soffermata in particolare sui pareri della Soprintendenza e sulla Valutazione di Impatto Ambientale perchè questi due punti ritengo che, vista l’opera da realizzarsi in un luogo carico di storia,fascino,importanza come è il Porto Grande di Siracusa sarebbero dovuti essere fondamentali.
A tal proposito non mi spiego per nulla il motivo per cui la V.I.A. ha riguardato solo una porzione del Porto Grande e cioè quella interessata alla realizzazione del Porto Turistico e una valutazione non sia stata fatta sull’impatto che tale opera avrà su tutto l’ambiente del Porto, ed invece solo alcune semplici, banali e ovvie considerazioni del Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente. Ed ecco una seconda grave imperfezione e cioè: perché a firmare la V.I.A. è il Dirigente Generale e non il Dirigente Responsabile di Settore? Una sentenza del Consiglio di Stato (la n. 5590 del 23/10/01) sancisce quanto sopra affermo e mi conforta nel ribadire che tutto il procedimento risulta essere stato gestito con grave superficialità e leggerezza.
Si notano infatti anche delle strane coincidenze, come quella che nella 13° conferenza dei servizi, svoltasi il 20/09/06 porta i presenti a constatare come non sia stata ancora ottenuta la V.I.A. e facendo appello al buon senso della Regione Sicilia si rinvia la firma dell’accordo di programma, al 20/12/2006 e sapete quando arriva la V.I.A.? Proprio il 20 Dicembre permettendo la firma dell’accordo!.
E’ giusto poi ricordare che non sono state rispettate per nulla quelle raccomandazioni che l’ex soprintendente Dottor Voza disse qualche anno addietro: “Il bacino del Porto Grande di Siracusa risulta essere l’unico ad essere integralmente vincolato per la sua valenza storica e morfologica; questo spiega la necessità di prevedere, a monte di ogni progetto, un accurato sondaggio (cose queste che avverranno?) , peraltro già discusso con l’Ass.re Granata (ai tempi Ass.re Regionale), da effettuare sui fondali al fine di consentire l’individuazione e il successivo recupero di reperti archeologici”.
Si sono svolte ben 13 conferenze dei servizi e in nessuna di queste il Sindaco, che ha svolto il ruolo di Presidente in ognuna delle sedute, ha sentito il bisogno di coinvolgere la città in questa discussione ben pensando che fosse un fatto privato, da gestire quasi in proprio per poi giungere alla discussione della seduta del 18 Gennaio dove operando un vero e proprio terrorismo psicologico si dice di votare a tutti i costi pena la non realizzazione del tanto agognato porto turistico. Si poteva e si doveva cercare un coinvolgimento maggiore della città e ciò non si è fatto per cui restano sul campo alcune domande forti e fondamentali: Quali saranno i vantaggi per la città? Stiamo cedendo un pezzo della nostra terra, del nostro mare e della nostra storia (con 30.000 metri quadrati di interramento) ottenendo in cambio che cosa? Si sarebbero potute e dovute contrattare in maniera ferma e decisa opere di riqualificazione di tutta una zona (quella a monte degli insediamenti alberghieri che sorgeranno).
Non avremo più la famosa passeggiata tanto sognata da tutti noi, che sarebbe dovuta partire dalla Marina per giungere sino alla foce del Ciane, rischiamo seriamente di mettere in ginocchio la marineria siracusana che anche con le modifiche proposte non avrà vita facile per tutta una serie di motivi legati ai fondali e alle correnti marine che verranno irrimediabilmente modificate così come accaduto in altri porti che hanno avuto esperienze simili e che evidentemente non hanno rappresentato dei casi per noi. Nessuno ha mai sentito il dovere di convocare i diretti interessati e cioè i nostri pescatori che avrebbero spiegato, da attenti conoscitori di ogni metro quadro del nostro porto, che nemmeno la modifica proposta nell’emendamento garantisce loro un roseo futuro e la loro sensazione che è anche la mia è che ieri non si sia scritta una bella pagina per il futuro della nostra marineria.
Tutto quanto sopra detto non deve comunque portare ad equivocare il mio pensiero che è assolutamente favorevole alla realizzazione di un Porto Turistico che ritengo assolutamente necessario per la nostra città, e a tutte quelle virtuose forme di collaborazione fra pubblico e privato, virtuosismi che non riesco a cogliere in questo progetto che non ho ritenuto condivisibile e che per questo non ho votato favorevolmente.

quali saranno i reali vantaggi per la città?