la cultura ... della cumacca

  di gino bonatesta  

 

Non conosco personalmente Alessio Di Modica, ho in parte seguito il suo percorso artistico e socio-culturale da qualche sporadico articolo apparso sui quotidiani locali, da notizie Internet e da alcuni commenti di mio figlio che, lo conosce personalmente e ha avuto modo di scambiare con lui qualche idea.
Alessio è il classico “figlio” della ns. terra che, con coraggio, passione, costanza, sacrificio e qualche incomprensione iniziale è riuscito a creare, nel nostro difficile territorio ma non solo, un fermento artistico e culturale che spazia dal teatro, scritto e recitato, alla regia, alla poesia, fino alle ultime esperienze in Nepal con occhio sempre attento ai tanti problemi socio umanitari che caratterizzano la Società italiana in generale e quella nostrana in particolare. In tanti suoi progetti è riuscito a coinvolgere centinaia di giovani, i suoi “laboratori” hanno interessato molte scuole in diverse province ma, come ebbe a dire “Uno” che poi finì sulla croce “nemo profeta…..” difatti ad oggi, l’unica attestazione di stima che ho letto sulla stampa viene dalla “leghista” Bergamo e il suo ultimo libro di poesie è stato presentato a Bari.
Stiamo attenti, lo scoramento e il risentimento di Alessio non è tanto dovuto al rifiuto della “sua persona” quanto piuttosto al disprezzo di quello che la sua esperienza, sicuramente vissuta anche a costo di sacrifici personali, poteva “insegnare” a quei ragazzi che lo avevano invitato. Non voglio entrare nel merito delle scelte del consiglio di istituto di quel liceo perché ritengo non valerne la pena e perché non ne conosco le motivazioni (le posso intuire) però a quei ragazzi che hanno avanzato quella richiesta voglio dire, a volte si sciopera per un rubinetto che gocciola altre non se ne conosce neanche il motivo, la censoria presa di posizione del vs. C.d.I., per qualsiasi motivo è stata assunta, meriterebbe certamente una risposta adeguata.
Condivido l’analisi di Alessio circa i comportamenti giovanili, determinati in parte da quelli dei genitori, da una certa “cultura” mediatica basata sul vuoto cosmico di qualsiasi valore e dalla pochezza della politica che non riesce a coinvolgere i ragazzi in occasioni di crescita della coscienza collettiva e dell’autocoscienza. (argomento già trattato in modo diverso ma con identici obiettivi sul n. 37 di I.S.)
E, cosa fanno le Istituzioni locali? (regione, provincia e comune) Le varie commissioni “arte e cultura” sponsorizzano (pardon si dice patrocinano) pseudo artisti e associazioni culturali (non sempre) che però si presentano con alle spalle il politico di turno e, non c’è differenza fra destra e sinistra, lo scambio è trasversale e si compensano vicendevolmente. Se invece si presenta un ragazzo qualsiasi con progetti interessanti, esperienze vissute e riconoscimenti anche a livello nazionale tutte le scuse sono buone per chiedere le porte salvo poi aprire portoni e cordoni delle borse quando “scende” qualche produzione, da Roma in su, magari segnalata dal deputato Tizio, dal senatore Caio o dal sottosegretario Sempronio. Ma quando devono crescere i nostri ragazzi che, se potessero confrontarsi ad “armi pari”, (strutture, occasioni, services, finanziamenti ecc.) non sarebbero secondi ad altri?
Per fortuna Alessio non tutto è negativo esiste, anche se minoritario, un certo fermento giovanile che tende a recuperare valori che, noi genitori, forse con troppa faciloneria e malintesa “crescita sociale” avevamo abbandonato. E’ importante accudire quel fermento, proteggere e alimentare quel fuocherello in modo che diventi fiamma (per par condicio con “manifesto”) e, persone come te ed altri, possono continuare a dare il loro contributo nella speranza che anche la politica, quella locale con la “P” maiuscola in particolare, riesca a scrollarsi di dosso stereotipi stantii che cominciano ad emanare tanfi sospetti. Ciao e buon lavoro!

una risposta alla lettera aperta di alessio di modica pubblicata nello scorso numero