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Non conosco personalmente Alessio
Di Modica, ho in parte seguito il suo percorso artistico e socio-culturale
da qualche sporadico articolo apparso sui quotidiani locali, da notizie
Internet e da alcuni commenti di mio figlio che, lo conosce personalmente
e ha avuto modo di scambiare con lui qualche idea.
Alessio è il classico “figlio” della ns. terra che,
con coraggio, passione, costanza, sacrificio e qualche incomprensione iniziale è riuscito
a creare, nel nostro difficile territorio ma non solo, un fermento artistico
e culturale che spazia dal teatro, scritto e recitato, alla regia, alla
poesia, fino alle ultime esperienze in Nepal con occhio sempre attento
ai tanti problemi socio umanitari che caratterizzano la Società italiana
in generale e quella nostrana in particolare. In tanti suoi progetti è riuscito
a coinvolgere centinaia di giovani, i suoi “laboratori” hanno
interessato molte scuole in diverse province ma, come ebbe a dire “Uno” che
poi finì sulla croce “nemo profeta…..” difatti
ad oggi, l’unica attestazione di stima che ho letto sulla stampa
viene dalla “leghista” Bergamo e il suo ultimo libro di poesie è stato
presentato a Bari.
Stiamo attenti, lo scoramento e il risentimento di Alessio non è tanto
dovuto al rifiuto della “sua persona” quanto piuttosto al disprezzo
di quello che la sua esperienza, sicuramente vissuta anche a costo di sacrifici
personali, poteva “insegnare” a quei ragazzi che lo avevano
invitato. Non voglio entrare nel merito delle scelte del consiglio di istituto
di quel liceo perché ritengo non valerne la pena e perché non
ne conosco le motivazioni (le posso intuire) però a quei ragazzi
che hanno avanzato quella richiesta voglio dire, a volte si sciopera per
un rubinetto che gocciola altre non se ne conosce neanche il motivo, la
censoria presa di posizione del vs. C.d.I., per qualsiasi motivo è stata
assunta, meriterebbe certamente una risposta adeguata.
Condivido l’analisi di Alessio circa i comportamenti giovanili, determinati
in parte da quelli dei genitori, da una certa “cultura” mediatica
basata sul vuoto cosmico di qualsiasi valore e dalla pochezza della politica
che non riesce a coinvolgere i ragazzi in occasioni di crescita della coscienza
collettiva e dell’autocoscienza. (argomento già trattato in
modo diverso ma con identici obiettivi sul n. 37 di I.S.)
E, cosa fanno le Istituzioni locali? (regione, provincia e comune) Le varie
commissioni “arte e cultura” sponsorizzano (pardon si dice
patrocinano) pseudo artisti e associazioni culturali (non sempre) che però si
presentano con alle spalle il politico di turno e, non c’è differenza
fra destra e sinistra, lo scambio è trasversale e si compensano
vicendevolmente. Se invece si presenta un ragazzo qualsiasi con progetti
interessanti, esperienze vissute e riconoscimenti anche a livello nazionale
tutte le scuse sono buone per chiedere le porte salvo poi aprire portoni
e cordoni delle borse quando “scende” qualche produzione, da
Roma in su, magari segnalata dal deputato Tizio, dal senatore Caio o dal
sottosegretario Sempronio. Ma quando devono crescere i nostri ragazzi che,
se potessero confrontarsi ad “armi pari”, (strutture, occasioni,
services, finanziamenti ecc.) non sarebbero secondi ad altri?
Per fortuna Alessio non tutto è negativo esiste, anche se minoritario,
un certo fermento giovanile che tende a recuperare valori che, noi genitori,
forse con troppa faciloneria e malintesa “crescita sociale” avevamo
abbandonato. E’ importante accudire quel fermento, proteggere e alimentare
quel fuocherello in modo che diventi fiamma (per par condicio con “manifesto”)
e, persone come te ed altri, possono continuare a dare il loro contributo
nella speranza che anche la politica, quella locale con la “P” maiuscola
in particolare, riesca a scrollarsi di dosso stereotipi stantii che cominciano
ad emanare tanfi sospetti. Ciao e buon lavoro!
una
risposta alla lettera aperta di alessio di modica pubblicata nello
scorso numero |
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