giro di boa

  di tati sgarlata  

 

Sono giunto a metà della mia esperienza di Assessore Provinciale alla Edilizia Scolastica ed alla Pubblica Istruzione (non scrivo più all’Università perché è avvenuto quello che vi avevo preannunciato, cioè che la delega all’Università era solo sulla carta) e, se non avvengono eventi straordinari, mi restano altri 18 mesi di lavoro.
Non vi parlerò delle attività che cerco di portare avanti, sia perché la stampa locale ne da informazione periodicamente, sia perché questo sarà l’oggetto dell’incontro con gli elettori che terrò ai primi di febbraio, sia perché mi secca.
Ho piacere invece di comunicarvi quello che sta rappresentando per me questa esperienza e le prospettive che sento maturare dentro di me.
Rifarei questa esperienza, anche se è stata, e lo è ancora in alcuni momenti, molto faticosa, non tanto per il tempo che dedico a ciò, ho lavorato sempre molto anche ricoprendo incarichi apparentemente meno importanti, ma per la consapevolezza che ho di non riuscire a seguire tutte le cose che dovrei con la dovuta puntigliosità e questo mi fa soffrire, mi da preoccupazione…ma non mi ricandiderei per fare il consigliere o l’assessore, ed ora vi spiego perché.
Innanzitutto vi voglio elencare alcune considerazioni e riflessioni.
1) L’esperienza di Assessore la sto vivendo in sostanziale solitudine, non sono stato capace di coinvolgere nessuno del Movimento o del Partito in questa avventura. Gli unici con i quali ho interazioni sono compagni che presentano progetti frutto di loro lavori personali più che politici. Mi sembra in questo senso un’esperienza in parte sprecata.
2) L’Amministrazione attiva è schiava del Consiglio che nella realtà ha scarsi compiti ma che mantiene il potere enorme di potere sfiduciare il Presidente. La legge è in questo incoerente perché dovrebbe ridare al corpo elettorale la possibilità della sfiducia con il Referendum Popolare come era nella prima versione della Legge del 1994 sulla elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti della Provincia. L’alternativa sarebbe un reale e continuo coinvolgimento dei consiglieri di maggioranza nell’attività dell’Amministrazione, ma questo nella nostra esperienza non avviene e quando si tenta i risultati non sono dei migliori. Il rapporto si gioca esclusivamente sulla visibilità che il singolo Consigliere riesce ad avere e non sulla capacità di ogni Consigliere di valorizzare tutta l’azione complessiva dell’Amministrazione che diventerebbe in questo senso anche merito suo e quindi motivo di visibilità.
3) In generale non si respira un’aria di innovazione, di rinnovamento, di confronto e di tensione per la realizzazione del progetto comune. L’attività si svolge nel quotidiano nel rapporto basilare dell’Assessore con i singoli dirigenti e poi in maniera frenetica e spesso incontrollabile nei momenti fondamentali dell’approvazione del Bilancio di previsione e dell’assestamento. Le difficoltà economiche ed i tagli dei governi centrali nazionale e regionale hanno acuito tale affanno, ma io parlo di un lavoro di squadra e di un progetto comune che stenta a diventare partecipativo realmente a prescindere dai tagli.
4) La struttura amministrativa si fonda su pochi punti forti costituiti dai dirigenti e da un gruppo di funzionari preparati e valorizzati, per il resto, anche se l’amministrazione ha cercato di assicurare sempre tutti i diritti contrattuali del personale al più alto livello possibile, si è creata, da una parte una sacca di malcontento da parte di chi non ha ricevuto i riconoscimenti attesi e lamenta la mancanza di criteri oggettivi per la definizione delle funzioni, dall’altra parte un numero significativo di personale precario che l’amministrazione giustamente sta progressivamente stabilizzando senza però una contemporanea formazione e valorizzazione.
5) I partiti sono i grandi assenti del quadro politico ed amministrativo, l’unico argomento che pare interessare le lunghe riunioni del centro-sinistra riguarda il valzer delle poltrone. L’opposizione di centro-destra non esiste, saltuariamente tuona solo in vista di qualche piccolo riconoscimento. Senza la linfa attiva dei partiti l’Amministrazione rischia di diventare un’Azienda e la Giunta un Consiglio di Amministrazione che deve dare conto ai propri azionisti solo in termini di vantaggi per la propria parte.
Questa è la mia, quindi soggettiva, analisi, cruda ma reale, mi piacerebbe confrontarmi su tutto ciò, ma non penso che nel centro-sinistra ci sia questo desiderio. Fare la diagnosi ed individuare la terapia non sarebbe indolore perché sarebbe necessario riuscire ad assumersi ognuno le proprie responsabilità, cosa inimmaginabile in Politica, ma in generale operazione difficile per l’Uomo.
Per quanto riguarda la mia situazione più personale, sto vivendo questa esperienza senza potermi immergere totalmente in tutto quello che riguarda la Politica e la vita amministrativa perché continuo a fare lo Psichiatra, ho accettato di fare questa esperienza monca solo a patto di potere continuare a svolgere il mio lavoro, la mia passione. Ovviamente questo mi permette di fare le diagnosi ma di dare uno scarso contributo per le terapie, terapie che necessiterebbero di molto più tempo e impegno in dialogo e ricerca di soluzioni con la parte sana e volenterosa di tanti nel centro-sinistra, parte che resiste ma che rischia di restare isolata, frustrata, impotente…ed infine magari omologata.
Allora quale soluzione?
La soluzione si gioca su due livelli:
A) Il lavoro di gruppo e la valorizzazione di tutte le risorse migliori che ci sono nel Movimento, nei DS e in tutto il centro-sinistra.
Dobbiamo riuscire a fare riappassionare alla Politica i giovani soprattutto per preparare un ricambio generazionale. In questo risulta fondamentale il lavoro di Agire Solidale e il rilancio del Partito dei DS finora troppo bloccato nelle logiche della sistemazione “politica” di alcuni compagni che non possono pretendere di bloccare l’attività del partito attorno a obiettivi personali. La segreteria cittadina in concerto con la segreteria provinciale debbono essere il motore del cambiamento.
Deve essere valorizzato al meglio l’ottimo lavoro che svolgono i nostri deputati, incrementando i momenti di confronto e comunicazione.
Per ogni competizione elettorale dobbiamo essere capaci di individuare con anticipo i candidati capaci di esprimere al meglio il necessario progetto di cambiamento, sia nei ruoli apicali, il prossimo Presidente della Provincia ed i prossimi Sindaci, ma anche i candidati nei vari Consigli.
B) Non si può e non si deve trascurare il lavoro di base culturale di trasformazione del nostro modo di essere e di vivere, è impensabile delegare alla Politica un compito che è di tutti noi.
Il mondo occidentale vive una profonda crisi di valori e di prospettiva stretto com’è tra l’incapacità di un dialogo costruttivo con le altre culture, un “paradiso tecnologico” che ci rende sempre più frustrati ed isolati, la necessità di mantenere il controllo delle materie prime in particolare il petrolio ed infine una sostenibilità ambientale di un modello di sviluppo che rischia di portarci alla catastrofe.
Per questo ognuno di noi da una parte deve essere capace di entrare in prima persona nei processi di trasformazione necessari e dall’altra deve essere capace di riuscire a determinare anche il modo di fare Politica di chi avrà la forza e il coraggio di impegnarsi nelle istituzioni o nei partiti nei vari luoghi e ruoli.
E’ un lavoro enorme ed impegnativo che va vissuto con una serena consapevolezza di far parte di un progetto complessivo e condiviso, dove ognuno trova, a seconda del momento, un ruolo piccolo o grande, ma comunque sempre fondamentale per lo sviluppo del progetto stesso.
Penso ovviamente alla rete complessa del Movimento fatta da Associazioni, Cooperative, Gruppi e singoli che da anni sono impegnati nella costruzione di un mondo migliore dove la crescita non sia misurata dal P.I.L. ma dai livelli di sviluppo sociale e culturale.
E’ questo il nostro sogno che abbiamo in questi anni cominciato a realizzare e che va sempre più sviluppato.
Io ci credo!
Da parte mia continuo ad essere pronto per tutto ciò che insieme decideremo eccetto ipotesi di sovrapposizione di ruoli, psichiatra e assessore contemporaneamente, come avviene in questo momento.

un bilancio a metà dell'esperienza di assessore provinciale