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Coscienza globale si apre con Il
discorso del sole, seguito da quattro capitoli e in Appendice si conclude
con la conversazione con Emanuele Severino, più volte citato nel
testo.
Il testo è un’analisi accurata del mondo che ci circonda,
con riferimenti precisi alla storia che ci ha preceduto e ragionamenti
consequenziali che arrivano al cuore degli argomenti. Nei primi capitoli
una critica alla comunicazione e ai modi di comunicare…ad esempio
la televisione, fonte di scienza infusa per le persone o il telefono cellulare,
appendice del 99% della popolazione occidentale. Poi un quadro generale
della società moderna o meglio di quella società occidentale
tendente al dominio speculativo e assoluto sul mondo; una revisione storica
delle cause che hanno portato a questo e del perché non si possa
affermare che non c’è possibilità di cambiare. In conclusione
la spiegazione di quella che è la coscienza globale, in contrapposizione
alla coscienza separata che purtroppo si impossessa più facilmente
della fragile mente dell’uomo di oggi.
Cosa spinge una persona qualsiasi a leggerlo?
Beh, forse niente. Forse il titolo breve e incisivo. Forse chi per caso
te lo mette sotto mano, suggerendoti una lettura intelligente. Forse il
fatto che guarda caso ti stai interessando dell’argomento e sei tu
stesso a cercare letture intelligenti. Forse il nome di Mario Capanna,
che tuttavia per alcuni è del tutto ignoto.
Cosa succede dopo avere letto il libro?
Non dico che improvvisamente, un bel mattino, apri gli occhi e ti accorgi
che la tua e quella di tutti non è niente più di una coscienza
separata, lontana dal concetto originale di universo e soprattutto dalla
coscienza di chiunque altro.
Ma pian piano cominci a notare che forse quel tale Capanna è riuscito
veramente a capire qualcosa. Che le persone per rendere credibili le cose
che dicono fanno sempre riferimento alla televisione, che le notizie vanno
ormai selezionate perché sono troppe e troppo poche quelle veritiere
e che con tutte queste notizie dovremmo sapere tutto di tutti e invece,
stranamente, sappiamo solo del nostro piccolo ambiente e ci convinciamo
che in tutto il mondo va e andrà sempre avanti così.
Quindi ci ritroviamo – forse un po’ spaventati – nel
mondofiction di cui abbiamo appena letto. Dove un po’ tutto è costruito
non tanto per cattiveria quanto per comodità e le personalità tendono
ad appiattirsi sotto quelle di qualcun altro che è riuscito ad arrivare
in alto prima di noi. In mezzo ai reality show che rendono tutto vero e
finto allo stesso tempo…che ci confondono e confondono la nostra
Realtà. A questo punto diventa più facile mettere la testa
sotto la sabbia per tutto ciò che non riguarda Noi e il Nostro Noi.
L’egoismo diventa una necessità, l’opportunismo la quotidianità…la
solidarietà l’eccezione di quei pochi che si rifiutano di
farsi “contaminare” da questo mondo e che di fronte ad esso
non si sentono del tutto inutili, decidendo di fare…qualcosa.
Questo è in breve Coscienza globale…ovviamente prima letto
e adesso recensito da me. Probabilmente poi ognuno di noi da un’interpretazione
diversa alle cose…chissà come lo stesso Mario Capanna aveva
pensato questo libro nella sua testa…e chissà invece quanto è stato
diverso l’elaborato.
Probabilmente la coscienza (la con-scienza) così intesa è anche
questo. Attenzionare l’altro, dare un valore al suo pensiero anche
quando è molto lontano dal nostro. Questa non è una cosa
da doversi fare a livello mondiale, da lasciare a chi, come spesso si dice,
sta in alto e quindi ha il potere per farlo.
Può invece partire dalla quotidianità: mantenere rapporti
puliti e sinceri con chi ci circonda, stare alla larga dai pregiudizi e
dalle critiche gratuite e poco costruttive, non lasciarsi andare davanti
a ciò che appare convincente e basta, sforzarsi di avere una mente
sveglia e propositiva, fare domande, tante domande…predisporsi al
dialogo prima che allo scontro (perché storicamente la guerra NON è nella
natura dell’uomo).
Sono tutti piccoli passi ma dall’agire nel nostro piccolo possiamo
arrivare al grande, al pensare in grande…in modo globale.
O quasi.
il
leader del '68 visto dagli adolescenti di oggi |
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