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| di paolo pantano | ||
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Sigonella, la più grande base aeronavale e nucleare USA del Mediterraneo, diventa l' avampostoÊdello scacchiere ed è l'epigono dell’odierna impennata nei processi di militarizzazione del territorio italiano, come sta accadendo a Vicenza con il progetto di trasformazione dell’aeroporto Dal Molin in una delle maggiori basi militari degli Stati Uniti in Europa. Sulla base sono previsti investimentiÊper potenziare le infrastrutture, ampliare le piste di volo, creare alloggi per i nuovi reparti che giungeranno in Sicilia. Sigonella è stata posta a disposizione delle Forze Armate degli Stati Uniti sulla base di un "Memorandum" firmato l'8 aprile 1957. I particolari del "Memorandum" sono segreti anche se in teoria dovrebbero uniformarsi ai principi stabiliti dall' accordo-quadro firmato da Italia e Stati Uniti nell'ottobre 1954 che disciplina la concessione in uso delle basi militari. Secondo tale accordo le installazioni statunitensi nel nostro Paese dovrebbero essere poste sotto il comando italiano, mentre al comandante USA spetterebbe il controllo del proprio personale e dei propri equipaggiamenti; inoltre gli USA si obbligherebbero ad utilizzare tali installazioni "per adempiere esclusivamente ad impegni NATO", mentre la sicurezza delle aree dovrebbe essere "di esclusiva competenza italiana". Ciononostante Sigonella deve essere classificata come "base statunitense" a tutti gli effetti. Nel maggio 1986 alcuni parlamentari della Commissione Difesa del Senato ebbero a dichiarare: "Sigonella è impropriamente definita "base NATO"; in realtà essa comprende vaste aree date in concessione agli USA, che dispongono di strutture, equipaggiamenti e reparti sui quali esercitano comando esclusivo. Nella base il comando italiano ha il potere di autorizzare il movimento degli aerei americani. Tuttavia non risulta definita la possibilità italiana di interferire nell'impiego di aerei USA per iniziative dirette o di supporto alla VI Flotta che abbiano finalità diverse da quelle della NATO. In altri termini l'Italia non appare pienamente garantita da un uso delle forze USA improprio, deciso da altri e tale da poter coinvolgere il nostro Paese...". |