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“Amiamo viaggiare, vedere,
scoprire, per questo abbiamo iniziato un viaggio appassionante e pericoloso,
difficile ma entusiasmante, un viaggio verso ipotesi nuove di esistenza,
un viaggio che possa dare alle idee, alle parole, ai gesti, Libertà".
Con questo slogan partiva nel 1994 la prima Carovana Antimafia promossa
dall'ARCI Sicilia.
Due anni prima le stragi Borsellino e Falcone avevano scosso le coscienze
e creato un deciso fronte antimafia. L'idea era quella di dar vita ad una
manifestazione di impegno civile che rispetto alle fiaccolate riuscisse
anche a "seminare", a costruire una nuova solidarietà tra
le forze dell'antimafia. Dopo dodici anni la Carovana ha ancora la forza
del contagio, sprigiona risorse sempre nuove e crea momenti di incontro,
ma ha anche un altro merito: quello di raccontare. Raccontare il percorso
di questi anni difficili, di quest'isola dimentica e dimenticata, in cui
troppo spesso i luoghi comuni hanno la meglio sui segnali di cambiamento.
Con questo spirito, giorno 11 dicembre la Carovana Antimafia è arrivata
nella provincia di Siracusa, a Lentini nel salone dell'ex lavatoio dove
si è tenuto un dibattito sul tema :"La legge 109/96 e la confisca
dei beni della mafia" organizzato dalle associazioni "Orientale
Sicula" e "Libero Movimento Sciò", Arci - Siracusa
e Libera, e al quale sono intervenuti oltre che i rappresentanti delle
associazioni impegnate nella lotta alla mafia nel territorio, Calogero
Parisi presidente della cooperativa "Lavoro e non solo" e Gianluca
Faraone, della cooperativa "Placido Rizzotto", che hanno raccontato
l'esperienza dell'utilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi nei terreni
di Corleone e Canicattì. Esperienze che sono segni tangibili di
come dalla violenza e dalla criminalità si possa passare a progetti
di inclusione sociale e lavoro. Giusy Aprile, coordinatrice provinciale
di Libera ha esaustivamente esposto alla platea la storia della legge 109
presentandone limiti, meriti e risultati raggiunti nella provincia di Siracusa.
Armando Rossitto, Vicesindaco di Lentini è successivamente intervenuto
presentando uno dei traguardi raggiunti da Libera in collaborazione con
le Istituzioni e il Comune: il progetto "Liberaterra - Filadelfo Aparo",
che ha lo scopo di avviare una impresa sui terreni agricoli confiscati
al clan Nardo. Ha concluso Pippo Cipriani, promotore della legge 109 ed
ex sindaco di Corleone che ha raccontato quanto è stato fatto ma
soprattutto quanto ancora si deve fare per migliorare la legge e l'applicazione
della stessa sottolineando il ruolo fondamentale di tutta la società civile
e delle istituzioni.
Al termine del dibattito la carovana e gli intervenuti hanno "gustato" nel
salone della chiesa di S. Tecla, a Carlentini, una pasta alla norma e le
zuppe di lenticchie "speciali" perché cucinate con i prodotti
di "Libera Terra" e provenienti dai terreni confiscati alla mafia
e lavorati da alcune cooperative agricole.
Il 12 dicembre la Carovana ha incontrato i bambini della scuola elementare
Giovanni XXIII° di Cassibile. Animazione e laboratori fra cui coloratissimi
striscioni di slogan contro la mafia.
Alle ore 17,30 a Rosolini nei locali del centro sociale polivalente la
Carovana è arrivata per denunciare e discutere di una altra mafia,
diffusa soprattutto nel territorio della Sicilia sud orientale: il caporalato.
L'incontro, organizzato da Arci "La Locomotiva", dai Giovani
della Acli "G. La Pira", e dall'associazione Antiracket "S.
Adamo" in collaborazione con ARCI LIBERA CGIL CISL e UIL; e intitolato "Immigrazione:
dignità, legalità, lavoro" è iniziato con la
proiezione di un video di Medici senza Frontiere sul lavoro agricolo dei
migranti. Il dibattito, coordinato da Giusy Aprile, è iniziato con
i saluti del Sindaco di Rosolini e con la presentazione di Marcella Coppa
responsabile politiche dell'immigrazione della CGIl, la quale ha fotografato,
attraverso dati e testimonianze raccolte dal sindacato, la situazione dei
lavoratori immigrati agricoli, tracciando un quadro veramente disastroso
in termini di dignità e diritti di cittadianza. Sono stati proprio
questi ad essere rivendicati dagli immigrati intervenuti successivamente
e presenti in massa in sala. A seguire l'intervento Dott. Calafiore, Dirigente
Ufficio Immigrazione della Questura e del dott. Signorelli rappresentante
della Prefettura di Siracusa hanno spiegato il ruolo delle istituzioni
in materia. L'intervento dell'avvocato Paolo Tuttoilmondo, rappresentante
dell'Arci Siracusa, ha sollevato delle questioni cruciali dalla vicenda
dei lavoratori stagionali di Cassibilelegate alla legge Bossi-Fini proponendo
alcune importanti soluzioni. Queste ultime sono state accolte dal Presidente
della Provincia Bruno Marziano che in chiusura ha sostenuto l'impegno della
Provincia affinché il lavoro stagionale dei lavoratori migranti
non rimanga un emergenza, come ogni anno accade ma una risorsa " interculturale " per
il nostro territorio.
Il tour della carovana è finito ma i temi e gli impegni presi rimangono
lavoro quotidiano all'interno dei circoli Arci, nelle associazioni antimafia,
nelle le istituzioni e nelle amministrazioni locali. Solo in questo modo
possiamo continuare a "costruire"davvero un futuro possibile
per la Sicilia.
la
carovana nazionale antimafia
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