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Vivo e lavoro a Siracusa da cinque
anni. Vengo da una città più grande, più sporca,
più caotica e dove, per organizzarti le giornate, devi fare i
conti con il traffico, le code agli uffici pubblici, i posti all'asilo
nido che non ci sono, le strisce blu dappertutto, i posteggiatori abusivi,
i lavavetri ad ogni semaforo ecc.ecc.
Siracusa è molto tranquilla, uso la bicicletta, cammino a piedi,
la fila più lunga l'ho fatta per mezz'ora, l'autobus in città l'ho
preso una volta sola ed era quasi vuoto.
Lavoro ad Ortigia, il centro storico di Siracusa e qui tutto è,
direi, romantico. Ci si conosce un po' tutti, tutti sono più o meno
gentili ed educati, tutti, diciamo, amici.
E' una città ancora a misura d'uomo, per quello che riguarda la
vita pratica di chi come me, lavora e ha due figli piccoli.
Ma bisogna vedere a cosa è che si dà la priorità nella
propria vita, a quali sacrifici si è disposti e che cosa è che
poi serve per stare bene in una città in cui si vive.
Quello che manca è sicuramente una rete di servizi reale per le
donne che lavorano, perché poi tutte queste associazioni esistenti
mi sembra che si occupino solo di chi ha gravi problemi, tipo violenze
ecc,ma tutto il resto delle donne, madri che lavorano per necessità o
semplicemente perché ne hanno voglia? Esistono solo ludoteche a
pagamento e poi nessuna ad Ortigia, per esempio.
Aggregazione e solidarietà femminile? Non so, ne sento parlare ma
non mi pare esista o almeno non riesco a riconoscerle.
Ho una libreria e inizialmente sognavo una libreria delle donne, per le
donne…. Perché le statistiche nazionali dicono che le donne
leggono molto di più…non posso dirlo o forse i testi che scelgo
semplicemente non piacciono alle donne?
Cultura…Una città che in certi periodi è ricca di eventi
culturali importanti e interessanti, ma nell'insieme direi poco curiosa
e poco libera di partecipare all'incontro non evento, alla presentazione
del personaggio non famoso tranne che non sia l'amico, il parente o conoscente.
Colpa anche delle istituzioni… forse, sicuramente in parte, ma sarebbe
il solito discorso che se le cose non vanno bene è sempre colpa
dell'istituzione, dello stato….
Io vivo bene in questa città, se per "bene" intendo in
modo tranquillo.
Ma la tranquillità non è sempre positiva, perché a
volte è anche vicina all'apatia, alla mancanza di stimoli e all'impossibilità di
creare un movimento, luoghi di incontro, di scambio, di solidarietà minima
e che non sia necessariamente legata a problemi sociali, ma semplicemente
allo stare insieme in modo piacevole e costruttivo.
l'esperienza
del biblios cafè di siracusa
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