vivere a siracusa

  di luisa fiandaca  

 

Vivo e lavoro a Siracusa da cinque anni. Vengo da una città più grande, più sporca, più caotica e dove, per organizzarti le giornate, devi fare i conti con il traffico, le code agli uffici pubblici, i posti all'asilo nido che non ci sono, le strisce blu dappertutto, i posteggiatori abusivi, i lavavetri ad ogni semaforo ecc.ecc.
Siracusa è molto tranquilla, uso la bicicletta, cammino a piedi, la fila più lunga l'ho fatta per mezz'ora, l'autobus in città l'ho preso una volta sola ed era quasi vuoto.
Lavoro ad Ortigia, il centro storico di Siracusa e qui tutto è, direi, romantico. Ci si conosce un po' tutti, tutti sono più o meno gentili ed educati, tutti, diciamo, amici.
E' una città ancora a misura d'uomo, per quello che riguarda la vita pratica di chi come me, lavora e ha due figli piccoli.
Ma bisogna vedere a cosa è che si dà la priorità nella propria vita, a quali sacrifici si è disposti e che cosa è che poi serve per stare bene in una città in cui si vive.
Quello che manca è sicuramente una rete di servizi reale per le donne che lavorano, perché poi tutte queste associazioni esistenti mi sembra che si occupino solo di chi ha gravi problemi, tipo violenze ecc,ma tutto il resto delle donne, madri che lavorano per necessità o semplicemente perché ne hanno voglia? Esistono solo ludoteche a pagamento e poi nessuna ad Ortigia, per esempio.
Aggregazione e solidarietà femminile? Non so, ne sento parlare ma non mi pare esista o almeno non riesco a riconoscerle.
Ho una libreria e inizialmente sognavo una libreria delle donne, per le donne…. Perché le statistiche nazionali dicono che le donne leggono molto di più…non posso dirlo o forse i testi che scelgo semplicemente non piacciono alle donne?
Cultura…Una città che in certi periodi è ricca di eventi culturali importanti e interessanti, ma nell'insieme direi poco curiosa e poco libera di partecipare all'incontro non evento, alla presentazione del personaggio non famoso tranne che non sia l'amico, il parente o conoscente.
Colpa anche delle istituzioni… forse, sicuramente in parte, ma sarebbe il solito discorso che se le cose non vanno bene è sempre colpa dell'istituzione, dello stato….
Io vivo bene in questa città, se per "bene" intendo in modo tranquillo.
Ma la tranquillità non è sempre positiva, perché a volte è anche vicina all'apatia, alla mancanza di stimoli e all'impossibilità di creare un movimento, luoghi di incontro, di scambio, di solidarietà minima e che non sia necessariamente legata a problemi sociali, ma semplicemente allo stare insieme in modo piacevole e costruttivo.

l'esperienza del biblios cafè di siracusa