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Non più di venti o trenta
anni fa, sarebbe stato impensabile, inimmaginabile, inconcepibile, che
le donne 'alzassero la cresta' così tanto da organizzarsi per
difendersi dalla violenza. E in molti paesi lo è ancora, basti
pensare a quelle immense aree geografiche dove subiscono la più devastante
delle violenze: l'infibulazione. Da noi, invece, fondano addirittura
associazioni di volontariato per aiutare le vittime ad imparare due cose
fondamentali: 1° tollerare la violenza non è una virtù,
2° uscire dalla violenza si può. Sembra facile a dirsi, ma
per far questo bisogna studiare molto, lavorare moltissimo e mettersi
in gioco ancora di più. Ebbene, qual è la reazione degli
uomini davanti a tutto questo? Dipende dagli uomini, naturalmente.
Alcuni ci provocano, nel senso che, per esempio, ci invitano a fondare
un Centro antiviolenza anche per gli uomini. Richiesta che una volta ci
faceva arrabbiare ma che adesso ci suscita soltanto un pizzico di tenerezza
materna: "Di uomini maltrattati dalle donne ce ne sono sicuramente
-rispondiamo - ma se davvero fossero così tanti da costituire un
fenomeno sociale, i centri antiviolenza per loro li avreste già fondati
senza bisogno di chiedere il permesso a noi!"
Altri, più comodamente, ci chiedono di essere assistiti proprio
da noi. Spiacenti: non abbiamo alcuna formazione per assistere uomini maltrattati
dalle donne. Semmai abbiamo quella per assistere le donne maltrattate dalle
donne, lì siamo preparatissime! Altri ancora ci danno lezioni gratuite
su come svolgere il nostro lavoro, ma chissà perché appena
chiediamo se invece di consigli sono disposti a darci una mano, subito
si tirano indietro dicendo che hanno da fare.
E per finire ci sono quelli che si sentono feriti nel loro orgoglio maschile
e tirano fuori la solita vecchia, noiosa e deficiente accusa del quiz:
'Voi odiate gli uomini!'. Ed è assolutamente tempo perso spiegare
e rispiegare che noi non odiamo gli uomini (tant'è che li sposiamo,
li partoriamo e li alleviamo) ma i mostri prodotti dalla cultura patriarcale.
cioè quegli emeriti galantuomini che disprezzano/sequestrano/massacrano/affamano/terrorizzano/abbandonano/torturano
le donne e i loro stessi bambini. Soggetti che di umano non hanno nulla
e dai quali bisogna prendere le distanze per salvarsi la vita. E siamo
pronte a confrontarci con chiunque sostiene che invece bisogna amarli fino
a farsi uccidere. Per fortuna, sono moltissimi quelli che ci rispettano,
ci aiutano, ci mandano le vittime, definiscono il nostro lavoro nobile
e prezioso. Per esempio un maresciallo che una volta ci ha detto: 'Questo
genere di cosiddetti uomini, noi li conosciamo molto bene. Sono degli emeriti
delinquenti che pensano di poter trattare la moglie come un cane. Noi non
abbiamo nessuna indulgenza verso questi signori che si sentono dei grand'uomini
davanti ad una donna indifesa e ai loro figli innocenti'. Ma resterà agli
annali, la dichiarazione di Padre Salvatore Arnone che, partecipando ad
un nostro seminario al commissariato di Avola, come cappellano della Polizia,
ha esordito con questa coraggiosa e ineguagliabile affermazione: "Gli
uomini, inclusi noi preti, abbiamo fatto un gran danno al popolo delle
donne, ritenendole inferiori, schiavizzandole e pretendendo che sopportassero
l'insopportabile. Signori miei, riconosciamolo e chiediamo perdono!".
uscire
dalla violenza è possibile
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