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Accompagnalo lungo i giardini, dagli
la piena delle notti... trattienilo in fuga.
Sono dei versi di R. M. Rilke,che si leggono al Cimitero di Noto, sulla
lapide della tomba di famiglia di Corrado Sofia.
Corrado Sofia è uno degli Intellettuali più autorevoli che
ha espresso la Città di Noto nel novecento. Nato a Noto il 22 Settembre
1906 e morto il 20 Luglio 1997. Per i cento anni dalla sua nascita appena
trascorsi il 22 Settembre 2006, nessuno si è ricordato di lui, nel
senso che nessuna Istituzione pubblica, il Comune di Noto o la Provincia
Regionale di Siracusa, abbiano fatto qualcosa per ricordarlo.
Eppure Corrado Sofia è stato un Intellettuale eclettico,che ha espresso
le sue qualità nel giornalismo della terza pagina de Il Tevere,
inviato speciale per La Stampa e La Gazzetta del Popolo, in URSS, Cina,
Medio Oriente, Africa, Balcani. Collaborò all’ Illustrazione
Italiana di Garzanti, a Novecento di Bontempelli, a Prisma, al Corriere
d'Informazione, a Il Selvaggio di Maccari, a Omnibus di Longanesi, al Quadrivio,
fu redattore della Fiera Letteraria, critico teatrale del Popolo di Roma,
scrisse per Il Mondo di M. Pannunzio e II Corriere della Sera.
Viaggiatore instancabile, autore di Avventura in Cina, della Cina prima
di Mao, pubblicato nel 1986 da Garzanti. E' autore di romanzi, di Saggi
e di Racconti. Regista di documentali e di racconti televisivi per la Rai.
Frequentatore dei Caffè Letterari di Roma,Caffè Greco, Caffè Aragno.
Nel 1977, fu promotore del Simposio sull'Architettura di Noto,da cui sono
partiti gli input per una nuova lettura della Città Barocca, portandola
all'attenzione Internazionale, da cui è venuto fuori il conseguente
piano dei restauri.
Ha scritto un bellissimo libro su Ortigia, Amorosa Ortigia, e due libri
su Noto, Noto Città Barocca (Silvana Editoriale) e Le pietre sacre
del Barocco (Electa), corredati da foto di Giuseppe Leone.
E' imperdonabile da parte delle Istituzioni preposte, Comune e Provincia, “passare
sopra” una figura di grande statura e spessore culturale come Corrado
Sofia.
Ma ... nonostante la grave e imperdonabile dimenticanza, perché non
istituire un premio Letterario e Giornalistico a lui intitolato e fare
pubblicare buona parte degli scritti sparsi che ha lasciato, visto che
da uomo dagli orizzonti culturali sempre aperti, e da soggetto dalle “passioni
forti” qual è stato, non se ne curava minimamente.
Ricordarlo sarebbe stato un riconoscimento a un uomo libero e di cultura,
un porsi “oggettivamente” nei suoi confronti e la sua opera,
per continuare a trasmettere i valori che da lui sono stati coltivati e
trasmessi con quell'autorevolezza vitale e vibrante che lo rendevano “realmente
singolare “.
il
ricordo di corrado sofia
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