pensiamo ai rischi

  di pippo giaquinta  

 

In questi giorni si sta parlando sempre più assiduamente della costruzione di un terminale di rigassificazione GNL e sempre più insistentemente si parla di Priolo -Melilli.
Sempre più spesso vediamo politici, sindacati, nostri cari onorevoli tuffarsi in una dialettica a dir loro "costruttiva" per spiegarci che prima di concedere qualsiasi autorizzazione vogliamo le garanzie della massima sicurezza possibile, oppure meglio non fare nulla "e ciò le aziende lo hanno già detto".
Quello che non dicono è se fra 10 anni la sicurezza sarà allo stesso livello,
se fra 5 anni gli investimenti di sicurezza saranno sempre altissimi, se i guadagni diminuiranno sarà lecito tagliare qualche posto di lavoro o qualche investimento in sicurezza, e se ci sarà più richiesta occorrerà aumentare il numero dei trasporti con gasiere a scapito possibilmente di qualche controllo, oppure se la proprietà sarà suddivisa tra altri soggetti che vogliono fare solo business e della sicurezza se ne infischiano.
Noi purtroppo ne abbiamo ormai esperienza in questa zona industriale petrolchimica, lo spezzatino industriale è stato fatto e nessuno se ne è curato. Oggi i servizi sono di una azienda, le forniture di acqua o di un servizio particolare di un altro, non c'è nulla di "male", oggi però vediamo i risultati di tanta industrializzazione ad ogni costo!
Tutto rovinato! Dall'acqua potabile al mare, al mercurio. Dai rifiuti sparsi nel territorio all'aria spesso pestilenziale, per non parlare di incidenti e di morti bianche e di processi conclusi senza colpevoli.
Ecco, prima di avallare ad occhi chiusi altri impianti ad alto Rischio vi pregherei di riflettere. A margine di questo mio sfogo vi inoltro anche le nostre osservazioni che sono state alla base della fiaccolata del 20 maggio 2006 e che sono anche i motivi di osservazioni alla v.i.a. e base per il referendum consultivo che stiamo promuovendo a Priolo.
- I margini di sicurezza nella zona indicata per l'ubicazione dell'impianto sono assolutamente insufficienti; ancora oggi non sono completati gli interventi previsti dal piano di risanamento per l'area ad alto rischio di crisi ambientali, per l'abbattimento del rischio ancora presente nella zona.
- Il sito individuato per la costruzione del terminale rigassificatore GNL si trova accanto al Superpontile e ad una base militare N.A.T.O.con pontile militare dove spesso sono ormeggiati sommergibili con a bordo testate nucleari.
- Adiacente al futuro terminale GNL, è già in costruzione un impianto per la produzione di idrogeno.
- La costruzione di un tale terminale GNL contrasta apertamente con le direttive nazionali e comunitarie sul rischio industriale.art.12 del decreto 17/8/1996 n°334 della SEVESO 2.
- la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) non si sa se sia stata fatta ma probabilmente non si può dire che l'impianto sia stato contestualizzato. Vale a dire che non si è tenuto conto dell'insistente realtà industriale e del traffico presente e futuro nel porto. Le operazioni infatti di movimentazione del Gas bloccherebbero l'intera rada di Augusta.
- il sito individuato per la costruzione dell'impianto è adiacente all'impianto di Etilene ICAM," un impianto definito allora supertecnologico, esploso il 19 Maggio 1985.
- Rischio 'domino' di incidenti a catena sempre presente e quindi mancato rispetto della direttiva cosiddetta SEVESO 2.
- la popolazione dei comuni interessati ad oggi non è mai stata messa in condizione di esprimere il proprio parere così come previsto, dall'art.23 della seveso 2.
- Non esiste nessuna programmazione industriale, chiunque ha idea di business, propone un investimento senza organicità con il territorio ed essendo un territorio dove l'offerta di lavoro è ancora oggi barattata con la salute e l'ambiente, il gioco è fatto.
Non si tiene conto dell'alta percentuale di tumori, dei bambini malformati, del mare contaminato da mercurio e dell'acqua al benzene, o l'aria pestilenziale che respiriamo,le bonifiche sono un mistero.
" E' da ricordare infine la scelta sciagurata del patner che ha scelto ERG per questo investimento: la SHELL, una multinazionale accusata di gravi violazioni ai diritti umani per i gravi fatti accaduti in Nigeria"."Fortissime repressioni della popolazione spesso appoggiate dalle multinazionali del petrolio tra le quali shell.Un sindacalista ucciso con 8 suoi compagni per aver protestato contro chi inquinava, che continua ad inquinare ancora oggi e distrugge il territorio";
"dal 1995 ad oggi più di 1000 persone sono state uccise per essersi opposti alle multinazionali del petrolio"e tanto altro etc.etc….

perche' no al rigassificatore erg-shell nell'area industriale di priolo-melilli