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Si dice che Martin Shultz, il presidente
dei deputati socialisti al Parlamento europeo, noto per essere stato
definito ‘buono per fare il kapò’ dall’allora
Presidente del Consiglio Berlusconi, in una delle sue più imbarazzanti
gag, a proposito della discussione sul partito democratico, che tanto
impegna il centrosinistra italiano, abbia commentato: “si vede
che in Italia non avete in questo momento altro a cui pensare …”
Eppure quello a cui pensare non manca proprio al nostro centrosinistra.
Il dibattito sulla legge finanziaria ripropone infatti tutta la difiicoltà della
politica del nostro paese ad entrare in sintonia con le questioni vere
per eleborarne soluzioni.
Non che sia tutta colpa dei nostri politici, i quali hanno semmai il grave
torto di rappresentarci in pieno e in tutto.
In queste settimane stiamo assistendo alla travolgente avanzata dell’Italia
del ‘tutto e subito’. Alla legge finanziaria è stato
affidato il compito di risolvere d'incanto tutti gli annosi problemi dell'Italia,
dal precariato alla ricerca, alla scuola, alla famiglia. Di certo la confusione,
e a volte l'improvvisazione, con cui è stata proposta e continuamente
modificata ha contribuito ad alimentare la rissa.
Il paese dei commisari tecnici della nazionale si è di colpo trasformato
nel paese dei fini economisti, tutti pronti a discutere e discettare se
questa finanziaria sarà o no in grado di promuovere lo sviluppo
del paese. La nostra sensazione è che questa finanziaria non arricchirà né impoverirà particolarmente
qualcuno. Varrebbe forse la pena di aspettare la sua applicazione, valutarne
i risultati, e dopo attacarla.
Chi governa, a meno che voglia stravolgere l'ordine del paese, la sua Costituzione,
o le regole della convivenza civile, ha il diritto di fare le sue scelte
ed essere giudicato per i risultati. Così almeno si dice che debba
avvenire in una democrazia normale.
una
legge per risolvere tutti i problemi
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