ma un'altra italia è possibile?

  di michele accolla  

 

Si dice che Martin Shultz, il presidente dei deputati socialisti al Parlamento europeo, noto per essere stato definito ‘buono per fare il kapò’ dall’allora Presidente del Consiglio Berlusconi, in una delle sue più imbarazzanti gag, a proposito della discussione sul partito democratico, che tanto impegna il centrosinistra italiano, abbia commentato: “si vede che in Italia non avete in questo momento altro a cui pensare …”
Eppure quello a cui pensare non manca proprio al nostro centrosinistra. Il dibattito sulla legge finanziaria ripropone infatti tutta la difiicoltà della politica del nostro paese ad entrare in sintonia con le questioni vere per eleborarne soluzioni.
Non che sia tutta colpa dei nostri politici, i quali hanno semmai il grave torto di rappresentarci in pieno e in tutto.
In queste settimane stiamo assistendo alla travolgente avanzata dell’Italia del ‘tutto e subito’. Alla legge finanziaria è stato affidato il compito di risolvere d'incanto tutti gli annosi problemi dell'Italia, dal precariato alla ricerca, alla scuola, alla famiglia. Di certo la confusione, e a volte l'improvvisazione, con cui è stata proposta e continuamente modificata ha contribuito ad alimentare la rissa.
Il paese dei commisari tecnici della nazionale si è di colpo trasformato nel paese dei fini economisti, tutti pronti a discutere e discettare se questa finanziaria sarà o no in grado di promuovere lo sviluppo del paese. La nostra sensazione è che questa finanziaria non arricchirà né impoverirà particolarmente qualcuno. Varrebbe forse la pena di aspettare la sua applicazione, valutarne i risultati, e dopo attacarla.
Chi governa, a meno che voglia stravolgere l'ordine del paese, la sua Costituzione, o le regole della convivenza civile, ha il diritto di fare le sue scelte ed essere giudicato per i risultati. Così almeno si dice che debba avvenire in una democrazia normale.

una legge per risolvere tutti i problemi