l'orgoglio di lavorare nella scuola pubblica

  di roberto alosi  

 

Tra pochi giorni oltre 10.000 docenti ed ATA della scuola siracusana andranno a votare per il terzo rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie. Si tratta di una prova straordinaria di democrazia che dobbiamo valorizzare ampiamente e per la quale ci siamo battuti senza indugi. Voteranno iscritti ai sindacati e non, si voterà su liste che qualunque soggetto sindacale può presentare, gli elettori esprimeranno preferenze sui candidati (un’opportunità ormai rarissima), eleggeranno rappresentanti sui luoghi di lavoro dei quali verificheranno l’attività in un rapporto diretto rappresentante/rappresentato. Queste caratteristiche del voto, in una situazione politica nella quale la democrazia ha subito riduzioni consistenti e nella quale il rapporto fra eletto ed elettore è sempre più esile, da sole sarebbero sufficienti per fare di questa data un appuntamento molto importante.
Un esercizio di trasparenza e democrazia che tuttavia esclude migliaia di persone che una miope politica ha considerato per anni gli ultimi, i senza diritti. Mi riferisco ai precari. Mentre lavoriamo intensamente perché escano rapidamente da una condizione inaccettabile di precarietà, riteniamo insopportabile che essi non siano messi nelle condizioni di darsi una rappresentanza diretta. I lavoratori precari, oltre 2000 nella nostra provincia, ricacciati in un angolo sul versante dei diritti, possono, infatti, votare ma non essere votati, cioè candidarsi, nonostante garantiscano il funzionamento della scuola tutti gli anni. Per questa ragione, mentre continueremo nel nostro impegno nazionale di rivedere il discriminante regolamento elettorale delle RSU, annunciamo sin da subito la decisione assunta dalla FLC CGIL di procedere in tutte le 98 scuole della nostra provincia all’elezione di rappresentanti precari eletti dai lavoratori precari ma con modalità autonome e tempi distinti (gennaio 2007). Per quest’elezione suppletiva la FLC CGIL mette a disposizione la propria organizzazione e s’impegna, sin da adesso, ad accogliere a pieno titolo i precari che saranno eletti nella delegazione trattante della FLC decidendo insieme linee e strategie. La terza elezione delle RSU cade in un momento politico nuovo. Da una parte si è iniziato a bloccare alcuni dei deleteri effetti della legge Moratti grazie alla costante determinazione del personale della scuola, dall’altra le RSU, oggi, hanno un’esperienza maggiore maturata in questo scontro duro e senza esclusioni di colpi. In questi ultimi tre anni che ci separano dalle elezioni RSU del 2003, insegnanti e operatori ATA hanno infranto il disegno del governo di centrodestra di smantellare la scuola pubblica. E’ stata una battaglia difficile e complessa al cui risultato ha contribuito in maniera determinante la contrattazione di scuola, le RSU ed uno straordinario movimento alla testa del quale si colloca con orgoglio la FLC CGIL. Siamo scesi in piazza per bloccare la Legge Moratti che voleva una scuola basata sul censo e sull’impoverimento del valore di chi ha scelto di lavorare nella scuola pubblica. Abbiamo portato questa battaglia anche nella più piccola e sperduta scuola del nostro territorio impegnandoci al fianco dei docenti e dei lavoratori ATA, giorno dopo giorno, con il protagonismo attivo delle nostre RSU. Ci siamo opposti, anche da soli, con scioperi e grandi manifestazioni, all’impoverimento dell’offerta formativa causata dai tagli degli organici e dei finanziamenti. Abbiamo denunciato e combattuto la riduzione degli investimenti per le scuole, il fondo di istituto e le supplenze, la privatizzazione crescente. Abbiamo proposto idee e progetti veri per migliorare la scuola discutendoli con migliaia di lavoratori. Lo abbiamo fatto con determinazione e coerenza ma soprattutto con l’orgoglio di chi sente di fare una cosa giusta per il futuro del Paese e dei suoi cittadini. Abbiamo raccolto successi in un confronto duro e serrato grazie alle RSU e a tutti i lavoratori che con il loro sacrificio, le discussioni, le litigate, la tensione, il sorriso e l’impegno hanno reso possibile il fatto che il nuovo Parlamento ed il Paese ricevessero, dopo il quinquennio Moratti, una scuola pubblica ancora degna di questo nome e non un cumulo di macerie. Insieme abbiamo fermato una legge, operando nel pieno rispetto delle regole democratiche e lo abbiamo fatto in nome della Costituzione italiana, in nome di valori antichi ma straordinariamente attuali – solidarietà, eguaglianza, libertà – lo abbiamo fatto, infine, perché non ci piegheremo mai a subire una scuola il cui fine sia registrare passivamente le differenze sociali, non lasceremo mai che gli adulti spezzino i sogni ed i progetti di vita dei nostri ragazzi per imprigionarli in un destino economico, e non solo, segnato in partenza. In tutti questi anni la FLC CGIL ha difeso con determinazione la scuola di tutti con un unico obiettivo: non lasciare mai solo nessuno. Le elette e gli eletti della FLC Cgil nelle RSU hanno svolto un lavoro prezioso e determinante: difendere e tutelare diritti grandi e piccoli di chi ogni giorno trasforma la conoscenza in uno strumento di crescita sociale e democratica. E noi vogliamo fortemente che i valori e le idee sostenute nei tre anni che abbiamo alle spalle continuino a vivere e a vincere per i tre anni che abbiamo davanti. Per questo abbiamo messo in campo 348 candidati, 1186 sottoscrittori, 98 presentatori e una lista CGIL per ognuna delle scuola della nostra provincia!
Non c’è un prima Moratti ed un dopo Moratti, non c’è prima il tempo della lotta e poi il tempo della delega, c’è il protagonismo del nostro esserci: le parole d’ordine di ieri devono ora diventare realtà concreta. Non ci possiamo fermare, non possiamo delegare ad altri il processo di riforma e di rinnovamento della scuola pubblica italiana. C’è ancora molto da fare, unendo l’impegno dei lavoratori della scuola alle maggiori competenze e all’esperienza più profonda delle RSU, per raggiungere il risultato di una scuola pubblica di grande qualità. Per questo il voto del 4, 5 e 6 dicembre prossimo è straordinariamente importante. Sarà l’occasione di tirare le fila di tre anni straordinari, durissimi ma vissuti da protagonista. Ed è per questo che abbiamo scelto un motto chiaro per la nostra campagna 2006 “L’orgoglio di lavorare nella scuola pubblica”. Orgoglio nella sua accezione di “ senso della propria dignità”, fondato sulla consapevolezza dei risultati ottenuti con la propria iniziativa e rafforzato dalla conseguente rivendicazione di risposte coerenti e radicalmente diverse dal passato. Migliorare il successo del 2003 significherà rendere evidente a tutti che il protagonismo dei lavoratori continua anche in questa nuova fase.

si svolgeranno il 4, 5 e 6 dicembre le elezioni delle rsu nelle scuola