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Tra pochi giorni oltre 10.000 docenti
ed ATA della scuola siracusana andranno a votare per il terzo rinnovo
delle Rappresentanze Sindacali Unitarie. Si tratta di una prova straordinaria
di democrazia che dobbiamo valorizzare ampiamente e per la quale ci siamo
battuti senza indugi. Voteranno iscritti ai sindacati e non, si voterà su
liste che qualunque soggetto sindacale può presentare, gli elettori
esprimeranno preferenze sui candidati (un’opportunità ormai
rarissima), eleggeranno rappresentanti sui luoghi di lavoro dei quali
verificheranno l’attività in un rapporto diretto rappresentante/rappresentato.
Queste caratteristiche del voto, in una situazione politica nella quale
la democrazia ha subito riduzioni consistenti e nella quale il rapporto
fra eletto ed elettore è sempre più esile, da sole sarebbero
sufficienti per fare di questa data un appuntamento molto importante.
Un esercizio di trasparenza e democrazia che tuttavia esclude migliaia
di persone che una miope politica ha considerato per anni gli ultimi, i
senza diritti. Mi riferisco ai precari. Mentre lavoriamo intensamente perché escano
rapidamente da una condizione inaccettabile di precarietà, riteniamo
insopportabile che essi non siano messi nelle condizioni di darsi una rappresentanza
diretta. I lavoratori precari, oltre 2000 nella nostra provincia, ricacciati
in un angolo sul versante dei diritti, possono, infatti, votare ma non
essere votati, cioè candidarsi, nonostante garantiscano il funzionamento
della scuola tutti gli anni. Per questa ragione, mentre continueremo nel
nostro impegno nazionale di rivedere il discriminante regolamento elettorale
delle RSU, annunciamo sin da subito la decisione assunta dalla FLC CGIL
di procedere in tutte le 98 scuole della nostra provincia all’elezione
di rappresentanti precari eletti dai lavoratori precari ma con modalità autonome
e tempi distinti (gennaio 2007). Per quest’elezione suppletiva la
FLC CGIL mette a disposizione la propria organizzazione e s’impegna,
sin da adesso, ad accogliere a pieno titolo i precari che saranno eletti
nella delegazione trattante della FLC decidendo insieme linee e strategie.
La terza elezione delle RSU cade in un momento politico nuovo. Da una parte
si è iniziato a bloccare alcuni dei deleteri effetti della legge
Moratti grazie alla costante determinazione del personale della scuola,
dall’altra le RSU, oggi, hanno un’esperienza maggiore maturata
in questo scontro duro e senza esclusioni di colpi. In questi ultimi tre
anni che ci separano dalle elezioni RSU del 2003, insegnanti e operatori
ATA hanno infranto il disegno del governo di centrodestra di smantellare
la scuola pubblica. E’ stata una battaglia difficile e complessa
al cui risultato ha contribuito in maniera determinante la contrattazione
di scuola, le RSU ed uno straordinario movimento alla testa del quale si
colloca con orgoglio la FLC CGIL. Siamo scesi in piazza per bloccare la
Legge Moratti che voleva una scuola basata sul censo e sull’impoverimento
del valore di chi ha scelto di lavorare nella scuola pubblica. Abbiamo
portato questa battaglia anche nella più piccola e sperduta scuola
del nostro territorio impegnandoci al fianco dei docenti e dei lavoratori
ATA, giorno dopo giorno, con il protagonismo attivo delle nostre RSU. Ci
siamo opposti, anche da soli, con scioperi e grandi manifestazioni, all’impoverimento
dell’offerta formativa causata dai tagli degli organici e dei finanziamenti.
Abbiamo denunciato e combattuto la riduzione degli investimenti per le
scuole, il fondo di istituto e le supplenze, la privatizzazione crescente.
Abbiamo proposto idee e progetti veri per migliorare la scuola discutendoli
con migliaia di lavoratori. Lo abbiamo fatto con determinazione e coerenza
ma soprattutto con l’orgoglio di chi sente di fare una cosa giusta
per il futuro del Paese e dei suoi cittadini. Abbiamo raccolto successi
in un confronto duro e serrato grazie alle RSU e a tutti i lavoratori che
con il loro sacrificio, le discussioni, le litigate, la tensione, il sorriso
e l’impegno hanno reso possibile il fatto che il nuovo Parlamento
ed il Paese ricevessero, dopo il quinquennio Moratti, una scuola pubblica
ancora degna di questo nome e non un cumulo di macerie. Insieme abbiamo
fermato una legge, operando nel pieno rispetto delle regole democratiche
e lo abbiamo fatto in nome della Costituzione italiana, in nome di valori
antichi ma straordinariamente attuali – solidarietà, eguaglianza,
libertà – lo abbiamo fatto, infine, perché non ci piegheremo
mai a subire una scuola il cui fine sia registrare passivamente le differenze
sociali, non lasceremo mai che gli adulti spezzino i sogni ed i progetti
di vita dei nostri ragazzi per imprigionarli in un destino economico, e
non solo, segnato in partenza. In tutti questi anni la FLC CGIL ha difeso
con determinazione la scuola di tutti con un unico obiettivo: non lasciare
mai solo nessuno. Le elette e gli eletti della FLC Cgil nelle RSU hanno
svolto un lavoro prezioso e determinante: difendere e tutelare diritti
grandi e piccoli di chi ogni giorno trasforma la conoscenza in uno strumento
di crescita sociale e democratica. E noi vogliamo fortemente che i valori
e le idee sostenute nei tre anni che abbiamo alle spalle continuino a vivere
e a vincere per i tre anni che abbiamo davanti. Per questo abbiamo messo
in campo 348 candidati, 1186 sottoscrittori, 98 presentatori e una lista
CGIL per ognuna delle scuola della nostra provincia!
Non c’è un prima Moratti ed un dopo Moratti, non c’è prima
il tempo della lotta e poi il tempo della delega, c’è il protagonismo
del nostro esserci: le parole d’ordine di ieri devono ora diventare
realtà concreta. Non ci possiamo fermare, non possiamo delegare
ad altri il processo di riforma e di rinnovamento della scuola pubblica
italiana. C’è ancora molto da fare, unendo l’impegno
dei lavoratori della scuola alle maggiori competenze e all’esperienza
più profonda delle RSU, per raggiungere il risultato di una scuola
pubblica di grande qualità. Per questo il voto del 4, 5 e 6 dicembre
prossimo è straordinariamente importante. Sarà l’occasione
di tirare le fila di tre anni straordinari, durissimi ma vissuti da protagonista.
Ed è per questo che abbiamo scelto un motto chiaro per la nostra
campagna 2006 “L’orgoglio di lavorare nella scuola pubblica”.
Orgoglio nella sua accezione di “ senso della propria dignità”,
fondato sulla consapevolezza dei risultati ottenuti con la propria iniziativa
e rafforzato dalla conseguente rivendicazione di risposte coerenti e radicalmente
diverse dal passato. Migliorare il successo del 2003 significherà rendere
evidente a tutti che il protagonismo dei lavoratori continua anche in questa
nuova fase.
si
svolgeranno il 4, 5 e 6 dicembre le elezioni delle rsu nelle scuola
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