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L’On. Donatella Poretti della
Rosa nel Pugno, con una interpellanza parlamentare ha chiesto di fissare
i termini entro i quali si dovrà attuare l’istituzione di
una rete nazionale di banche per la conservazione di cordoni ombelicali
ai fini di trapianto, legge 219 del 2005. In risposta alla suddetta interpellanza
il sottosegretario Serafino Zucchelli ha chiarito che nel rispetto delle
normative nazionali e comunitarie verranno individuate le strutture private
idonee ad essere accreditate.
La replica in sintesi dell’On. Poretti: “uno tra gli ultimi
provvedimenti del Governo Berlusconi e' stata la pubblicazione dell'ordinanza
in materia di donazione e conservazione del cordone ombelicale (13 aprile
2006, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 maggio 2006), che ribadisce
il
divieto di apertura di banche private per la conservazione delle staminali
cordonali per uso autologo. Sara' bene ricordare, per capire l'importanza
di cio' di cui stiamo parlando, che quello del cordone ombelicale e' un
sangue ricco di cellule staminali utili per combattere malattie del sangue
stesso, con capacita' di rigenerazione tissutale nel caso di -per esempio-
leucemia, anemia e talassemia.
Viste le sempre maggiori applicazioni delle cellule staminali derivate
dal cordone ombelicale nella cura di malattie e le possibilita' di nuove
terapie allo studio, appare urgente rendere possibile sia la donazione
pubblica, che la conservazione per uso privato. Ciò che appare assolutamente
insostenibile e' che queste cellule finiscano nei rifiuti biologici della
sala parto perche' l'ospedale non e' attrezzato per la raccolta, oppure
che vengano frapposte difficoltà e impedimenti all'esportazione
all'estero in banche private.
Molte donne che seguono l'iter previsto e che si rivolgono al Centro Nazionale
Trapianti vengono sottoposte ad un vero e proprio interrogatorio che crea
loro una situazione di disagio inspiegabile e senza ragioni.”
Come Centro Antiviolenza “Telefonodonna” in sintonia con il
Tribunale Per i Diritti del Malato siamo d’accordo su quanto suggerisce
l’On. Poretti: “Una possibile soluzione e' offerta dall'esperienza
della banca autologa nata a Mantova che sostenuta da fondi privati si trova
all'interno di una struttura pubblica. Il privato e il pubblico potrebbero
integrarsi e offrire in sinergia il servizio ottimale, confortata dalla
tendenza legislativa dell’Unione Europea di creare una normativa
ad hoc sulle cellule e sui tessuti”. Il Telefono Donna ed il Tribunale
per i Diritti del malato sono già impegnate, da tempo, nella sensibilizzazione
del problema, in quanto crediamo che, per l'interesse pubblico, occorre
continuare a promuovere la donazione come gesto altruistico, rendendola
possibile ovunque: sia adeguando le strutture dei punti nascita che informando
le donne in gravidanza, con campagne che evidenzino l'importanza di questa
donazione altruistica. Ribadiamo come Associazione telefonodonna e Tribunale
per i diritti del Malato di salvaguardare il diritto di una donna di decidere
cosa fare del proprio cordone ombelicale, se donarlo o conservarlo.
Centro Antiviolenza Telefonodonna Via Francesco Crispi, 88 tel. 0931 61000
presidente Ethel Puzzo
Tribunale Per i Diritti del Malato c/o Azienda Ospedaliera Umberto I tel.
0931 724262 coordinatore Angelo Cibardo.
il
diritto della donna di decidere cosa fare del proprio cordone ombelicale
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