chi conserverà il cordone?

  di adriana prazio  

 

L’On. Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, con una interpellanza parlamentare ha chiesto di fissare i termini entro i quali si dovrà attuare l’istituzione di una rete nazionale di banche per la conservazione di cordoni ombelicali ai fini di trapianto, legge 219 del 2005. In risposta alla suddetta interpellanza il sottosegretario Serafino Zucchelli ha chiarito che nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie verranno individuate le strutture private idonee ad essere accreditate.
La replica in sintesi dell’On. Poretti: “uno tra gli ultimi provvedimenti del Governo Berlusconi e' stata la pubblicazione dell'ordinanza in materia di donazione e conservazione del cordone ombelicale (13 aprile 2006, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 maggio 2006), che ribadisce il
divieto di apertura di banche private per la conservazione delle staminali cordonali per uso autologo. Sara' bene ricordare, per capire l'importanza di cio' di cui stiamo parlando, che quello del cordone ombelicale e' un sangue ricco di cellule staminali utili per combattere malattie del sangue stesso, con capacita' di rigenerazione tissutale nel caso di -per esempio- leucemia, anemia e talassemia.
Viste le sempre maggiori applicazioni delle cellule staminali derivate dal cordone ombelicale nella cura di malattie e le possibilita' di nuove terapie allo studio, appare urgente rendere possibile sia la donazione pubblica, che la conservazione per uso privato. Ciò che appare assolutamente insostenibile e' che queste cellule finiscano nei rifiuti biologici della sala parto perche' l'ospedale non e' attrezzato per la raccolta, oppure che vengano frapposte difficoltà e impedimenti all'esportazione all'estero in banche private.
Molte donne che seguono l'iter previsto e che si rivolgono al Centro Nazionale Trapianti vengono sottoposte ad un vero e proprio interrogatorio che crea loro una situazione di disagio inspiegabile e senza ragioni.”
Come Centro Antiviolenza “Telefonodonna” in sintonia con il Tribunale Per i Diritti del Malato siamo d’accordo su quanto suggerisce l’On. Poretti: “Una possibile soluzione e' offerta dall'esperienza della banca autologa nata a Mantova che sostenuta da fondi privati si trova all'interno di una struttura pubblica. Il privato e il pubblico potrebbero integrarsi e offrire in sinergia il servizio ottimale, confortata dalla tendenza legislativa dell’Unione Europea di creare una normativa ad hoc sulle cellule e sui tessuti”. Il Telefono Donna ed il Tribunale per i Diritti del malato sono già impegnate, da tempo, nella sensibilizzazione del problema, in quanto crediamo che, per l'interesse pubblico, occorre continuare a promuovere la donazione come gesto altruistico, rendendola possibile ovunque: sia adeguando le strutture dei punti nascita che informando le donne in gravidanza, con campagne che evidenzino l'importanza di questa donazione altruistica. Ribadiamo come Associazione telefonodonna e Tribunale per i diritti del Malato di salvaguardare il diritto di una donna di decidere cosa fare del proprio cordone ombelicale, se donarlo o conservarlo.

Centro Antiviolenza Telefonodonna Via Francesco Crispi, 88 tel. 0931 61000 presidente Ethel Puzzo
Tribunale Per i Diritti del Malato c/o Azienda Ospedaliera Umberto I tel. 0931 724262 coordinatore Angelo Cibardo.

il diritto della donna di decidere cosa fare del proprio cordone ombelicale