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Scrive La Sicilia, house organ della
Stretto di Messin a SpA, che l'Unione Europea destinerà i denari
stanziati per il ponte ad altra opera pubblica, magari la TAV. Così,
chiosa l'editoriale della Sicilia, quei soldi - promessi inizialmente
al Sud - se ne andranno al Nord. Per colpa del governo Prodi degli ambientalisti,
dei pasdaran della sinistra plutoradicalgiudaica e via cantando. Aggiunge
La Sicilia che la notizia arriverebbe da Van Miert, "tutor" del
ponte sullo stretto.
Tutor del ponte? Soldi tolti alla Sicilia? Se questo fosse un esame di
giornalismo, l'editorialista della Sicilia verrebbe bocciato per aver fabbricato
una notizia totalmente falsa. Per tre ragioni.
La prima. Van Miert non è tutor di nulla: è solo il coordinatore
del gruppo di saggi (che di saggio hanno ben poco: ciascuno di loro era
solo un funzionario del governo che rappresentava) che valutano i progetti
per la realizzazione dei "corridoi europei". Fino ad oggi, quei
progetti sono una quarantina, in mezzo ci stanno strade, tunnel, ferrovie,
porti, viadotti. E ponti.
La seconda. Van Miert non può dirottare fondi da un progetto all'altro
per la semplice ragione che non dispone di un solo centesimo. Chi partecipa
(eventualmente) al finanziamento dei manufatti è la Banca Europea.
Che del signor Van Miert se ne impippa: il loro intervento a sostegno di
un progetto è legato a valutazioni di natura puramente finanziaria
ed economica: tempi di realizzazione, fattibilità tecnica, sostenibilità economica,
margini di reddito, etc. Van Miert può anche suggerire di destinare
i denari (ma quali denari, poi? Ne parliamo tra un istante…) del
ponte alla prossima spedizione su Marte. Sarebbe una sua pregevolissima
idea, che vale come le formazioni della nazionale che detto io al bar dello
sport.
La terza. Non c'è mai (dico MAI) stato il becco di un quattrino
per il ponte. E non verrà dirottato il becco di un quattrino sulla
TAV. Per la semplice ragione che nessuna delle condizioni pretese dalla
Banca Europea era stata rispettata. Quando sua eccellenza Berlusconi chiese
al suo funzionario nel Comitato dei Saggi di inserire il ponte come priorità del
governo italiano, rinviò ad una fase successiva la comunicazione
dei parametri di fattibilità tecnica e finanziaria. Mai comunicati
alla Banca Europea. Che non ha mai (ripeto: MAI) preso neppure in considerazione
la possibilità di accantonare un solo euro per il ponte.
Cronache marziane. No. Bastava spedire un reporter alfabetizzato a Bruxelles
per sentirsi spiegare le cose che ripetiamo da alcuni anni (ma noi, si
sa, siamo la sinistra dempoplutoetc.). Ai miei tempi, tempi di onesti giornalismo,
quando qualcuno s'inventava una bufala di tal fatta solo per mettere in
croce una parte politica, la sentenza sarebbe stata senza appello: braccia
rubate all'agricoltura.
le
bugie sul ponte
«Sogna
e sarai libero nello spirito, lotta e sarai libero nella vita»
(Ernesto Che Guevara) |
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