omertà e politica

  di virgilio gionfriddo  

 

E’ con piacere che continuo questo confronto con il segretario dei DS Franzo Bruno perché il garbo con il quale si è espresso nello scorso numero di Idea Solidale è una fatto sempre più raro nel dibattito sui temi della politica.
Non voglio continuare a ribadire il mio pensiero sulle scorse elezioni amministrative a Lentini proprio perché è lo stesso Franzo Bruno che conferma quel pensiero quando, a proposito della candidatura di Armando Rossitto, dice testualmente che ad essa si è “arrivati tardi e male….”
Così come tardi e male si arriva sistematicamente a commentare gli eventi elettorali.
Se si vuole avviare una seria analisi costruttiva essa va ampliata affinché faccia da argine a futuri errori. Soprattutto le riflessioni su ciò che accade vanno fatte con franchezza e non taciute. E vanno fatte ancor prima che altri le comincino, proprio per dare l’impressione, da parte di chi dirige ai vari livelli un partito, che si ha la tensione e l’attenzione giusta. Purtroppo sono convinto che l’”omertà” nella politica costituisca una consuetudine a non rivelare il vero problema, pur conoscendolo. Chi cerca di farlo non è chi vuole apparire più intelligente degli altri, ma chi è convinto che banalizzando le dinamiche politiche si vuole banalizzare tutto ciò che accade affinché nessuno sia mai colpevole di nulla. Solo così chiunque della politica può fare un mestiere eterno.
Se non si affronta con serietà e determinazione la principale tra le questioni aperte e cioè quella dei gruppi dirigenti e della loro inadeguatezza come si può parlare di Partito Democratico come punto di approdo dei riformisti. Se in esso saranno traghettati gli stessi dirigenti che a Siracusa da anni hanno lasciato nella mani di una destra scarsa ed affarista il governo della città; o che a Lentini brancolano nel buio relativamente alle questioni più importanti per la città, dicendo oggi il tutto, e domani il contrario di tutto; o che scompaiono nel corso della campagna elettorale pur in presenza di un proprio candidato Sindaco; o lasciano non distribuiti migliaia di volantini elettorali. Se nel partito democratico, dicevo, saranno traghettati questi soggetti, quale futuro ci aspetta?!
Certo i dirigenti vengono eletti dai congressi, ma Franzo Bruno ne ha mai seguito uno a Lentini? Ha mai verificato quanti soldi ricavati dalle tessere sono mai arrivati in federazione, visto che Lentini registra centinaia e centinaia e centinaia di iscritti?
Si è mai chiesto Franzo Bruno, tra un libro di Eco e la rilettura della Critica del giudizio di Kant, come mai in questi mesi la segreteria dei DS di Lentini abbia attaccato così tante volte la giunta Mangiameli nella quale i diessini sono rappresentatissimi?
Se dovesse accadere che dopo quegli attacchi si apre una crisi pilotata che fa fuori un autorevole rappresentante dei Ds e tutto d’un tratto le polemiche si placano, Franzo Bruno direbbe che si tratta di una normale dialettica politica o che chi ne da una interpretazione diversa è al solito in preda a idee di intrighi o complotti? Non mi voglio dilungare…
Spero che venga meno una circostanza che non mi da gioia, e cioè che da anni ed anni non mi capitava di discutere con amici e compagni dei DS che non sanno chi sia l’attuale segretario di federazione.

prosegue il dibattito sul risultato delle elezioni amministrative a lentini